Cannabis terapeutica. I carabinieri irrompono in casa di un nostro dirigente malato di sclerosi multipla

Il 29 giugno scorso i carabinieri hanno perquisito l’abitazione di Andrea Trisciuoglio, dirigente dell’Associazione Luca Coscioni e malato di sclerosi multipla che porta avanti a livello nazionale la battaglia per la cannabis terapeutica. “A nulla sono serviti gli articoli sui quotidiani nazionali (vd. Venerdì di Repubblica, Terra/Agenda Coscioni, siti internet) - ha dichiarato in un comunicato Andrea Trisciuglio - a nulla è servito rappresentare localmente, a Foggia, un’associazione così importante; a nulla è servito avere purtroppo una malattia cronica come la mia: la sclerosi multipla. Di fronte all’evidenza dei fatti (trovavano cannabis ma era il Bediol che ricevo mensilmente dalla mia Asl) e non potendomi contestare nulla, dopo una mattinata infernale trascorsa tra sveglia di prima mattina con cinque carabinieri che entrano nella mia abitazione, mia moglie e mio figlio terrorizzati (con annessi pianti del bimbo), mani in tutti i cassetti, trasporto in caserma, concludono con uno scusateci per il disturbo”. “È stato veramente tutto incredibile – ha concluso il dirigente radicale. La lotta per la cannabis terapeutica per i tanti malati che come me ne hanno bisogno è la mia battaglia che, da radicale, con l’Associazione Luca Coscioni porteremo avanti senza farci intimidire. Criminalizzare l’uso terapeutico di una pianta è proprio di uno stato etico e ascientifico, non di uno stato di diritto”.

 

Giovedì, 8 luglio, 2010 - 18:46
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