Intervista a Stefano Venturini, avvocato del caso di Udine

Amministrartore di sostegno: istruzioni per l'uso

di José De Falco

La legge sull’amministratore di sostegno consente già oggi in assenza di una legge sul testamento biologico di decidere su alcune questioni, in particolare sul proprio “fiduciario” in questo caso detto “amministratore di sostegno”. A Udine, dopo Modena, un nuovo caso

Mentre il dibattito sul testamento biologico, soprattutto in queste ore impazza, l'avvocato Stefano Venturini illustra a "Il Maratoneta", la trasmissione settimanale del sabato di Radio Radicale dell'Associazione Luca Coscioni, il modo di utilizzare l'istituto dell'amministrazione di sostegno per tenere ferme le proprie volontà. In sostanza, si possono ottenere risultati analoghi a quelli che si avrebbero se esistesse l'istituto del testamento biologico. Qual è il caso di cui si è occupato a Udine? Qualche tempo fa si sono rivolti a me i familiari di un malato, ormai gravemente compromesso a causa della Sla. Hanno cercato di contattarmi per vedere se era possibile riuscire in qualche modo a garantire a questo malato (che era il padre dei ragazzi) di evitare cure invasive nel caso in cui la malattia avesse progredito, com'era purtroppo probabile. Si sono rivolti a me e io ho dovuto subito manifestare una mia preoccupazione sulla vicenda dal momento che le risposte che al momento l'ordinamento ci offre sono assai limitate. Gli ho proposto di fare un tentativo per cercare di ottenere quello che fin ora in Italia è stato rarissimamente se non quasi mai ottenuto, cioè la possibilità di un rifiuto delle cure, quindi la possibilità non di essere autorizzati come amministratori di sostegno a prestare diciamo la propria autorizzazione al trattamento delle cure tramite il familiare amministratore di sostegno ma quello di rifiutare le cure, il dissenso informato; dopo aver parlato coi familiari, con i sanitari, l'amministratore di sostegno può rifiutare per l'amministrato le cure mediche che si rendono necessarie o che si vorrebbero imporre. Questa impostazione della legge com'è stata recepita dal giudice o anche fra i colleghi? Ho fatto ricorso al Tribunale di Udine al giudice tutelare, che in tempi veramente brevi ha preso visione del fascicolo, ha letto il ricorso e ha scritto immediatamente il provvedimento perché si è reso conto perfettamente che in queste situazioni l'urgenza è fondamentale. A volte ci sono rinvii per attendere, per precisare, per puntualizzare, ma alla fine non si riesce ad avere quella che sostanzialmente è la tutela delle volontà del paziente. E per fortuna il giudice ha ben compreso e in maniera straordinariamente rapida ha provveduto con la nomina di un amministratore di coscienza provvisorio che è una possibilità prevista dal codice civile. Non sempre i giudici hanno la capacità di applicarla in maniera puntuale, attenta, così per fortuna la dottoressa che ha emesso il provvedimento ha avuto la forza di comprendere la situazione, l'urgenza, la gravità. Nel caso specifico l'amministratore chi era? Era il figlio. La legge consente di indicare potenzialmente chiunque? La legge è molto aperta tant'è vero che prevede anche la possibilità che si possa indicare l'amministratore per il giorno, per il giorno che verrà, per quando sarà necessario e quindi può essere anche una persona che esula dalla famiglia basta che sia sostanzialmente indicato come una persona in grado di far sì che le volontà siano rispettate. La scelta dell'amministratore di sostegno spetta al giudice oppure può essere proposta dall'amministrato? Il giudice ha comunque la possibilità di vagliare questa scelta ed eventualmente anche se c'è stata diciamo l'individuazione dell'amministratore, può per gravi motivi disattenderla. Altrimenti il parere dell'amministrato sarebbe sostanzialmente vincolante, qualora mancassero questi gravi motivi. Qual è il parere dei suoi colleghi sull'applicazione di questo istituto? L'amministrazione di sostegno è stato recentemente inserito nel codice. E quindi è ancora un campo da esplorare. Sicuramente l'applicazione che ne abbiamo fatto e che probabilmente verrà fatta in futuro è un'applicazione sempre più estensiva. E nel tentativo di garantire una molteplicità di situazioni che sono bisognose di tutela. Quindi credo che gli avvocati siano sicuramente interessati e incuriositi da questa novità, chi ha avuto modo di utilizzarla anche in applicazioni particolari come questa. È una strada importante fin quando non ci saranno delle novità legislative. Da punto di vista umano,qual è il giudizio che ne può trarre... Prima di presentare ricorso sono voluto andare personalmente a incontrare il signor Serra per vedere quali fossero le sue reali condizioni. E mi ha colpito soprattutto la forza della famiglia e dei figli nell'affrontare questa grave vicenda che gli si è presentata. Nonostante la strada fosse in salita era l'unico modo per cercare di garantire sostanzialmente quella che era la tutela delle sue volontà. Questa è una battaglia per la libertà: gli avvocati la devono affrontare da un punto di vista legale, i familiari dal punto di vista umano. Dobbiamo far prevalere la volontà delle persone. Ognuno deve essere libero di scegliere e di vivere quegli ultimi momenti nel modo in cui si sente.

Lunedì, 22 dicembre, 2008 - 15:28
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