Dichiarazione di Alessandro Capriccioli*
"L'esortazione del Papa a combattere l'AIDS attraverso le cure, e non con il preservativo, dimostra ancora una volta l'irresponsabilità dell'atteggiamento Vaticano nei confronti di una malattia che in alcuni paesi è da tempo diventata una piaga sociale". Così Alessandro Capriccioli, membro della Giunta dell'Associazione Luca Coscioni e del Comitato Nazionale di Radicali Italiani.
"E' di tutta evidenza", prosegue Capriccioli, "che se la prevenzione dell'AIDS mediante l'uso del preservativo fosse adeguatamente incentivata e promossa -anche e soprattutto attraverso corrette campagne di informazione-, i rischi di contagio si ridurrebbero drasticamente. Le affermazioni di ieri si inquadrano in una strategia di disinformazione che la Santa Sede ha già intrapreso da anni, e che in certi casi ha assunto toni decisamente grotteschi: ricordiamo, ad esempio, le recenti affermazioni dell'arcivescovo di Maputo Francisco Chimoio, il quale ha diffuso la notizia che i preservativi prodotti dai paesi europei vengano deliberatamente contagiati con il virus dell'AIDS, allo scopo di sterminare la popolazione africana. Si tratta di una campagna di disinformazione in piena regola, di cui fanno le spese centinaia di migliaia di esseri umani che in tutto il mondo vengono quotidianamente contagiati dal virus, la maggior parte dei quali vive in condizioni economiche tali da non potersi permettere terapie adeguate".
Continuare a portare avanti questa strategia in un'epoca nella quale l'AIDS è diventato un'emergenza assoluta in molti paesi del terzo mondo", conclude Capriccioli, "rappresenta una responsabilità gravissima, della quale le gerarchie ecclesiastiche saranno chiamate a rispondere davanti alla storia".
* Membro della Giunta dell'Associazione Luca Coscioni e del Comitato Nazionale di Radicali Italiani.