Apatia da terrore

Severino Mingroni

Sono troppo disabile, troppo un peso per mamma e sorella, soprattutto in Italia che non prevede assistenza domiciliare per noi lockedin a casa, e non solo lockedin. Alcuni anni fa, mia madre mi riferì - mi pare nel 2000 - che al Santo Stefano, nei primi 5 mesi del 1997 soprattutto, la invitavano a lasciarmi lì per sempre, perché nel nostro Paese non c’era l’assistenza domiciliare adeguata per me: di conseguenza, sarei stato a totale carico della famiglia e, secondo loro, la famiglia non era in grado di provvedere a casi come il mio. Mia madre rispose che sarebbe morta di crepacuore sapendomi per sempre in un Istituto, sia pure adatto a me come il Santo Stefano; mio padre, mia sorella e mio cognato anche, non volevano affatto che io rimanessi lì per sempre. E così, lunedì 23 giugno 1997, tornai a casa. Ma altri disabili gravissimi come lo scrivente, sono ancora in quell’Istituto: se fossi restato con loro, difficilmente avrei conosciuto Luca Coscioni! Ebbene, sono passati più di quattordici anni dal mio ritorno a casa, ma l’assistenza domiciliare è come allora: praticamente inesistente. Sì, siamo a totale carico della nostre famiglie. Tuttavia, nel mio caso, mio padre è morto 5 anni fa, mia madre ha ormai 75 anni, mia sorella ha pure una famiglia sua e mio cognato lavora, anche se è costretto a fare l’assistente informatico del sottoscritto. E io, con la mia pessima vista e otosclerosi bilaterale soprattutto, ho il terrore di finire in un Istituto. Ultimamente questo terrore mi perseguita tutto il giorno, e mi toglie la voglia di fare qualsiasi cosa.

Venerdì, 8 gennaio, 2010 - 18:19
Eccetto dove diversamente specificato i contenuti di questo sito
sono rilasciati sotto la licenza Creative Commons: Attribuzione della paternità

Licenza Creative Commons

cc Associazione Luca Coscioni, via di Torre Argentina, 76 - 00186 Roma, Italia.
Tel. 06 689791, Fax. +39 06.68805396, Email info [at] lucacoscioni.it