Dentro e fuori dal "palazzo"

Con i radicali. E con chi altri se no?

di Gianfranco Spadaccia

Dalla denuncia all'autorità giudiziaria per un atto di un ministro, alla richiesta di decidere in sede dei gruppi parlamentari del PD sul testamento biologico, i radicali una "vigilanza" della democrazia

Quando Marco Pannella e l’Avv. Giuseppe Rossodivita si sono recati alla Procura della Repubblica di Roma per denunciare il ministro Sacconi per abuso di potere, sono stati in molti a lamentare che i radicali abbiano voluto trasformare una questione politica in una questione giudiziaria. Come se la politica fosse affrancata dal diritto e non dovesse muoversi nel rispetto delle prerogative e dei limiti stabiliti dalla Costituzione. Come se, di fronte a una sentenza della Corte di Cassazione e dopo che la Corte Costituzionale aveva respinto per inammissibilità il conflitto di attribuzione sollevato dalla maggioranza parlamentare, quella circolare non avesse comportato e configurato un vero e proprio attentato alla legalità. Contemporaneamente i radicali erano inutilmente impegnati insieme ad altri nell’assemblea dei parlamentari del PD per chiedere che questa potesse esprimersi con un voto sulla posizione da assumere sul testamento biologico e in una dura battaglia nonviolenta in commissione di vigilanza perché cessasse la latitanza dell’organo preposto ai compiti di controllo e di indirizzo del servizio pubblico radiotelevisivo. Sui problemi etici e sulle questioni riguardanti la laicità dello Stato l’informazione e il dibattito sono infatti assolutamente unilaterali e le nostre posizioni ideali costantemente messe a tacere quando non alterate e vilipese. E questo avviene non nonostante ma proprio perché queste posizioni sono tuttora condivise dalla maggioranza degli italiani. Proprio per questo tuttavia noi sentiamo di dover rivolgere un appello ai molti che nel PD, nel centrosinistra, nello stesso centrodestra, nel mondo dell’Università e della Ricerca le condividono con noi. Questo piccolo, isolato, censurato e respinto, centro di resistenza radicale rappresentato dal Partito Radicale nonviolento, dall’Associazione Luca Coscioni, da Radicali Italiani, dalle altre articolazioni del movimento radicale è non solo per chi ne fa già parte ma per tutti voi un indispensabile strumento d’iniziativa e di lotta. Noi vi diciamo che è l’ora di scegliere, di raggiungerci con la vostra partecipazione, il vostro impegno, l’obolo della vostra o delle vostre iscrizioni. Questo è un laboratorio di lotta e di convivenza laica e libertaria, il luogo delle doppie e triple tessere dove si possono condividere obiettivi comuni, restando divisi su altre pur importanti questioni, dove a nessuno può essere chiesta obbedienza disciplinare e adesione esclusiva, dove l’unica fedeltà è alle idee e ai principi. Difendere e rafforzare questo centro d’iniziativa e di resistenza radicale, impedire che venga messo a tacere, annullato e travolto significa dare maggiore forza ovunque alle vostre e nostre opinioni e alla lotta per il diritto della persona all’autodeterminazione, per la libertà di ricerca, per il ripristino della legalità costituzionale, per la laicità dello Stato: nel Parlamento, nei partiti, nei sindacati, negli organi di informazione. È un appello che rivolgiamo a tutti ma in particolare a coloro che coraggiosamente si sono esposti in questi giorni contro il ricattatorio diktat del Governo e del suo ministro. Insieme dobbiamo e possiamo immaginare, concepire, preparare un’alternativa. Vi chiediamo di farlo da e con i radicali. E con chi altri se no?

Giovedì, 5 marzo, 2009 - 19:43
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