Ricerca scientifica/2

Da 400 anni a caccia di conoscenze

di Giovanni Bignami

 L'ex-Presidente dell'agenzia spaziale italiana lancia un'appello per la ricerca

Sono un astrofisico, ho fatto tutta la vita il ricercatore, ho cercato di farlo con qualche difficoltà in Italia dove sono convinto di restare anche se ho vissuto buona parte della mia vita all’estero. Le difficoltà dei ricercatori adesso stanno aumentando in modo drammatico. Seguo con grande attenzione le materie di ricerca in scienze della vita, in particolare il lavoro dell’Associazione Coscioni. Ho una sorella affetta da Parkinson avanzante; è una cosa che spezza il cuore vedere una persona che pian piano perde capacità di muoversi e coordinarsi. Il panorama della ricerca sta andando sempre peggio in Italia, la deriva anticulturale sta togliendo le speranze alla generazione universitaria. L’università va sempre peggio, in questo momento abbiamo una totale mancanza di attenzione ai problemi universitari, problemi che non dipendono solo dalla normativa ma da una mancanza di fondi perché evidentemente al governo non interessa di supportare coloro che studiano. Vorrei portare la mia testimonianza nel campo della ricerca, io sono stato presidente dell’agenzia spaziale italiana e quindi conosco bene l’ambito spaziale e di astrofisica in Italia e in Europea. Non siamo mai andati così male, lo spazio assorbe circa il 30 % delle risorse per la ricerca del ministero dell’istruzione università e ricerca ma in questo momento sta derivando su programmi che con la ricerca non c’entrano nulla. Sullo spazio non si fa solo ricerca sulle stelle ma studiando il comportamento dell’organismo umano in assenza di peso, in orbita si imparano cose fondamentali per capire la fisiologia e numerose patologie. La ricerca oggi è considerata come spinta dalla curiosità, come se gli scienziati fossero dei perditempo che seguono delle loro futili curiosità. Brunetta ci chiamerebbe farabutti o fannulloni. Non è così, sono 400 anni che Galileo ha insegnato che non è così, noi cerchiamo di aumentare conoscenza ed è sulla base di questa che costruiamo la tecnologia, la qualità della vita di tutti i giorni e riusciamo a curare malattie gravissime. Io in questo momento sto cercando di capire come è nata la vita sulla terra, per vedere se ci sono altri pianeti come il nostro. Oggi conosciamo 400 pianeti: questa è una delle più grandi scoperte, una profondissima rivoluzione culturale, potremmo scoprire se c’è qualcun altro che ha origini comuni alla nostre e nel ricercarlo possiamo capire cose fondamentali, sul nostro organismo e sulla nostra biologia, che ci sono ancora oscure; è così che sono state scoperte le grandi rivoluzioni terapeutiche come i vaccini e gli antibiotici. Per arrivarci dobbiamo seminare, avere attenzione alla ricerca, alla cultura in generale e a quel luogo sacro dove la cultura vi si racconta che è l’università. L’unico modo per migliorare la qualità della nostra vita è quello di fare una grandissima attenzione alla ricerca, alla cultura in generale e all’università.  

Mercoledì, 11 novembre, 2009 - 19:42
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