Aborto, Berardo: La Cdl prevede riforma di aborto e divorzio?

26/07/2005

Volonté e Martuscello attaccano Prodi perché il programma dell’Unione è privo di riferimenti di riforma su temi come divorzio e aborto. In coerenza con queste posizioni la CdL prevede il cambiamento di queste leggi?

Dichiarazione di Rocco Berardo, membro di giunta dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica.

Se le dichiarazioni hanno una coerenza si può dedurre da quelle di Volonté, di ieri, e oggi da quelle di Martuscello che la Cdl è pronta a mettere nel suo programma un progetto di revisione delle leggi su aborto e divorzio.

Un progetto di revisione che, se ricalcasse i principi che ispirano la legge 40 sulla procreazione assistita, farebbe tornare l’Italia, nel tempo, indietro di decenni e, nello spazio, sempre più lontana dall’Europa.

Non ci rimane che aspettare una data precisa in cui assistere ai funerali del partito che fu “liberale di massa

Martedì, 26 luglio, 2005 - 18:57

commenti

Riforme impopolari

Non dimentichiamoci: il risultato refendario ha sì dimostrato che molti cittadini hanno optato per la scelta etica del Vaticano, ma il fallimento è stato causato dall'astensionismo e, ho ragioni sufficienti per crederlo, un astensionismo per la maggior parte inconsapevole. Una delle mie più care amiche mi ha confessato, suscitando in me non poco sdegno, che ha saputo dell'appuntamento alle urne solo la mattina del 12 luglio dal padre, il quale ha pure dovuto spiegarle il tema trattato. Vi sto parlando di una ragazza 23enne, per niente stupida, di professione contabile in uno studio di commercialisti e diplomata con buoni voti in ragioneria, non di una bracciante analfabeta o con poco più della quinta elementare (lavoro nobilissimo, non voglio essere fraintesa). Insomma, una persona che si presume dotata di una discreta cultura. Come lei, tantissimi altri rispondono allo stesso modo quando domandi loro, sbalordito, com'è possibile non aver avuto notizia di un dibattito tanto attuale: "Non guardo i telegiornali, mi mettono la depressione", "Non leggo i quotidiani, sono scritti male e in modo troppo complicato" , "Dopo cena guardo un po' di telefilm, mi faccio una doccia ed esco: siamo troppo stressati per assistere ai grattacapi politici del nostro paese". Siamo gente, noi italiani, tutta presa dalla difesa del nostro singolo orticello d'interessi, del proprio "particulare", come lo chiamava Guicciardini. Ma quando si tratta dei diritti della "comunità" di cui facciamo parte, la nostra civiltà lascia molto a desiderare. Il 12 e il 13 luglio sarebbe bastato mettersi nei panni di chi desidera un figlio e non ha la fortuna di poterlo concepire in modo naturale, di chi è affetto da sindromi incurabili o portatore di gravi malattie genetiche, per dare una risposta diversa. Il punto è che la sterilità, e questo genere di mali orribili, sono problemi che toccano da vicino solo un'infinitesima parte della totalità degli elettori. A nessuno è importato perchè nessuno è personalmente coinvolto. Per temi quali il divorzio e l'aborto, invece, il discorso è diverso: modificare in senso reazionario e clericale la normativa che regola questi due campi, sinifica invadere le sfere di libertà di una stragrande quantità di cittadini, che oltrettutto ha ormai metabolizzato la pratica di tali attività. A chiunque può capitare una gravidanza indesiderata o il matrimonio sbagliato; sono rischi visti dietro ad ogni angolo, e rientrano in quel famoso "particulare" che sta così tanto a cuore. Mi duole dirlo, ma se davvero il governo a questo genere di mire, ripongo fiducia sull'egoismo del popolo italiano.

Ciao Francesca,se fosse

Ciao Francesca, se fosse vero quello che hai detto questa sarebbe veramente la notizia del secolo: non si possono congelare gli embrioni.. ma hanno congelato alcuni elettori! Perchè a quanto pare la tua amica è stata crioconservata per ben un mese almeno! E' naturale che fosse un po' disorientata e bisognosa di lumi, quando è stata scongelata il referendum si era già svolto da un bel po' e ormai l'attenzione generale dell'opinione pubblica era sotto la morsa di altri eventi.. E sfido dunque che non sapeva niente del referendum, al momento della sua fuoriuscita dal frigorifero i manifesti e cartelli elettorali di cui le città erano piene erano già stati rimossi e quel poco di televisione che vedeva forse era concentrata su altro genere di notizie, purtroppo non certo liete. Permettimi di correggerTi, forse intendevi il 12 giugno!
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