ACCANIMENTO IDEOLOGICO

di Maurizio Bolognetti

Il caso dell’ospedale San Carlo di Potenza: l’occupazione degli zuavi pontifici

Se dovessi sintetizzare in una fotografia la nostra iniziativa politica sulla questione dell'applicazione della legge 194/78 in Basilicata, chiederei al lettore di guardare la foto che ritrae alcuni pazzi malinconici che manifestano all'ingresso dell'Ospedale San Carlo di Potenza. Il San Carlo, un nosocomio dove imperversano da sette anni gli zuavi pontifici del Centro di Aiuto alla Vita (CAV). Alzi la testa e vedi sventolare sul tetto dell'ospedale una logora bandiera tricolore; l'abbassi, e pensi che al posto del tricolore dovrebbe esserci la bandiera dello Stato Città del Vaticano. Leggendo le convenzioni stipulate dal San Carlo con le associazioni antiabortiste "Centro di aiuto alla vita" e "Difendere la vita con Maria", non puoi fare a meno di chiederti: ma stiamo parlando di un Ospedale Pubblico o di una succursale dello Stato Pontificio? I responsabili del CAV parlano di "collaborazione" con l'Azienda sanitaria e di "aiuto alle donne". In realtà siamo di fronte all' occupazione manu militari di una struttura pubblica, siamo di fronte ad un potente apparato dissuasivo che usa violenza nei confronti delle poche e malcapitate donne che decidono di praticare l'interruzione volontaria di gravidanza (IVG) presso l'ospedale San Carlo. Siamo di fronte ad una capillare occupazione degli spazi pubblici da parte del sistema di potere curial-vaticano. Una occupazione che, al pari dell'occupazione clientelare partitocratrica, è pervasiva di ogni aspetto della vita della nostra regione e altrettanto soffocante. Una occupazione che vive, prolifica, si moltiplica anche grazie al silenzio di chi dovrebbe avere a cuore la laicità dello Stato e delle sue Istituzioni. Come dar torto alla segretaria di Radicali Italiani, Rita Bernardini, quando afferma che siamo di fronte ad una "capitolazione dello Stato italiano e delle sue leggi"? Come non dire grazie ai deputati della Rosa nel Pugno, Poretti e Turco, che sul "Caso San Carlo" hanno presentato interrogazioni parlamentari? Di fronte alle cifre che raccontano la mancata applicazione della legge 194/78 ci tocca leggere le dichiarazioni di tutti i gruppi di centro della Provincia di Potenza (Udc, An, Margherita, Udeur, Idv), che preannunciano la presentazione di una proposta di legge regionale per consentire "ai volontari dei movimenti e delle associazioni per la vita, la possibilità di espletare il loro servizio di divulgazione e informazione nei consultori familiari, nei reparti di ginecologia e ostetricia, nelle sale d'aspetto e negli atri ospedalieri". Ed è in questo contesto che ci tocca leggere le affermazioni del sindaco di Potenza, Vito Sant- Arsiero, che afferma: "Ogni atto tendente ad indebolire l'azione del CAV va considerato un'azione contro la crescita civile e democratica della nostra collettività. Consideriamo una ricchezza per il nostro Paese le sue radici cristiane." E tu lì, a ripetere che non difendi l'aborto, ma il diritto delle donne a poter decidere liberamente il momento della maternità. A ripetere ai rappresentanti del CAV e del Movimento per la vita, che un'ulteriore diminuzione degli aborti si ottiene con più informazione sessuale e contraccettiva e non attraverso i tabù e le loro sessuofobiche reazioni. Ma in tutti questi anni dove sono stati i medici con in tasca la tessera dei Ds o della Cgil, cosa hanno fatto, cosa hanno detto? Silenzio, omertà, connivenza, o forse peggio, il più classico dei "tiriamo a campa'". Ma va anche detto che se, ancora oggi e ancora una volta, ci tocca ascoltare le consuete dichiarazioni cerchiobottiste di certa sinistra, o l'ineffabile assessore regionale alla sanità che sostanzialmente ci invita a non "rompere i c...", ci sono stati interventi e prese di posizione che riconciliano con la politica e la nobiltà della politica. E così Emilia Simonetti, consigliera regionale del Prc (aderente alla cellula Coscioni lucana) ha tra l'altro scritto: "Perché non suscita preoccupazione l'enorme numero di operatori che sono obiettori di coscienza e di fatto rendono impossibile la pratica dell' aborto in alcuni ospedali della nostra regione? Sappiamo che questo comporta ulteriore disagio in una situazione già essa stessa difficile, sembra proprio che la donna debba affrontare un percorso ad ostacoli per, ricordiamo, esercitare un suo diritto". A farle eco il Senatore Piero Di Siena (sinistra DS), anch'egli iscritto all'Associazione Coscioni, che parlando della Convenzione tra il CAV e l'Ospedale San Carlo ha dichiarato: "Il fatto che la convenzione duri da moltissimi anni è un motivo in più per mettere fine ad un atteggiamento di sottovalutazione generalizzata su temi eticamente sensibili che riguardano la condizione delle donne nella nostra regione. Non si tratta di aprire una guerra ideologica, e tanto meno uno scontro su problemi attinenti il sentimento religioso. Stupisce inoltre la reazione di esponenti della Margherita, quasi che si fosse aperta una sorta di guerra di religione." Che dire, se non concludere dicendo a quei compagni che sembrano vivere come minaccia la nostra iniziativa e la nostra lotta, che dopo decenni di incontro, di volemose bene, di compromessi al ribasso, di silenzi, di omertà e di convinzioni che fanno presto a trasformarsi in convenienze, non bisogna aver paura dello "scontro", che poi, a mio modo di vedere, diventa "incontro", qualcosa che unisce e non divide. E allora: viva lo scontro!!! Viva questo momento di confronto e di chiarezza!!! Viva la discussione e il dibattito!!! Viva questo momento alternativo al consueto rigor mortis!!! Viva la politica, che non vive solo nelle stanze del potere, quelle che servono prevalentemente a spartirsi il territorio e le Asl, e magari a cencellizzare la presenza delle associazioni all'interno di ospedali e consultori.

Giovedì, 22 novembre, 2007 - 14:55
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