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CI SEDEMMO DALLA PARTE DEL TORTO VISTO CHE TUTTI GLI ALTRI POSTI ERANO OCCUPATI
Aggiornato: 29 settimane 3 giorni fa

Palermo, 19 gennaio 1940 – Palermo, 19 luglio 1992

Mar, 19/07/2011 - 10:39
Come ogni anno, per non dimenticare.


Una responsabilità storica

Lun, 18/07/2011 - 17:37
Lo ripeto per l'ennesima volta, e poi pazienza se qualcuno si sarà stancato di leggere sempre la stessa solfa: personalmente sono convinto che fino a quando la politica -in modo particolare i sedicenti partiti di sinistra, e tra questi il più importante, vale a dire il PD- non si deciderà a battersi sul serio affinché ai gay vengano attribuiti senza riserve tutti i diritti che spettano agli altri, le aggressioni agli omosessuali continueranno allegramente sotto gli occhi di tutti.
Con ciò, evidentemente, non voglio dire che se domani fossero istituiti il matrimonio e l'adozione gay gli squadristi si dedicherebbero ad altre imprese a partire dal giorno dopo: ma che quei provvedimenti costituiscono il presupposto ineludibile per provocare un mutamento culturale che produrrebbe i suoi effetti nel giro di qualche decennio.
Finché ciò non avverrà, finché i vergognosi distinguo di questi progressisti della domenica non verranno messi da parte, finché quei diritti non verranno attribuiti a chi li reclama, quel mutamento non potrà neppure iniziare: e dunque la sinistra italiana -e nell'ambito della sinistra, lo ribadisco, il PD in particolare-, che sul tema dell'omosessualità continua a titubare in modo patetico sforzandosi in tutti i modi di non dire niente per non scontentare nessuno, è di fatto portatrice di una responsabilità storica.
Quella di non innescare un processo che nel corso dei prossimi anni potrebbe risollevare il nostro paese dal rivoltante medio evo in cui è precipitato.
Il resto sono chiacchiere, e pure fastidiose da ascoltare.


Generatore automatico di DDL sul testamento biologico ispirati all'indisponibilità della vita

Lun, 18/07/2011 - 13:43
Istruzioni: fare refresh per ottenere un nuovo DDL sul testamento biologico ispirato all'indisponibilità della vita I malati, fermo restando il divieto di rinunciare ' + Words1[Math.floor((Math.random() * 100000) % Words1.length)] + ', che costituisce una misura di "' + Words2[Math.floor((Math.random() * 100000) % Words2.length)] + ' ' + Words3[Math.floor((Math.random() * 100000) % Words3.length)] + '" e in quanto tale è indisponibile, potranno chiedere la sospensione delle terapie solo ' + Words4[Math.floor((Math.random() * 100000) % Words4.length)] + Words5[Math.floor((Math.random() * 100000) % Words5.length)] + ', in modo non vincolante e previo parere ' + Words6[Math.floor((Math.random() * 100000) % Words6.length)] + ".\n" ); -->


Non avete capito niente

Ven, 15/07/2011 - 16:28
Sono brutti, malmessi. Hanno addosso vestiti da quattro soldi. A occhio e croce non se la passano per niente bene.
Però vanno in giro per il quartiere mano nella mano, e più o meno una volta a settimana si concedono una dolcetto alla pasticceria qua dietro.
Dev'essere il loro momento speciale. Quello che pregustano insieme per giorni. Il massimo che possono permettersi.
Mi capita di incrociarli, mentre mangiano quella pasta in mezzo alla strada: ed è uno spettacolo da cui viene fuori tanta gioia che uno deve fare un paio di passi indietro per non esserne travolto.
Anche oggi, mentre li guardavo, erano là: brutti, poveri, malvestiti.
E felici, perché era il loro momento speciale.
Poi leggo quello che vi raccontate per telefono, voi che fate man bassa di soldi e potere e cariche e macchine e barche e vestiti e zigomi di plastica e conti all'estero.
Leggo quello che vi dite: i vostri insulti, il vostro odio, le vostre maledizioni, il vostro rancore.
Siete sempre incazzati neri.
Sapete una cosa? Non avete capito niente.


Quando il popolo non conta più niente

Ven, 15/07/2011 - 12:37
Non siete voi, quelli che si riempiono la bocca un giorno sì e l'altro pure con la parola "popolo"?
Non siete voi, quelli che "la volontà dei cittadini non può essere sovvertita"?
Date retta, siete penosi.


Accanto a un Magritte

Gio, 14/07/2011 - 18:54
Un manifesto in cui lo slogan "Cambia il vento" è posizionato vicino al nome di Massimo D'Alema meriterebbe di essere incluso nelle più importanti mostre mondiali sul surrealismo.
Io, per esempio, lo vedrei benissimo appeso accanto a un Magritte.


Ministeri per tutti

Gio, 14/07/2011 - 18:38
Gli amici di "Prossima Fermata Italia" hanno inventato un bel giochino: si può creare la targa del proprio ministero personalizzato, piazzarlo nella città che si preferisce e condividerlo su Facebook.
Quello che vedete qua sopra è il mio.
Abbiate pazienza, il fatto è che sono davvero un cialtrone.


Si assiste ad una sempre più accentuata esibizione del proprio corpo

Mer, 13/07/2011 - 15:07
Alessandra mi segnala le parole con cui la diocesi commenta lo stupro di una quindicenne avvenuto durante la notte bianca di Fano: Nel giorno in cui la Chiesa celebra solennemente il Corpus Domini (Corpo e Sangue di Cristo) presente nell'Eucaristia, la Diocesi di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola esprime tutta la sua sofferenza e vergogna per l'atto di violenza a danno di una adolescente nel corso della Notte bianca nella città di Fano. Le prime parole sono per la famiglia della ragazza e per lei stessa: una qualsiasi forma di violenza, specie quella fisica, segna coscienza e cuore per sempre. Anche il tempo fatica a cancellarle.
La coincidenza con la solennità cristiana del Corpus Domini ci deve far riflettere sull'accellerata e pseudo emancipazione che le ragazze di oggi hanno acquisito rispetto alle loro coetanee di alcuni fa. Mentre si ribadisce la ferma condanna di quanto accaduto si assiste ad una sempre più accentuata esibizione del proprio corpo. Il corpo è un dono, il corpo è sacro. È un regalo grande che la vita ha fatto ad ogni persona e non può essere mai pensato come ostentazione di sé e tanto meno come oggetto.
Di qui un appello ai genitori: l'educazione all'affettività dei figli passa anche (e non solo) attraverso la propria testimonianza di padre e madre in casa, nel modo di parlare e crescere nell'amore, nella stessa modalità di vestirsi perché siamo consapevoli che tutto parla di noi (parlare, vestire, amare, crescere, servire, uso del denaro, dei beni propri e del posto dove si vive) e tutto diviene linguaggio.
Ai giovani invece che si sono macchiati di una ferita indelebile cosi forte, e alle loro famiglie, non si chiede solo un profondo e onesto esame di coscienza, ma si invita loro a guardare alle settimane, ai mesi e agli anni futuri, evitando di dimenticare troppo velocemente quanto accaduto. Unitamente al riconoscimento della colpa (che non può essere sufficiente) ci sia un serio, profondo, maturo cammino di recupero della propria identità di persone, del senso del dovere e del rispetto alla vita propria e altri, al valore del sacrificio, del denaro in tasca frutto di lavoro guadagnato con il sudore, in una società che ha attutito ogni desiderio perché tutto è facilmente reperibile imbarbarendo ogni istinto.
A questi giovani, rei di quanto compiuto, invitiamo a vivere un tempo molto prolungato al fianco di senza fissa dimora, servendo i pasti alla mensa dei poveri, in una casa per ragazzi e ragazze diversamente abili, imboccando chi non riesce a mangiare e facendo delle notti al fianco di ammalati in ospedale. Gesti quotidiani come questi, che i ragazzi non conoscono più, possono illuminare la coscienza, aiutando a ritrovare lo sfuocato senso di dignità umana che si deve ad ogni persona. Abbiate pazienza se non aggiungo altro.
Quello che c'è basta e avanza.


Non posizioni, ma lotte

Mar, 12/07/2011 - 16:31
Ci impegniamo pubblicamente ad aiutare a nostro rischio e pericolo sul piano giudiziario tutte le persone che cercheranno di accedere all'eutanasia, incluse quelle forme di eutanasia che non sono legali in Italia e per le quali è necessario andare all'estero. Qua il resto dell'intervista a Marco Cappato, segretario dell'Associazione Luca Coscioni, che ho fatto per il sito dell'Espresso.
Che ci sia un'alternativa al sondino di stato?


Un'impuntatura da decine di migliaia di euro

Mar, 12/07/2011 - 13:29
Quelli della Lega assicurano che il costo iniziale dell'apertura dei ministeri al nord non supererà qualche decina di migliaia di euro.
Spiccioli? Forse, nel quadro generale, sì.
Cionondimeno, non posso fare a meno di pensare che con qualche decina di migliaia di euro si potrebbe rimettere a posto una scuola, ristrutturare un reparto ospedaliero, regalare la connessione internet e il computer ad un discreto numero di studenti bisognosi e meritevoli, potenziare l'attività di un consultorio, costruire un campo di calcio per i ragazzi di una periferia degradata.
Non vi sembrano tutte finalità un tantino più dignitose, rispetto alla soddisfazione di un'impuntatura?


Tutto quello che non voglio essere

Lun, 11/07/2011 - 14:02
Google+ e le sue "cerchie" stanno cercando di farmi fare una cosa che non mi è mai riuscita in quarantadue (quasi quarantatré) anni di vita: distinguere tra gli amici, gli amici degli amici, i conoscenti, quelli che ho incontrato tre o quattro volte e quindi non sono semplici conoscenti ma neanche si può dire che siano amici, quelli che mi stanno simpatici, quelli che dicono cose interessanti, e magari quelle che un giorno o l'altro varrebbe la pena di invitarle a bere un aperitivo perché non si può mai dire.
Io le cerchie non le ho mai sapute fare, manco nella vita "normale": mi è successo di raccontare i cazzi miei a persone che avevo incontrato sì e no una volta, perché per qualche oscura ragione mi ispiravano fiducia; mi è capitato di essere riservato con gente che conoscevo da trent'anni, perché non mi pareva il momento giusto per vuotare il sacco; ho diviso il pane con dei quasi sconosciuti, ho passato giornate ad ascoltare le confidenze di qualcuno che avevo visto la prima volta mezz'ora prima, mi sono nascosto per mesi agli occhi di chi mi stava accanto da quando ero alto così.
Odio le caselle, detesto le definizioni, sono terrorizzato dai ruoli.
Le cerchie di Google+ sono una metafora straordinaria di tutto quello che non voglio essere.


Una persona perbene

Ven, 08/07/2011 - 17:40
Domenico Scilipoti, 7 luglio 2011:Il presidente Silvio Berlusconi è una persona perbene, è una persona che gli italiani dovrebbero ringraziare ma lo dovrebbero ringraziare anche coloro i quali stanno dall'altra parte della barricata. Domenico Scilipoti, 3 ottobre 2008: Berlusconi si lamenta delle lungaggini parlamentari, ossia delle regole di una democrazia parlamentare quale è ancora l’Italia, e invita al cambiamento. E allora venga in aula e dica al Paese come vuole trasformare l’attuale Repubblica in un vero e proprio Regno in cui lui e una cricca di amici decideranno ogni cosa senza che nessuno possa esprimere il proprio dissenso. Ci spieghi come vuole instaurare una vera dittatura in un paese ridotto a sua proprietà privata e dove infine anche le elezioni non avranno più ragion d'essere. Domenico Scilipoti, 25 febbraio 2009: In tempi non sospetti avevamo messo in guardia contro queste pericolose tentazioni, sempre più vicine alla realizzazione, buone solo ad avvantaggiare interessi e categorie produttive particolari. Oggi, purtroppo, ogni dibattito viene mortificato a vantaggio di posizioni quasi autoritarie. Domenico Scilipoti, 6 maggio 2009: Si coglie a piane mani la concezione autoritaria di questo Governo, che intende imporre unilateralmente la costruzione di centrali nucleari, con buona pace degli interessi delle Regioni e del territorio. Un sussulto del peggiore e più becero centralismo, che non vede, guarda caso, alcuna opposizione da parte dei fautori della decentramento e della responsabilizzazione amministrativa locale, ottimi e silenziosi compagni di merenda dell’On. Berlusconi. Domenico Scilipoti, 13 maggio 2009: Viviamo una situazione di dittatura democratica, imboniti dalle televisioni perdiamo di vista le cose importanti e lasciamo che la sovranità popolare venga annientata dal delirio di onnipotenza di pochi affaristi che si credono governanti. Domenico Scilipoti, 20 maggio 2009 La garanzia dell'impunità è il vestito cucito su misura dal solerte ministro-sarto Alfano che strombazza il carcere duro e misure rigorose per chi delinque ma al contempo soffre di una grave e patologica forma d’amnesia verso il principale. Domenico Scilipoti, 26 maggio 2009: Consigliamo vivamente il premier Berlusconi di accelerare le procedure per un rapido trasferimento a Palazzo Venezia, luogo e residenza suggestiva che stimolerà future e fondamentali elucubrazioni sul decoro della città. Domenico Scilipoti, 12 giugno 2009: Non è pensabile che si aprano le porte di questi palazzi a chi, invece, governa un paese in cui non vengono rispettati i diritti umani. Proprio così, un paese dove vige il regime dittatoriale ed i diritti umani vengono completamente annullati, proprio come sta succedendo in Italia: ora capisco il perché dell'afflato tra Gheddafi e Berlusconi. Domenico Scilipoti, 26 giugno 2009: Mentre in Italia il presidente del Consiglio, già affaccendato in affari delicati quali presunti festini di dubbia natura e successive smentite, afferma il graduale superamento della crisi ed invita gli italiani a consumare, in diversi casi si rileva la disponibilità di nostri concittadini, costretti da situazioni di estrema indigenza e difficoltà, a privarsi di organi del proprio corpo.


Invece striscia

Ven, 08/07/2011 - 13:02
L'occasione dell'ennesimo crimine efferato mi è gradita (si fa per dire) per porvi una domandina facile facile: quante volte accade che una femminuccia faccia secco un maschietto a colpi di accetta (o con altri strumenti idonei ad essere utilizzati con equivalente brutalità) perché lui l'ha respinta (o per motivi analoghi)? E quante volte succede, invece, che a recitare il ruolo del carnefice sia l'uomo?
Ci sarà un rapporto di uno a mille, credo, se non a diecimila.
Eppure in giro c'è ancora più di un fenomeno che insiste a bollare il femminicidio sistematico, continuo ed evidentissimo che pervade la nostra società come una frottola messa in giro da qualche eccentrico rompicoglioni che non ha niente di meglio da fare.
E' buffo, non trovate? Ci atteggiamo a società aperta, liberale e paritaria, scagliamo anatemi contro i paesi nei quali le donne vengono segregate, schiavizzate, lapidate, ma al tempo stesso abbiamo elaborato un modo tutto nostro di continuare a sottometterle, a mortificarle, a brutalizzarle.
Si tratta semplicemente di un maschilismo diverso, tanto più pericoloso perché mimetizzato nella cronaca, mascherato da eccezione e ridotto al rango di episodio.
Invece striscia, e c'è davvero troppa gente che fa finta di non vederlo.


Guardate quanti siamo

Ven, 08/07/2011 - 11:43
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Siamo tanti, e non ci va per niente di essere silenziati.
Non ve lo dimenticate mai.


Ci toglieranno anche tutti gli altri

Gio, 07/07/2011 - 18:11
E intanto, mentre il governo di questo sventurato paese si decompone come una carcassa lasciata al sole, in parlamento si consuma senza colpo ferire l'oltraggio definitivo al più importante dei diritti civili: quello di decidere sulla propria salute.
In nome di un "diritto alla vita" che assomiglia in modo sempre più inquietante ad una vera e propria tortura di stato, migliaia di malati rischiano di rimanere sepolti vivi nei propri corpi, condannati all'ergastolo senza aver commesso alcun reato, detenuti senza ora d'aria e senza bisogno di celle e secondini.
E' uno scempio in piena regola, tanto più indecente quanto più si cerca di rubricare la questione come secondaria, trascurabile, marginale rispetto ai problemi reali del paese: mentre la verità è che ci vogliono negare il diritto di decidere sulla nostra carne, sulla nostra sofferenza, sulla nostra vita.
Se lasciamo che ci tolgano questo, finiranno per portarci via anche tutti gli altri.


Magari ce l'aveva con Paperino

Gio, 07/07/2011 - 17:32
Forse non si riferiva neanche a me. (Renato Brunetta, 7 luglio 2011)


A passeggio nella Notte della Rete con Wu Ming e l'ortolano di Gilioli

Mer, 06/07/2011 - 14:38
Ieri, durante la notte della rete, mentre Gilioli stava giustamente facendo notare che la battaglia per libertà della rete è importante sopratutto per i dummies - quindi per persone come me e come il suo ortolano - avevo davanti agli occhi l'immagine di un cetriolo gigante che si profilava all'orizzonte. E si sa che quando un ortolano incontra un cetriolo... Comunque, c'è stato un gran parlare di copyright, finchè qualcuno ha fatto notare (Guido Scorza in modo chiarissimo ed incisivo) quello che già era chiaro: il copyright non c'entra una mazza. Che tradotto in lingua madre si dice "ce la stanno a incartà".
Ma facciamo finta di essere quei quattro imbecilli che ci credono, parliamo di copyright. Alcuni anni fa, per l'esosa cifra di cinquemila lirette ho comprato un libro su una bancarella, un libro che ho amato moltissimo, che ho prestato tantissimo e che avrei acquistato più volte per regalarlo ad amici. Ho chiamato la Casa Editrice che dopo aver controllato mi ha informato che non solo non aveva più copie in magazzino, ma anche che non era più proprietaria dei relativi diritti, faccio alcune indagini e scopro che in Italia nessuno aveva acquistato i diritti di quel libro. Allora ho contattato l'autore (non mi basta un solo "no" per fermarmi) per sapere se, hai visto mai, aveva delle copie in italiano. L'autore, gentilissimo, mi ha detto che non ne aveva, proponendomi l'acquisto in inglese o tedesco. Il libro volevo regalarlo a persone che non parlano nè leggono altra lingua se non l'italiano (romano al massimo), quindi chiedo all'autore, visto che l'Italia non era tra i Paesi tutelati dal diritto d'autore, la possibilità di copiarlo in un file e distribuirlo agli amici. L'autore, gentilissimo, mi ha risposto iscrivendomi alla sua newsletter. Io ho un gran rispetto per la proprietà intellettuale, anche se la ritengo un'immane stronzata, ma mi chiedo: una cosa che non è accessibile perchè c'è un vincolo su un'idea, esiste realmente? Chi ne giova di un libro scritto che non si può leggere? E mentre mi attardavo in pratiche onanistiche e su questioni utopiche esce "Q" di L. Blisset, ora Wu Ming.
"Q", come tutte le opere di Blisset / Wu Ming è acquistabile in libreria. Ma anche scaricabile gratuitamente dal loro sito. Come tutta la proprietà intellettuale di Blisset /Wu Ming può essere copiato, diffuso, modificato, a patto di citare la fonte e di non farne un'operazione commerciale. E, per impedire che i soliti marpioni guadagnassero con l'altrui ingegno viene contrassegnato con un copyright particolare, spiegato con assoluta proprietà di linguaggio e competenza da Wu Ming 1: Se il software libero fosse rimasto semplicemente di dominio pubblico, prima o poi i rapaci dell'industria ci avrebbero messo sopra le grinfie. La soluzione fu rivoltare il copyright come un calzino, per trasformarlo da ostacolo alla libera riproduzione a suprema garanzia di quest'ultima. In parole povere: io metto il copyright, quindi sono proprietario di quest'opera, dunque approfitto di questo potere per dire che con quest'opera potete farci quello che volete, potete copiarla, diffonderla, modificarla, però non potete impedire a qualcun altro di farlo, cioè non potete appropriarvene e fermarne la circolazione, non potete metterci un copyright a vostra volta, perché ce n'è già uno, appartiene a me, e io vi rompo il culo. Le cose sono tre: Wu Ming è (sono) un'idiota perchè permette la riproduzione di un'opera "sua", passerà la vita a mangiare pane e unghie. Wu Ming è (sono)il san francesco della letteratura moderna, se ne frega dei ricavi e affianca, alla dieta a base di unghie un grosso rigonfiamento dell'ego. Wu Ming è (sono) uno scrittore che ha capito come alla diffusione di un'opera gratuitamente si affianca l'acquisto dell'opera stessa da una base più larga di acquirenti. Se pensate che le cose non vadano in questo modo fate un giro in rete e date un'occhiata: "Q" dal 1999 al 2010 ha venduto 277.096 copie ed è stato scaricato 8325. Ad ogni download corrispondono più di 30 acquisti. Personalmente l'ho scaricato su ogni pc che ho posseduto dal '99, inviato a dozzine di amici e comprato sicuramente più di 10 volte (2 solo per me).
Quindi, questo copyright a chi serve? All'autore o all'editore?
Lo stesso discorso può essere fatto in settori diversi, Zanello l'ha spiegato bene ieri sera, raccontando che se anche lui vuole mettere alcuni brani scaricabili, corre il rischio (da domani forse la certezza) che l'editore o il vattelappesca in questione possano bloccare il tutto. Lo stesso Zanello ci dice che pur "perdendo" ipoteticamente parte dei suoi guadagni per via del libero download, ne acquista in popolarità che vuol dire anche più persone ai concerti, e una base di acquirenti più vasta. Anche i Radiohead hanno fatto un'operazione simile, e conti alla mano non ci hanno rimesso soldi o pubblico.
Certo, se posso scaricare un pezzo musicale che fa schifo non lo comprerò mai (e lo cancellerò immanentemente dal pc), ma se il pezzo mi piace, è buono, lo compro e come! Allora forse 'sto copyright difende editori e "cani".. del resto di unghie vive solo l'artista vero e l'artista bravo.
Vogliamo parlare del cinema? Avete idea di quanti film vengono girati in Italia e mai, MAI distribuiti? Non varrebbe comunque la pena di renderli accessibili? Togliere i diritti e farci vedere tutto sto materiale? E dei film stranieri, magari nemmeno in lingua inglese che non potremo mai vedere perchè c'è qualcuno che impedisce la loro diffusione nel nostro paese? Se avessimo la possibilità di guardarli non sarebbe un bene per tutti? Ne gioverebbe la produzione, il regista, ne gioverebbe il pubblico. Se fossimo liberi dal copyright ne gioverebbe l'arte. Pensate a quante cose potrebbero nascere se solo fosse possibile utilizzare musica e video, musica e scrittura, video e scrittura e tutti gli incroci possibili anche con fotografia, danza, teatro ecc. Pensate a quanto "bello" perdiamo, a quante idee non possono nascere, a quante strade non possono essere percorse, quante cose non impareremo mai solo perchè 'sta cazza de "C" impedisce e limita la creatività.
Allora mi sta anche bene, parliamo di copyright seriamente, diciamoci che queste novità sulle attribuzioni dell'AgCom non c'entrano niente ed apriamo un dibattito serio in cui gli autori e non solo gli editori (indico gli editori per semplificare, ma di diritti per entità diverse ne esistono parecchi: esecuzione, sincronizzazione ecc) abbiano la possibilità di essere ascoltati, diamo ad ognuno la libertà di fare ciò che crede con le "sue" opere e alle opere la possibilità di esistere. Non che in questo modo possa nascere un mondo migliore, ma di certo un mondo più bello.


Scongiurarla, oppure violarla

Mar, 05/07/2011 - 20:06
Anticipo le conclusioni dell'evento "La notte della rete", che ho contribuito ad organizzare ma al quale non sono intervenuto, e che probabilmente non riuscirò neppure a seguire fino in fondo, per lanciare un sassolino che riguarda il "dopo".
Nel caso non lo aveste capito, qualora la delibera dell'AgCom venisse davvero approvata nei termini che conosciamo (ripeto: potere di rimuovere contenuti o interi siti senza il vaglio del giudice e senza contraddittorio) nonostante quello che si è fatto per scongiurarla, ci resterebbe una sola strada: violarla, ripetutamente e quanto più apertamente possiamo, per verificare se dopo averla partorita questi fenomeni siano davvero nelle condizioni di applicarla.
Io, per quanto mi riguarda, sono pronto.


In tre parole

Mar, 05/07/2011 - 19:10
Menate e circonvoluzioni a parte, secondo me il Partito Democratico che si astiene nella votazione per la soppressione delle province è semplicemente penoso.
Avete presente, quando per dire tutto bastano tre parole?
Ecco.


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