A Ratzinger il Nobel della scomunica

di Rocco Berardo

Per l'ennesima volta Papa Benedetto XVI ha ribadito che ottenere cellule staminali da embrioni umani rappresenterebbe un attentato alla vita, e che gli scienziati che operassero in quel campo andrebbero contro "la presunta intenzione di promuovere la salute umana". L'affermazione non è casuale, poiché avvenuta all'indomani dell'assegnazione dei premi Nobel a Mario Capecchi, Martin Evans e Oliver Smithies. Questi luminari hanno dimostrato che esiste la speranza concreta di curare malattie oggi inguaribili attraverso lo studio approfondito delle cellule staminali, anche e soprattutto di origine embrionale. L'attacco del Papa contro la scienza non ha rappresentato, come al solito, una notizia, ma è stato immancabilmente presentato dai mezzi di informazione come una scomunica senza possibilità di contraddittorio. Ma perché di fronte alle nuove scoperte della scienza in Italia si tende a dar voce alla sola Chiesa Cattolica? Sarà un caso che il Nobel per la medicina 2007 è stato assegnato a questi scienziati e non a Papa Ratzinger? Avviene però che, come in una specie di panino dell'informazione politica (dare nella notizia il parere di maggioranza, opposizione e governo), si mettano anche per i temi etici in evidenza le affermazioni di scienziaticontro (di solito i soliti due: Vescovi e Dalla Piccola), scienziati-pro e infine la Chiesa (con la sua scomunica). Evidentemente distorcendo la reale voce della comunità scientifica (che in stragrande maggioranza si esprime a favore della responsabilità e libertà della ricerca), consegnando al Vaticano il titolo di tribunale dell'etica e dei veri valori e imbavagliando la voce della politica, dei cittadini, dei malati. Tutto questo è stato ampliamente dimostrato nelle precedenti pagine, in occasione della visita di Stephen Minger. Il giorno della notizia grosso risalto alle affermazioni di Monsignor Elio Sgreccia su tutti i Tg ("questa ricerca è mostruosa"), il giorno della venuta a Roma dello scienziato i tg lo fanno rispondere? No: zero secondi. Eppure n e a n c h e Elio Sgreccia pare sia candidato per uno dei prossimi nobel per la medicina.

 

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Mercoledì, 7 novembre, 2007 - 17:11
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