Crociate globali? Congresso mondiale!

di Marco Cappato

Dal 5 al 7 marzo, al Parlamento europeo di Bruxelles, l’Associazione Luca Coscioni organizza il Secondo incontro del Congresso mondiale per la libertà di ricerca scientifica. Con il sostegno del Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transpartito, per tre giorni ministri, Premi Nobel, scienziati e cittadini si confronteranno su idee e azioni per difendere la ricerca e la democrazia dai fondamentalismi oscurantisti. Per globalizzare il nostro motto: “dal corpo dei malati al cuore della politica”.

Un ministro italiano minaccia ritorsioni contro una clinica che si prepara a rispettare la volontà di una donna (e una sentenza della Corte di Cassazione). Parlamentari della Repubblica incitano al boicottaggio di un farmaco abortivo usato da decenni in tutto il mondo. Sono due conseguenze di quelli che Marco Pannella chiama “colpi di coda” clericali, tentativi di restaurazione di un potere antropologicamente ostile alla libertà e responsabilità individuale. Le nuove crociate non investono solo l’Italia: educazione civica in Spagna, proposta francese di depenalizzazione dell’omosessualità all’ONU, aborto in Cile, eutanasia in Lussemburgo, staminali e nuova amministrazione USA, solo per menzionare alcuni dei tantissimi fronti aperti. Ma non si tratta solo di Vaticano: ricercatori e liberi pensatori sono il primo bersaglio nel mirino della violenza fondamentalista, in ogni parte del mondo. La questione non è nuova. Gli scontri per resistere al dogmatismo autoritario hanno caratterizzato da sempre la storia umana: scontri tra idee e visioni del mondo, ma anche tra interessi contrapposti “organizzati” a ogni livello (politico, religioso, educativo, produttivo, culturale...). Sarebbe illusorio pensare che le nuove crociate possano essere neutralizzate restando solo sul piano del dibattito teorico, nella speranza fideistica di un “progresso” ineluttabilmente civilizzatore. I “colpi di coda” possono essere micidiali. Lo sono già individualmente per le persone colpite direttamente nella propria integrità fisica e dignità sulle questioni che più intimamente riguardano la vita, la salute, la sessualità. Per neutralizzarli, è necessario che le idee di libertà, tolleranza e diritto camminino sulle gambe di donne e uomini a loro volta “organizzati” e attrezzati per difenderle e promuoverle, a partire dai luoghi dove sono più minacciate: scuole e università, laboratori scientifici e studi medici, parlamenti e istituzioni globali. Il Congresso Mondiale per la Libertà di ricerca è convocato per la seconda volta per dare forza e strumenti a questa ambizione. Tre anni fa, pochi giorni prima di morire, Luca Coscioni aveva aperto i lavori del Primo incontro nel pieno della lotta contro la messa al bando della ricerca sulle staminali in sede Onu. Novantotto premi Nobel si erano schierati con lui, molti dei quali sostenendolo anche come candidato capolista radicale. Sulla strada tracciata da Luca vogliamo, oggi, proseguire. 

Giovedì, 8 gennaio, 2009 - 13:11
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