Anche l'Onu mette la demografia tra parentesi

di Massimo Bacci

[...] Nel suo rapporto per il 2005, il Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione tratta, soprattutto, del contributo che i progressi nell’ambito della salute riproduttiva e l’eliminazione delle disuguaglianze in genere possono dare alla lotta alla povertà e allo sviluppo. La tesi di fondo è che miglioramenti della salute e delle condizioni sociali delle donne in età riproduttiva sia un fattore cruciale per lo sviluppo sociale. Le donne mettono al mondo, curano, allevano i figli, e lo fanno più consapevolmente se sono più istruite; le donne con più istruzione si sposano più tardi e hanno più potere nella famiglia, entrano più facilmente nel mondo del lavoro e rendono effettivi i loro diritti. Il Rapporto è però rivelatore di profondi mutamenti ideologici nell’ambito della comunità internazionale: la popolazione e la sua crescita non sono più una priorità. Tanto è stato forte, l’allarme creato dagli esperti, amplificato dai media, ripreso dai governi e dalle istituzioni internazionali tra gli anni ’50 e ’80 – con un linguaggio spesso bellico e militaresco: la bomba demografica, il boom delle nascite, l’esplosione delle megalopoli – tanto si rischia adesso di adagiarsi sulla convinzione che la crescita demografica stia finendo. Eppure, dai sei miliardi e mezzo di oggi, la popolazione mondiale crescerà sicuramente a nove verso la metà del secolo, anche se dopo quella data il tasso d’incremento – si pensa – convergerà rapidamente a zero. Ma se la produttività rimanesse ai livelli attuali, senza l’ulteriore abbassamento che si prevede (e si spera) avvenga, il mondo a metà del secolo conterebbe due miliardi e mezzo di persone in più, con conseguenze presumibilmente negative sull’ambiente, la povertà, le disuguaglianze. Tra gli Obiettivi del Millennio, però, non esistono traguardi di natura demografica: né si parla della necessità di rafforzare il sostegno ai programmi di pianificazione familiare, o di governare le migrazioni internazionali. [...]

Martedì, 6 ottobre, 2009 - 17:30
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