Angelo Scorciolla


Mi chiamo Angelo Scorciolla, sono nato il 4 marzo 1959 ad Ascoli Satriano in provincia di Foggia. Dai 12 ai 16 anni ho vissuto negli Stati Uniti e poi mi sono trasferito a Mariano Comense (CO). Ho iniziato a lavorare appena arrivato in Italia in una falegnameria frequentando una scuola serale triennale di ragioneria, luogo dove ho conosciuto una bella ragazza divenuta poi mia moglie. Abbiamo avuto una figlia, Stefania, che ha compiuto 18 anni il 5 dicembre. Mi sono diplomato a 19 anni iniziando a lavorare in una concessionaria Fiat come lavagista e poi come magazziniere ricambi. Ho cambiato lavoro e mansioni diverse volte ed ora, da cinque anni, sono responsabile di una concessionaria Opel. Non sono mai stato uno sportivo attivo ma mi è sempre piaciuto camminare tanto insieme al mio cane Pallina. In tutta la mia vita non ho mai avuto a che fare con dottori se non per cose di normale routine: appendicite da bambino, menisco e legamenti alla gamba destra all'età di 18 anni e poi semplici controlli con prelievi sangue.La mia esistenza è stata molto serena e piacevole fino al gennaio del 2006 quando, apparentemente senza motivi, i muscoli delle mie braccia hanno cominciato a "muoversi da soli". All'inizio ho preso la cosa molto alla leggera anche perché non avevo dolori o perdita di forza. Nel febbraio 2006 ho comunque fatto una visita specialistica all'ospedale San Raffaele di Milano dove mi hanno fatto alcuni esami. A luglio è arrivata la diagnosi, avevo una malattia rara dal nome Isaac. L'unica cosa che avevo percepito in quel periodo era la mancanza di alcuni movimenti "sottili" della mano destra, per esempio non riuscivo ad allacciarmi la camicia e le scarpe. A settembre sono stato ricoverato al San Raffaele per 10 giorni e in quella occasione mi hanno confermato la diagnosi. Il mese successivo anche il braccio destro ha iniziato a perdere forza. Poi ho iniziato a cadere senza capire il perché e la mia parola ha cominciato a nascondersi. A dicembre ho fatto un'altra visita specialistica con un professore dell'istituto neurologico Besta di Milano che ha pronunciato una parola a me sconosciuta: SLA, Sclerosi Laterale Amiotrofica. Dal gennaio 2007 è iniziata per me una caduta fisica incredibile ed è stato come se fossi finito in mezzo all'oceano senza saper nuotare. Mi sono trovato in una tempesta emozionale, la mia autonomia è completamente sparita, la mia voce è diventata rara, il mio umore "cammina" nel buio e non riesco più a vedere lontano. L'unico movimento che posso ancora fare è spostare il braccio avanti e indietro con il mouse incollato alla mano, usando una tastiera virtuale e cliccando degli ausili. Lavoro 8/9 ore al giorno utilizzando solo il computer.Ogni giorno è una battaglia a 360°, credendo sempre che prima o poi riuscirò ad alzarmi per fare due passi nel mio giardino. Luca Coscioni è diventato per me un punto di riferimento, la sua forza nel combattere per tutti noi malati di Sla è stata incredibilmente grande e determinante. Vorrei tanto imitarlo e continuare la sua/nostra battaglia e spronare chi dorme a svegliarsi.

Sono di: 
Mariano Comense (Co)
Domenica, 30 dicembre, 2007 - 12:03

commenti

CIAO ANGELO!

CIAO ANGELO,NON SO' SE TI RICORDI DI ME...MA SPERO DI SI...ABBIAMO LAVORATO INSIEME DA MIO ZIO ALLA BRIAUTO DI CANTU' E DI QUEL PERIODO HO UN BELLISSIMO RICORDO. SOLO OGGI APPRENDO DA MIA CUGINA SABRINA CIO' CHE TI E' ACCADUTO E HO DECISO DI SCRIVERTI...INUTILE DIRTI CHE LA NOTIZIA MI HA COLPITO E RATTRISTATO MA SO' CHE TU TROVERAI LA FORZA PER COMBATTERE QUESTA MALATTIA...PER SCRIVERTI STO' USANDO LA MAIL DI UNA MIA AMICA POICHE' NON NE HO UNA MIA PERSONALE MA SPERO DI POTERTI SENTIRE E AVERE TUE NOTIZIE. TI MANDO UN GROSSO ABBRACCIO E SAPPI CHE ANCHE DA LONTANO TI STO' VICINO.TIZIANA

Non mollare

Angelo non mollare,Luca Coscioni si è battuto fino alla fine per la libertà di ricerca scientifica,e vedrai che prima o poi, in qualche parte del mondo, troveranno la cura giusta per questa tremenda malattia. Ti faccio tanti auguri, sperando che il 2008 ti possa portare felicità e speranza di guarigione.
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