Marco Cappato - Marco Cappato - Deputato europeo della Rosa nel Pugno


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Aggiornato: 2 anni 4 settimane fa

marcocappato.it si prepara alle elezioni regionali

Lun, 11/01/2010 - 14:24

Nei prossimi giorni il sito www.marcocappato.it potrebbe subire qualche disservizio. Stiamo infatti realizzando il trasferimento del sito nella piattaforma dei siti radicali, in vista della campagna elettorale per le elezioni regionali della Lista Bonino Pannella.

Se nel frattempo vuoi segnalare la tua disponibilità a partecipare alla campagna della Lista Bonino-Pannella...questo è il link

Il Corsera s'inventa l'accordo radicale con Penati

Dom, 10/01/2010 - 16:40

Domanda di Carlo
ciao marco!ho sentito che state formalizzando l'alleanza con penati in lombardia:quali punti fermi avete posto?infine,in coalizione non ci sono sbarramenti,sbaglio?
ciao!!!

Risposta di Marco Cappato:
Carlo, ciò che hai sentito è destituito di fondamento, risultato di un articolo del Corriere della Sera nel quale si crea fantasiosamente la notizia di un nostro accordo con Penati. In realtà nessuna decisione è stata presa ancora sulla nostra candidatura alla Presidenza della Lombardia, né ne abbiamo discusso con Penati e Bersani.

www.marcocappato.it

Il TG1 censura la notizia di Bonino candidata nel Lazio

Mar, 05/01/2010 - 21:30

Il Tg1 di Minzolini ce l'ha fatta. E' riuscito a censurare, nell'edizione delle 20, la notizia di Emma Bonino candidata alla Presidenza della Regione Lazio. A chi venisse da vomitare... vi invito a scrivere a Minzolini per dirgli quello che pensate del suo comportamento.
Marco

2010, per una ripresa di qualità, sociale e ambientale

Sab, 02/01/2010 - 15:48

Domanda di Larry
Quali sono le proposte dei Radicali per combattere la disoccupazione in Italia?

Risposta di Marco Cappato:
L'indebitatissimo Stato italiano non è in grado di fare alcunché di decisivo per diminuire la disoccupazione, se non come ricaduta positiva di buone politiche economiche. Serve infatti una ripresa economica di qualità, sia sul piano ambientale che su quello sociale. In particolare:
- più tasse ambientali, meno tasse sul lavoro,
- più spesa sociale per i non-garantiti (reddito di cittadinanza), meno spesa per i garantiti (pensioni di anzianità)

Quando Craxi sarà solo un personaggio storico

Gio, 31/12/2009 - 12:17

Domanda di Filippo Pucci
Mi sembra davvro troppo...Cosa ha fatto Craxi per l'Italia se non rubare insieme ad altri? Cosa ne pensi della proposta della Moratti di dedicare una strada a Bettino?

Risposta di Marco Cappato:
Quando Craxi sarà solo un personaggio storico, inutilizzabile per la polemica politica interna, allora (ma solo allora) l'intitolazione di una via non stonerà, in mezzo a tante personalità politiche alle quali sono intestate vie e piazze senza che siano né santi né eroi.
www.marcocappato.it

Esperanto alle elementari

Lun, 28/12/2009 - 18:19

Domanda di Stefano Petrella
Avevo sentito da qualche parte della proposta di voi Radicali della "salvaguardia della 2nda lingua straniera" in Italia, senza pero' capire di cosa si trattasse...
In cosa consiste la proposta radicale per la 2nda lingua straniera?
Quella di preservare la possibilita' nelle scuole pubbliche di scegliere una lingua che non sia l'inglese?
Oppure quella d'imporre l'Esperanto come 2nda lingua nelle scuole?
Oppure un'altra cosa?

Risposta di Marco Cappato:
Non so a quale proposta tu ti riferisca. Io ritengo che andrebbe insegnato l'esperanto come seconda lingua (propedeutica all'insegnamento di altre) alle elementari, poi dalle media una seconda lingua che non sia necessariamente l'inglese, e sono contro agli esami obbligatoriamente in inglese all'università. Ma è solo quello che penso io.

Referendum sulla legalizzazione: un diritto rimasto sulla carta

Dom, 20/12/2009 - 19:16

Domanda di Gianfranco Sguaizer su marcocappato.it:
E' possibile riproporre un referendum per la legalizzazione delle droghe leggere? se si come bisogna fare ?

Risposta di Marco Cappato
E' teoricamente possibile. In pratica, è un po' più difficile perché in Italia il diritto al referendum rimane sulla carta, ma è di fatto abolito. Sul tema che sollevi, in particolare, la Corte costituzionale ci fece buttare via quasi un milione di firme dichiarando l'incostituzionalità di quel referendum col pretesto delle Convenzioni internazionali sulle droghe.

all'"avanzata dell'Islam" si risponde con la laicità

Sab, 19/12/2009 - 21:06

Domanda di Alessandra
Cosa pensi dell' "avanzata dell'Islam" in Europa?
Nel senso del continuo aumento della percentuale della popolazione che appartiene a questa religione.
Da un lato la sacrosanta (!) libertà di culto, dall'alto una fede che, molto lontana dall'essere un fatto meramente spirituale, impatta fortemente sulla vita sociale dei fedeli, sull'organizzazione della società, relegando la donna - inutile girarci intorno - in una posizione di sudditanza assoluta all'uomo e comunque priva di libertà (nei casi estremi condannandola a morte perché va dal parrucchiere o si lacca le unghie...).
Cosa pensi delle teorie della Fallaci sulla colonizzazione dell'occidente attraverso l'immigrazione e la "prolificazione intensiva" (chiamiamola così)?
Pensi che se passassero in maggioranza numerica (ipotesi non inverosimile nell'arco di qualche generazione data anche la quantità di figli che fanno e la bassa natalità degli indigeni), la loro impostazione culturale permetterebbe loro di accettare o addirittura promuovere quel pluralismo che per il nostro ordinamento è un fatto acquisito? Nei paesi islamici non ci sono chiese cristiane, qui abbiamo motivo di pensare che sarebbe diverso?
Islam e religioni intrinsecamente pacifiche come il buddhismo possono veramente essere approcciate nello stesso modo in nome della libertà religiosa e della pari dignità di tutti i credi?

Risposta da www.marcocappato.it
Per impedire che all'aumento della popolazione islamica corrisponda un aumento del fondamentalismo l'arma da usare è quella della laicità e del rigoroso rispetto delle leggi. Le forze dell'ordine ad esempio, invece di essere utilizzate contro chi si fa le canne, andrebbero mobilitate in modo intelligente (entrando nelle comunità immigrate, conoscendone i luoghi e la lingua) per impedire ogni forma di sottomissione della donna e violenza domestica. Naturalmente non è solo una questione di ordine pubblico, ma anche di scuola pubblica, di sanità pubblica e di altri servizi da fornire in modo rigorosamente laico.
Se invece si sceglie la guerra di civiltà, appena si va in minoranza si perde... o anche prima

L'opposizione nonviolenta c'è. Basterebbe non annientarla.

Lun, 14/12/2009 - 20:58

Domanda di: Ale
Qual è la tua opinione in merito all'aggressione subita dal nostro - comunque - Presidente del Consiglio? Cosa ne pensi del "comunicato" di Capezzone?
direttamente da Il Velino:
Di Pietro (e Bindi) dentro di noi?
Roma, 14 dic (Velino) - Chi segue Il Velino sa che da mesi, quasi ossessivamente, ci occupiamo di quelli che abbiamo iniziato a chiamare “haters”, cioè gli odiatori seriali e professionali di Silvio Berlusconi. Ieri uno di loro, tale Tartaglia, è passato ai fatti: e serve a poco affrettarsi a chiarire che si tratta di un “folle”, perché nel frattempo, in tutti questi mesi, sono state armate le mani di troppi altri “Tartaglia”, di troppi altri “folli” veri o presunti.
Chi sono le decine di migliaia di persone che su Facebook stanno inneggiando da ieri sera all’attentatore? E come possiamo prendercela solo con loro, se due dirigenti politici accorti e cinici come Antonio Di Pietro e Rosy Bindi si sono subito messi a cavalcare l’onda e a gettare benzina sul fuoco, cercando di rovesciare la frittata, e di trasformare il Premier da vittima a istigatore?
Non c’è da aver paura dei Di Pietro e delle Bindi “fuori di noi”, ma dei Di Pietro e delle Bindi “dentro di noi”: l’odio instillato da un pezzo di ceto politico, da una porzione di carta stampata (Gruppo Espresso- Repubblica in testa), da programmi televisivi, sedimentato per anni e anni, ha cambiato qualcosa dentro la carne viva del Paese, ha avvelenato generazioni intere, e sta dando i suoi frutti malati. Ed è ormai incredibilmente elevato il numero di coloro che considerano “normale”, o comunque variamente “giustificabile”, il ricorso all’aggresisone diretta contro il “nemico”.
Adesso, servirebbe molto coraggio e un lavoro di lunga lena, in primo luogo a sinistra. Chi vorrà ricostruire nella sinistra italiana un’iniziativa politica civile, in linea con quanto accade nel resto dell’Occidente, dovrà fare i conti con un cumulo di macerie. E questo è un dramma che interpella tutti, in primo luogo il Pdl, che sta dolorosamente avendo conferma in queste ore di non avere a che fare con un’opposizione responsabile, capace di agire per il bene e la sicurezza del Paese.
(D.Capezzone) 14 dic 2009 10:55

Risposta da marcocappato.it
Dell'aggressione non posso che pensare che sia un fatto molto grave, innanzitutto per Berlusconi, ma anche per le istituzioni che rappresenta, quindi per tutti. Da nonviolento aggiungo che contestare Berlusconi con la violenza è del tutto inutile e controproducente, oltre che stupido e pericoloso.
Del comunicato di Capezzone non riesco a pensar nulla. Soltanto mi pare che andare a cercare le responsabilità del clima d'odio significa dare una sponda a chi (Di Pietro, Bindi) sostiene che il "clima" l'ha creato Berlusconi. Posso poi aggiungere che all'opposizione nonviolenta radicale Berlusconi (e quindi i vari Capezzone) non ha mai prestato la minima attenzione e rispetto. Dunque perché invocare un'opposizione civile, e poi si annientare (con l'ellegalità televisiva e istituzionale) quella che c'è?

Al Grillaccio non far sapere...

Lun, 14/12/2009 - 20:44

Domanda di Michele:
Grillo sul suo blog sostiente che il movimento contro il sostituto d'imposta è nato per iniziativa di un certo Fidenato.
Per favore, qualcuno gli spieghi che le prime proposte in tal senso sono di noi radicali. Grazie.

Risposta da marcocappato.it:
Ho un'dea Michele: fallo tu! Secondo me il Grillo è più sensibile al lettore qualunque che alla osservazione ufficiale di partito. Fammi sapere, è importante.

Lettera aperta ai compagni Socialisti, su Regionali e oltre

Mar, 08/12/2009 - 19:52

di Mario Staderini e Marco Cappato, dal quotidiano "Terra", mercoledì 9 dicembre.

Le elezioni regionali cadono in un momento di accelerazione del degrado istituzionale del nostro Paese. Ci rivolgiamo a voi Socialisti -organizzati e non, attivi o “in attesa”- perché riteniamo possibile, e quindi doveroso, usare questo appuntamento per rilanciare nel Paese un’alternativa riformatrice alla quotidiana rissa tra capipartito.

Nella stagione che vide la nascita dell’entusiasmante progetto della Rosa nel Pugno, chiarimmo insieme che non si trattava di unire spezzoni “socialisti”, “liberali”, “laici” e “radicali”, ma di proporre finalmente una sintesi di quelle grandi storie politiche, non attraverso un’opera riverniciatura ideologica come quelle che continua ad appassionare ex-PCI ed ex-DC nel Partito democratico, ma su obiettivi di profondo cambiamento dello Stato, dei partiti, del livello di libertà individuale e qualità democratica. Alla base di quel tentativo c’era la necessità di porre l’esigenza “liberale” del diritto e della giustizia come grande questione sociale –e socialista!- del nostro tempo, a partire dal dissesto del Sistema giudiziario italiano che travolge milioni di famiglie. Marciammo a Natale per l’amnistia contro l’impunità delle prescrizioni, e lanciammo al Paese segnali dirompenti per la riforma laica dei diritti civili e di modernizzazione del welfare a favore degli esclusi.

Dopo che quel progetto fu stroncato sul nascere dalla reazione del Regime, oggi, di fronte a un PdL a leadership leghista che disattende ogni promessa liberale e sociale, a partire da quella sul taglio delle tasse, il Partito democratico è paralizzato dal conflitto tra “dialoganti” con Berlusconi e “intransigenti”, privo di un progetto alternativo di riforma e condannato alla subalternità, cioè a rappresentare la gamba debole della conservazione di un sessantennio, sempre meno democratico, al quale è urgente porre fine.

Ci rivolgiamo a voi perché riteniamo esista la possibilità di dare corpo a un progetto in grado di rompere i veti incrociati alle riforme. Possiamo infatti oggi, in vista delle elezioni regionali, realizzare l’aggregazione delle energie socialiste, radicali e ambientaliste, laiche, liberali e repubblicane, in un proposta elettorale che veda i nostri rispettivi simboli presenti “in coalizione” nelle Regioni italiane, esprimendo anche candidati autonomi alla presidenza delle Regioni. In particolare, la partecipazione del simbolo Verde del “sole che ride”, del simbolo Socialista e del simbolo Bonino-Pannella rappresenterebbe la continuazione ideale del grande tentativo della Rosa nel Pugno, in sintonia con quel movimento ecologista europeo che pone la questione ambientale al cuore dei rapporti sociali, produttivi e del lavoro, liberandola dalla marginalità ideologica alla quale pure in Italia è stata troppo a lungo confinata. Anche per questo affidiamo questa lettera a “Terra”, a pochi giorni dalla riunione degli Stati generali dell’Ecologia del 12 Dicembre promossi dai Verdi e alla quale parteciperemo.

Conosciamo le obiezioni che ci vengono sollevate sulla base delle esigenze di “schieramento” all’interno della partitocrazia italiana. Sappiamo bene come nel centrodestra per i socialisti sia innanzitutto sentita l’esigenza di “pesare” nei rapporti di forza della maggioranza. Così come siamo consapevoli della necessità, per i socialisti che fanno riferimento al centrosinistra, di difendere uno spazio nel recinto del Partito democratico, magari attraverso l’appendice di Sinistra e libertà.
Come Radicali, abbiamo dimostrato di non cedere a tentazioni identitarie quando abbiamo accettato di subire il veto su Pannella, D’Elia e Viale per non offrire la soddisfazione –in particolare Oltretevere- della nostra esclusione dal Parlamento. Ma renderemmo ora un cattivo servizio al Partito democratico, nei cui gruppi parlamentari pur siedono i nostri eletti, se ci rassegnassimo a subire una politica incapace di qualsiasi scatto liberale sulla giustizia, l’economia, la politica internazionale, la laicità; se accettassimo che la preferenza del Pd per l’Italia dei Valori, dimostrata con l’apparentamento del simbolo alle elezioni, si aggravi e stabilizzi come “scelta strategica”, così come “strategica” è la convergenza con il Pdl su Gheddafi e Putin, o su D’alema candidato di Berlusconi nella UE.

Continuando a ritenere necessaria la creazione di un grande “partito democratico”, e di un grande “partito conservatore / repubblicano” all’americana, non avremmo esitazioni a stringere alleanze che ci possano avvicinare a questo obiettivo e alla realizzazione di una vera alternativa antipartitocratica in Italia. Ma riteniamo che la praticabilità di un tale progetto dipenda innanzitutto dalla capacità di presentare al Paese, all’opinione pubblica, una nostra comune proposta di coalizione Socialisti-Verdi-Bonino/Pannella, di convergenza delle ormai secolari e gloriose storie laiche, liberali ed europee. Insieme avremmo certamente il dovere di confrontarci con questo Partito democratico, volti a conquistare un grande accordo politico nazionale con il PD che non si riduca all’accettazione di marginali concessioni nel sottopotere regionale; ma anche pronti al suo contrario, cioè ad avviare un grande scontro politico per la leadership riformatrice di questo Paese che guardi anche oltre la scadenza delle Regionali. Fatevi vivi, e al più presto.

Mario Staderini, Segretario di Radicali italiani
Marco Cappato, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni

Cappato a Milano e a Arona, Venerdì 11 dicembre

Mar, 08/12/2009 - 15:39

Milano, Dibattito con Marco Cappato sul testamento biologico
Venerdì 11 dicembre all’Ambrosianeum ore 15.15
Via delle Ore, 3
- Nella mattinata dalle ore 10 dibattito di studio e presentazione del libro “Di che vita morire” di Antonio del Pennino e Daniele Merlo, con Albertini, Giannino, Ognibene, Pocar.
- Alle ore 15.15 dibattito con Biondi, Cappato, Della Vedova, Garavaglia, Nania, Palmieri, Saro, Tomassini.

Cappato a Arona, venerdì 11, ore 21 su testamento biologico (e riunione “cellula” ore 19.30)
Il Segretario dell’Associazione Luca Coscioni sarà a Arona Venerdì 11 dicembre per la Conferenza–dibattito sul Testamento biologico alle ore 21.00 Nella sala Perrucchetti ex aula magna del Palazzo comunale, Via san Carlo, 4.
Intervengono:
Prof Antonio Catapano sindaco di Arona
Marco Cappato segretario associazione radicale Luca Coscioni
Dr Venerando Cardillo responsabile cure palliative ASL 13
Prof. Alberto Bellocco medico legale, direttore CSML
Moderatore: Roberto Casonato associazione radicale Luca Coscioni

Il dibatto sarà preceduto, sempre nel Palazzo comunale, dalla riunione della cellula Luca Coscioni alle ore 19.30. Sarà possibile sottoscrivere le pre-firme per la presentazione della Lista Bonino-Pannella alle elezioni regionali

CLIMA: VA MESSA ALL’ORDINE DEL GIORNO LA QUESTIONE DEMOGRAFICA

Mar, 08/12/2009 - 10:44

Nella preparazione del vertice di Copenaghen sul clima i Governi del mondo hanno finora realizzato la totale rimozione del fattore che più di tutti ha contribuito nell’ultimo secolo ad accrescere il consumo delle risorse ambientale: quello della crescita della popolazione mondiale.
Nonostante il tasso di fecondità sia in calo in molte parti del pianeta, le proiezioni convergono sulla altissima probabilità che la popolazione mondiale superi i nove miliardi di abitanti entro la metà del secolo. Questo dato, combinato alla crescita dei consumi nei Paesi in via di sviluppo, indica che la crescita demografica continuerà anche nei prossimi decenni ad essere il fattore decisivo nel determinare l’impronta ecologica della specie umana sul pianeta terra. Non si può non notare come proprio in quei Paesi sia quasi inesistente la concreta affermazione del diritto alla salute riproduttiva e all’informazione sessuale, della contraccezione e della pianificazione familiare, quando è proprio l’accesso universale a tali servizi che potrebbe contribuire a contenere la popolazione mondiale sotto gli otto miliardi, con un impatto enorme su risorse scarse come l’aria, l’acqua e il suolo.

Per diminuire i rischi di fallimento del Vertice e dell’azione successiva, i cosiddetti “Grandi” della terra dovrebbero superare i veti ideologici del fondamentalismo clericale e natalista –del quale il nostro Governo è totalmente succube- ed accogliere l’invito del Fondo delle Nazioni Unite sulla Popolazione e lo Sviluppo a promuovere i diritti della donna, la sua emancipazione e l’affermazione della sua piena libertà e responsabilità in materia sessuale e riproduttiva come priorità della comunità internazionale.
Bisogna subito invertire la tendenza di questi ultimi anni, che ha visto addirittura diminuire la spesa da parte dei Paesi donatori dell’ONU per i servizi di pianificazione familiare. Le nuove tecnologie e la penetrazione dei mezzi di comunicazione di massa nei Paesi in via di sviluppo rappresentano un’occasione unica per raggiungere l’opinione pubblica mondiale sulle conseguenze della bomba demografica. Se da una parte vanno combattute le pratiche illiberali e violente di controllo delle nascite “alla cinese”, è urgente mettere in pratica quella strategia di “Rientro dolce” –cioè basato sull’informazione, il diritto e la libertà- della popolazione mondiale che il Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transpartito già da tempo indica come scelta vitale per il futuro del pianeta.

Marco Cappato
(da Terra, 8 dicembre 2009)

L'opposizione subalterna del PD, tra dialoganti e intransigenti

Gio, 03/12/2009 - 11:10

Fa una certa impressione, ma non stupisce, vedere Veltroni capeggiare il fronte anti-berlusconiano-duro interno al PD. E’ lo stesso Veltroni che un annetto fa intendeva usare assieme a Berlusconi il Parlamento dei nominati per aprire la stagione delle riforme, a partire da quelle “sulle regole”? E’ proprio lui. D’altronde la storia dei rapporti del PD, e prima quella del PCI-PdS-DS, con Berlusconi è fatta di balzi e frenate, dai baratti sul sistema radiotelevisivo degli anni ’70-’80, alla quotazione di Mediaset in borsa col Governo D’Alema, per arrivare a D’Alema candidato di Berlusconi in Europa. Anche nel Veltroni leader “dialogante” del PD si può trovare un segno chiaro, e apparentemente contradditorio, di attenzione privilegiata nei confronti di Di Pietro: all’Italia dei Valori fu infatti concesso l’apparentamento del simbolo elettorale negato alla Lista Bonino-Pannella.
La contraddizione è solo apparente, perché la rissa e l’intesa, lo scontro e la saldatura, si alternano inesorabilmente quando non si hanno proposte alternative a quelle dell’altro campo. Se prevalgono convenienze tattiche, è inevitabile che in un partito come il PD, dove non mancano fazioni contrapposte, quando una parte lavora per il dialogo, un’altra si trova aperto lo spazio dello scontro. E puntualmente ci si infila.
Quello che, come Radicali, non abbiamo smesso un attimo di proporre al Paese, e quindi anche al PD, è l’individuazione di riforme chiave per realizzare un’alternativa non solo a Berlusconi, ma allo sfascio delle istituzioni italiane che vive un processo di accelerazione ormai incontrollabile. Non basta dire, come fa Bersani, che bisogna tornare a eleggere i Parlamentari. Bisogna evitare di cadere nella restaurazione proporzionalista e offrire ai cittadini italiani l’eletto “del collegio”, cioè il rappresentante di quel preciso territorio, selezionato con un turno unico come vorremmo noi, oppure con un doppio turno alla francese, come pure era nel programma del PD veltroniano alle politiche. Solo un Parlamento più autorevole, cioè composto di rappresentanti dei cittadini invece che da emissari dei partiti, può rappresentare un contro-potere efficace nei confronti dell’esecutivo. Solo così il rafforzamento dei poteri del capo del governo, inclusa l’ipotesi di riforma presidenzialista, ci avvicinerebbe al modello degli Stati Uniti d’America invece che agli esempi centro-sud-americani di populismi democraticisti.
Sul versante della giustizia, alle controriforme ad uso personale messe in campo da Berlusconi è urgente contrapporre l’esigenza di sbloccare la macchina giustizia dai 9 milioni di processi pendenti, all’amnistia di fatto rappresentata dalle 170.000 prescrizioni l’anno contrapporre un’amnistia legale che selezioni i processi per i reati più gravi, risarcisca le vittime e liberi i tribunali dai reati senza vittima, primi fra tutti quelli in materia di droga e immigrazione. Senza dimenticare le carceri, e quello sciopero della fame di Rita Bernardini e degli altri Radicali che da ormai due settimane chiedono che una mozione per discuterne sia messa all’ordine del giorno del Parlamento.
L’urgenza di proposte alternative si avverte anche sul piano dell’economia e dell’ambiente, della politica internazionale e dei diritti civili. Se però l’Opposizione Ufficiale, l’unica che può parlare ogni giorno al Paese, si divide fra dialoganti e intransigenti, condanna se stessa ad essere subalterna, perfettamente integrata nello stesso sistema che contribuisce a conservare: quello di un regime antidemocratico che dura da sessant’anni e del quale è urgente liberarsi.

Marco Cappato
Da Notizie Radicali, Giovedì 3 dicembre

Battere la destra sulle tasse

Dom, 29/11/2009 - 12:12

Battere la destra sulle tasse si può. Avevano promesso di abbassarle, le hanno alzate. Se si può, ha ragione Europa: si deve. Il “come “ però non è un dettaglio. Perché se è vero –come ricordava il vostro editoriale- che la leva fiscale viene utilizzata in tutta Europa “per spingere consumi e investimenti” e che invece in Italia “siamo al rigor mortis”, non si possono eludere alcune singolarità, pena lo scadere da opposizione di alternativa a opposizione di propaganda. E l’anomalia italiana si riassume in due punti: debito pubblico e welfare. Alle stelle il primo, oltre il 115% del pil. Ingiusto il secondo, riservato a una minoranza di lavoratori, incapace di aiutare non-garantiti e poveri.

Debito pubblico esorbitante e Stato sociale iniquo impediscono a un’opposizione seria di limitarsi ad attaccare il rigor mortis tremontiano e fare il tifo per la spesa-che-spinge-i-consumi, magari per plaudire a Brunetta. Sarebbe politicamente suicida, non tanto perché un’opposizione che gioca di rimessa sulle divisioni nel Governo difficilmente può essere riconosciuta come portatrice di un’alternativa, ma soprattutto perché la ripresa della spesa pubblica –pur sotto la forma liberale del “taglio delle tasse” invece che del dirigismo statalista- è una falsa alternativa. La domanda, da fare a tutti gli avversari del Tremonti “rigoroso”, è: ma da dove li prendete i soldi? Ed è qui e solo qui che l’opposizione può passare dal tifo all’alternativa. Abbassare le tasse è possibile, ma bisogna avere il coraggio di pronunciare due parole magiche: pensioni e ambiente.

La riforma pensionistica –noi Radicali ripetiamo come un disco rotto: innalzamento dell’età pensionabile nella media europea, eliminazione dei disincentivi al lavoro oltre l’età pensionabile, accelerazione dell’equiparazione dell’età pensionabile donne-uomini- da sola può portare le risorse necessarie per un significativo abbassamento di tasse e al tempo stesso per fornire strumenti di welfare universalistico come il reddito di cittadinanza, da vincolare a spese vitali (cibo e alloggio) e alla formazione per far tornare tornare chi può nel mondo del lavoro. La posizione di Sacconi, che irride a ogni ipotesi di riforma bollandola come proveniente da oscuri poteri lontani dal popolo, è emblematica di una linea demagogica e irresponsabile. E non importa se, nel duello tra Tremonti e Brunetta, Sacconi sta con il secondo. Quello che conta è che a tutti e tre manca il coraggio di proporre una grande riforma delle pensioni, e che se vogliamo trovare un quarto per il poker giocato sulla pelle delle future generazioni, basta che ci rivolgiamo a Bersani e al suo silenzio sul tema.

Per l’altra risposta da dare alla domanda ”con quali soldi?” bisognerebbe prestare attenzione all’opportunità imposta dal vertice sul clima di Copenaghen. In un Paese come il nostro, dove la tassazione strangola l’impresa e impoverisce i lavoratori, parte delle risorse per la riduzione del costo del lavoro si possono cercare nella conversione del sistema fiscale dal lavoro all’ambiente, cioè attraverso l’introduzione di una tassazione del consumo di risorse ambientali non rinnovabili –aria, acqua, suolo- vincolata a una pari riduzione della tassazione su salari e attività produttive. Basti pensare che una versione minima di carbon-tax come quella decisa da Sarkozy (sei volte inferiore a quella applicata in Svezia) porterebbe un gettito superiore al mancato introito di quell’eventuale taglio dell’IRAP che tanto ha fatto litigare il Governo Berlusconi. Purtroppo, bisogna constare che non è solo il governo Berlusconi a stare alla larga da Copenaghen, ma anche Bersani e il PD non sembrano considerare la questione ambientale come centrale per esprimere un’alternativa credibile.
Si può battere la destra sulle tasse, dunque. Ma a patto che la si batta sul coraggio riformatore, non sulla demagogia conservatrice.

Marco Cappato
Comitato nazionale di Radicali italiani

Intervento pubblicato dal Quotidiano Europa, Sabato 28 novembre

Pannella, Cappato e De Lucia a Lecce e Campi Salentina nel finesettimana

Gio, 26/11/2009 - 12:46

VENERDI’ 27, Ore 20: PANNELLA ALLA FIERA DEL LIBRO DI CAMPI SALENTINA
Marco Pannella parteciperà all’incontro 'Il crepuscolo degli eretici, la crisi del libero pensiero' nell’ambito della manifestazione “La Città del Libro 2009. XV Rassegna nazionale degli Autori e degli Editori”

SABATO 28, ore 11, LECCE: conferenza stampa con Marco Cappato, per la raccolta delle (pre)firme per la presentazione della Lista Bonino-Pannella alle elezioni regionali del 2010
in Via Trinchese angolo Piazzetta De Pace, parte la mobilitazione dell’Associazione radicale nonviolenta “Diritto e Libertà” per la raccolta delle (pre)firme per la presentazione della Lista Bonino-Pannella alle elezioni regionali del 2010.
.Sarà allestito un gazebo informativo di raccolta firme dalle ore 10.00 alle ore 13.00, e alle ore 11.00 ci sarà una conferenza stampa alla quale parteciperanno:
· On. Marco CAPPATO, segretario dell’Associazione Luca Coscioni;
· Avv. Giuseppe NAPOLI, presidente dell’Associazione radicale nonviolenta “Diritto e Libertà”;
· Roberto MANCUSO, segretario dell’Associazione radicale nonviolenta “Diritto e Libertà” e membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani;
· Avv. Sergio TATARANO, tesoriere dell’Associazione radicale nonviolenta “Diritto e Libertà” e presidente della Cellula Coscioni di Francavilla Fontana (BR)

SABATO 28, ore 17, Campi Salentina (LE): Marco Cappato presenta il libro A destra tutta
Presso la Fiera “Città del Libro e dell'Editoria”, per la presentazione del libro di Biagio De Giovanni, “A destra tutta” (Marsilio). Oltre all'autore, interverranno Marco Cappato e Claudio Signorile. Coordina Luca Mastrantonio.

DOMENICA 29, ore 18.30, Campi Salentina (LE): Dibattito con Michele De Lucia
dibattito “L’altra Faccia della Storia. Sessant’anni dal Grande Fratello: da Orwell a Berlusconi, la metafora del potere”
Intervengono:
Gianni Cuperlo, deputato del PD
Michele De Lucia, tesoriere di Radicali italiani
Claudio Martelli, giornalista
Luca Mastrantonio, responsabile cultura e spettacoli de “Il Riformista”
Gaetano Quagliarello, senatore del PDL
Nichi Vendola, Presidente della Regione Puglia
modera
Angelo Mellone, giornalista e scrittore

Cosentino boss della partitocrazia

Gio, 26/11/2009 - 11:22

Domanda di Fabiano Citi
Non esprimo giudizi su Cosentino lasciando a te e,tutti gli altri di pensare ciò che meglio crede ma,sbaglio o c'è una certa analogia con il caso Tortora?Poi,ognuno pensa ciò che crede però,se coerenza è tale...Mi puoi chiarire se esiste nesso?(...ed io che voglio iscrivermi e,non trovo mai il modo!)Fabiano

Risposta di Marco Cappato:
No. Cosentino è un boss della partitocrazia campana, cioè di una vera e propria associazione a delinquere contro i diritti civili e politici dei cittadini. Tortora era una persona completamente estranea ai fatti che gli erano imputati e per i quali è stato addirittura condannato in primo grado e sulle piazze mediatiche. L'unica analogia riguarda il fatto che la richiesta di arresto per Cosentino è unicamente basata su dichiarazioni di pentiti. Se invece di inseguire i pentiti su reati fumosi (concorso esterno in associazione) i giudici indagassero sul regime (del quale però fanno parte) non faticherebbero a trovare fatti da imputare.
Va inoltre ricordato che Tortora si dimise da parlamentare europeo (radicale) per farsi processare, e che guidò una battaglia politica e referendaria (radicale) vittoriosa per la giustizia giusta (di tutti, non solo la sua).
Quanto alle iscrizioni: che vuol dire che non trovi il modo? Via internet dovrebbe essere semplice...

su www.marcocappato.it

Ministro Brambilla, l'accesso sia libero per i cittadini oltre che per i turisti

Lun, 23/11/2009 - 19:50

È un fatto positivo che il ministro Brambilla si schieri apertamente contro il decreto Pisanu, in scadenza il 31 dicembre 2009, che negli ultimi anni ha imposto ai pubblici esercizi e ai circoli privati di schedare tutte le comunicazioni su Internet e i dati personali dei propri clienti che accedono alla rete, con modalità tali da non avere eguali in alcun paese democratico.
È però importante rilevare che l'articolo fatto inserire dall'on. Brambilla nel disegno di legge approvato la scorsa settimana dal Consiglio dei Ministri, modifica solo l'obbligo di registrarsi presso la questura per chi offre accesso a internet, introducendo un'esenzione, in modo del tutto arbitrario, per le sole strutture alberghiere, i campeggi e gli affittacamere, lasciando invece intatto l'impianto generale della legge.
È grave che nelle dichiarazioni del ministro e nella sua proposta di modifica, si prefiguri una corsia preferenziale di accesso ad Internet "per turisti" che non riguarda il cittadino italiano, come se internet fosse un servizio in più da offrire e non un diritto fondamentale.
Ma è ancora più grave che si mettano in calendario proposte di modifica del tutto marginali e propagandistiche, essendo chiaro che, per "semplificare e liberalizzare l'accesso ad Internet", come chiede il ministro, è necessario rivedere da subito la legge nella parte che riguarda l'identificazione degli utenti e la custodia dei dati sul traffico effettuato su internet. Una norma che cancella il diritto dei cittadini alla riservatezza dei dati personali.
Per questo ci appelliamo al ministro Brambilla e al governo affinché non posticipino il riesame complessivo della normativa, innanzitutto impegnandosi pubblicamente a non rinnovare il decreto Pisanu. Da parte nostra, siamo pronti a presentare degli emendamenti che modifichino sostanzialmente le disposizioni attuali, e che proporremo a tutti i parlamentari non appena il testo del disegno di legge arriverà in parlamento.

Roma. 23 Novembre 2009
Dichiarazione di Luca Nicotra (Segretario dell'associazione radicale Agorà Digitale) e Marco Cappato (Presidente, Membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani)

Google e Yahoo rimuovano i contenuti online di Mediaset dai loro indici

Sab, 21/11/2009 - 15:50

In un mercato in cui è chiaro a tutti che, a dispetto della retorica messa in campo dall'industria dei contenuti, il contributo di maggior valore deriva dalla connettività, e non dal contenuto, lascia sbigottiti l'appello lanciato al Governo da Confalonieri affinché difenda aziende come Mediaset da Google, Youtube, Yahoo e altri fantomatici approfittatori. Anzi, più di un appello sembra una minaccia, considerando che, proprio ieri, Mediaset ha ribadito quanto sia centrale nella sua strategia la causa che essa stessa ha intentato contro Youtube e in cui rivendica un danno di 500 milioni di euro per violazione del diritto d'autore.
Confalonieri cerca di difendere un sistema bloccato, in cui i cittadini sono semplicemente audience, e la scelta dei contenuti da trasmettere è fatta da coloro che, come lo stesso Confalonieri, hanno in mano la TV generalista.
A questo punto ci appelliamo a Google e Yahoo chiedendo loro di rimuovere per almeno un mese i contenuti online del gruppo Mediaset dai loro indici. Un'azione drastica, ma potrebbe essere davvero l'unico modo per aiutare a far comprendere a coloro che difendono modelli ormai superati quanto la Rete ha cambiato l'economia, anche quella dei contenuti, e quanta parte dei ricavi degli stessi produttori derivino dalla comunità di utenti che modifica e condivide.

Dichiarazione di Luca Nicotra (Segretario dell'associazione radicale “Agorà Digitale”) e Marco Cappato (Presidente, Membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani)
Pisa-Roma, 20 Novembre 2009

No al rinnovo del decreto Pisanu; no allo stato di polizia in rete

Ven, 20/11/2009 - 21:53

Il 31 dicembre scade il decreto Pisanu, che prevede la schedatura di tutte le comunicazioni su Internet e dei dati personali di coloro che accedono alla rete dai luoghi pubblici, con modalità tali da non avere eguali in alcun Paese democratico. Il decreto fu approvato sull'onda della paura generata di attentati terroristici negli USA e in Europa, e da allora ininterrottamente prorogato, cancellando il diritto dei cittadini alla riservatezza dei dati personali.
L'associazione radicale "Agorà digitale" ha deciso di mobilitarsi per impedire che sia prorogata una norma così lesiva dei diritti fondamentali dei cittadini, alla quale non corrisponde alcuna reale giustificazione in termini di sicurezza. Siamo consapevoli che già in passato questa richiesta da parte del mondo della rete è giunta ai Governi che si sono succeduti dopo l'approvazione del decreto. Ma prima il governo Prodi e poi quello Berlusconi si sono dimostrati sordi.
Quest'anno Agorà Digitale e il Partito radicale sono determinati a mettere fine a questa anomalia lottando dentro il Parlamento, dove i Deputati radicali eletti nelle liste del PD hanno presentato un disegno di legge per regolare il trattamento dei dati personali, ma anche al di fuori, fornendo ai cittadini gli strumenti per opporsi a tali norme liberticide e preparando azioni di disobbedienza civile.
E' proprio a causa delle incredibili restrizioni imposte dal decreto Pisanu che l'Italia si trova agli ultimi posti in Europa per diffusione dei punti di accesso wifi, nei bar, nelle scuole, nelle stazioni e nei luoghi pubblici in generale. Per dire NO allo Stato di polizia in rete, è necessario mobilitarsi per impedire il rinnovo del decreto Pisanu.

16 novembre 2009
Dichiarazione di Luca Nicotra (Segretario di Agorà digitale) e Marco Cappato (Presidente, membro del Comitato nazionale di Radicali italiani):

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