Adam, il primo sordo all'Europarlamento

Adam Kosa è il primo sordo eletto al Parlamento europeo (l’Europa conta tre deputati sordi, in Belgio, in Austria e in Grecia). Adam Kosa è nato a Budapest nel 1975, è avvocato ed è presidente da 5 anni dell’Associazione ungherese dei Sordi. Conosciuto nel suo Paese come difensore dei diritti non solo dei sordi bensì di tutti i disabili, il Fidesz, il partito d’opposizione di centro destra, gli ha proposto di presentarsi nelle sue liste alle ultime elezioni europee. Arrivato dodicesimo in lista è rientrato tra i 14 parlamentari eletti della forza politica conservatrice ungherese.
Adam Kosa proviene da una famiglia interamente di sordi da due generazioni e anche sua moglie e i suoi due figli di 5 e 2 anni lo sono, come il 30% dei figli di genitori entrambi sordi: “La cosa importante è vivere in un mondo accessibile”.
Mercoledì 15 luglio è intervenuto a Strasburgo per la prima volta con un discorso a favore delle minoranze linguistiche e utilizzando il linguaggio dei segni. Nel suo primo intervento, che un interprete del linguaggio dei segni ha tradotto in ungherese, Kosa ha chiesto al presidente dell'Europarlamento, il polacco Jerzy Buzek, di tradurre tutti gli interventi nel linguaggio dei segni e di trasmetterli in diretta sugli schermi televisivi dell'emiciclo. “Avrebbe un significato simbolico enorme perché dimostrerebbe l'impegno dell'Europarlamento per un’integrazione sempre maggiore delle persone disabili. Sono molto commosso e felice di potere usare la mia lingua natale, l'ungherese. Io, che utilizzo il linguaggio dei gesti, sono molto sensibile a questi temi e vorrei che tutte le minoranze linguistiche potessero esprimersi nella loro lingua”, ha detto fra gli applausi dei suoi colleghi.
Da quando è arrivato al Parlamento europeo Kosa ha individuato 4 o 5 disabili tra gli eurodeputati ma ha osservato che se 1 cittadino europeo su 10 soffre di qualche deficit ce ne dovrebbero essere almeno 70. “La maggior parte delle persone disabili vive in modo quasi invisibile, soprattutto negli ex Paesi socialisti. Sono venuto a Strasburgo per lavorare a favore della lingua dei segni e per dimostrare che un sordo può fare lo stesso lavoro dei suoi colleghi. Vorrei che tra 5 anni gli interpreti delle lingue dei segni, poiché ogni Paese ha la propria, fossero trattati come gli altri interpreti”.
L’europarlamentare ungherese farà parte della Commissione per l’occupazione e gli affari sociali e di quella dei Trasporti. Potrà così occuparsi di un progetto perché tutti i disabili possano disporre di assistenza quando utilizzano i mezzi di trasporto e perché cessino tutte le discriminazioni lavorative, di età, di disabilità, di religione o di orientamento sessuale.

 

Mercoledì, 29 luglio, 2009 - 19:01
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