Dal mondo

a cura della redazione

Regno Unito. Limite per l’aborto resta 24 settimane
Il feto umano non può provare dolore prima delle 24 settimane: queste le conclusioni di uno studio dal Royal College of Obstetricians and Gynecologists. Lo studio era stato commissionato dal governo su pressione di gruppi antiabortisti che sostenevano che il feto provasse dolore già a 20 settimane e che pertanto facevano campagna per abbassare sotto le 24 settimane il limite ufficiale per praticare l’IVG nel Regno Unito. Secondo lo studio le connessioni nervose nel cervello non sono sufficientemente formate per consentire la percezione del dolore prima delle 24 settimane. E anche dopo la 24esima settimana, il feto è in uno stato di “costante incoscienza, come se dormisse o fosse sedato”, afferma ancora lo studio. (Ap)

Stati Uniti. Distensione sulle cellule staminali
L’ US National Institutes of Health (NIH) ha annunciato l’aggiunta di 13 linee al suo Registro delle Cellule Staminali, come riportato da Jeffrey Fox. Il numero totale delle linee di cellule embrionali umane approvate dall’NIH nel registro, e per questo idonee all’accesso a fondi federali, sono state portate a 64 a partire dal 29 aprile. Il direttore del NIH Francis Collins ha affermato che l’approvazione di questo aprile dovrebbe permettere ai ricercatori di “continuare i loro studi senza interruzione e allo stesso tempo essere sicuri che del valido lavoro non vada perso”. (Nature Biotechnology 28, 538, 2010)

Canada. Supporto a pianificazione famigliare e contraccezione nei paesi in via di sviluppo
L a sanità materna dovrebbe essere una priorità al Summit del G8 che si terrà in Canada. L’Associazione Luca Coscioni ha appoggiato una lettera scritta dalla National Abortion Federation e rivolta al Primo Ministro canadese, dopo che i membri governo avevano affermato che la strategia di sanità materna non sarebbe stata diretta alla prevenzione degli aborti pericolosi nei paesi in via di sviluppo e non avrebbe supportato l’accesso alla pianificazione famigliare e contraccezione. “È un dovere che il lavoro fatto in Canada si aggiunga agli impegni presi in passato e non retroceda”, hanno scritto nella lettera le numerose organizzazioni firmatarie. (www.freedomofresearch.org/?q=g8_canada)

Stati Uniti. I medici della CIA sperimentano sui detenuti di Guantanamo
Secondo il rapporto pubblicato dal gruppo Physicians for Human Rights (PHR), il personale medico della CIA, durante l’amministrazione Bush, ha partecipato a sperimentazioni effettuate sui detenuti di Guantanamo. Il report sottolinea come non ci sia evidenza che il Dip. di Giustizia avesse fornito argomentazioni legali per questo tipo di sperimentazione, che contravviene i principi di ricerca etica sanciti dal Codice Nuremberg e dagli stessi USA. I dati raccolti dai medici durante gli interrogatori erano usati per avallare la tesi che le tecniche di interrogatorio “potenziate” non costituissero forma di tortura. Nessuna risposta è ancora arrivata dalla Casa Bianca, dalla CIA e dal Dipartimento di Giustizia. (www.nature.com/news)

Nuova Zelanda. Sì alla legalizzazione della cannabis terapeutica
La New Zealand Medical Association (NZMA), la più grande organizzazione di medici nel Paese, ha preso posizione a sostegno dell’utilizzo terapeutico della cannabis, schierandosi a favore della proposta della Law Commission. “Purtroppo, per quanto riguarda molti neozelandesi che riescono a lenire il dolore delle loro malattie con la cannabis, il ministro della Giustizia sembra appagato nel classificarli come criminali”, ha detto Saxby, presidente dell’associazione Norml. Il ministro ha infatti rigettato le proposte della Commissione. (salute.aduc.it) Germania Alta corte: Legittimo staccare la spina se il paziente l’ha richiesto La Corte di giustizia federale tedesca ha stabilito che, dietro esplicita volontà del paziente, è permesso interrompere le cure che lo tengono artificialmente in vita. La Corte ha regolato il caso di una donna in stato vegetativo, alla quale è stato rifiutato di staccare la spina, nonostante fosse stata espressa la volontà di non essere mantenuta in vita. Su consiglio dell’avvocato la figlia della donna ha tagliato il tubo dell’alimentazione, lasciando morire la donna per “cause naturali”. Un primo giudizio ha assolto la ragazza per aver seguito “erroneamente” il consiglio dell’avvocato, dichiarato colpevole. Fatto ricorso alla Corte l’avvocato ha avuto ragione per aver agito “legalmente e nell’interesse del paziente”. (salute.aduc.it)
 

UNFPA Il Fondo delle Nazioni Unite
L’UNFPA, è una organizzazione internazionale al servizio dello sviluppo, che promuove il diritto di ogni donna, uomo e bambino di vivere in buona salute e di godere di uguali possibilità. L’UNFPA si muove in aiuto di quei paesi che utilizzano i dati relativi alla popolazione al fine di concepire delle politiche e dei programmi che mirino a ridurre la povertà ed a far sì che ogni gravidanza sia voluta, che ogni par to avvenga senza pericolo, che nessun giovane sia contaminato dal virus dell’HIV/Aids e che ogni ragazza e donna vengano trattate con dignità e rispetto.

Contraccettivi Salva Vite
I vantaggi del mettere i contraccettivi a disposizione delle donne e delle coppie che ne vogliano far uso, sono in genere assai ben riconosciuti. Ciò nonostante, si è registrato un calo radicale in valore assoluto a partire dagli anni ‘90 dell’aiuto da par te di donatori dedicato alla pianificazione famigliare, e numerosi sono i paesi che attualmente non investono quanto sarebbe necessario nella pianificazione familiare.

La situazione attuale
• Circa 215 milioni di donne, nel mondo in via di sviluppo, desiderano differire la loro prossima gravidanza o evitarne di nuove ma non fanno ricorso alla pianificazione familiare, in gran parte perché non vi hanno accesso, ne temono gli effetti secondari o in virtù delle obiezioni della loro famiglia. Al livello mondiale, il desiderio di fare ricorso alla pianificazione familiare volontaria si sta espandendo. Secondo l’UNFPA la copertura dei bisogni attuali insoddisfatti e la necessità di seguire la crescita demografica avranno per conseguenza un aumento di più del 30 per cento del numero di utilizzatori di contraccettivi nel corso dei prossimi 15 anni. I paesi a basso reddito sono toccati oltre misura dalla mancanza di accesso ai metodi moderni di pianificazione familiare. L’Africa subsahariana e l’Asia centrale e meridionale raggruppano insieme il 59 per cento delle donne i cui bisogni non trovano risposta. In questi paesi il 54 per cento delle donne che desiderano evitare una gravidanza non hanno accesso ai contraccettivi, a fronte del 20 per cento solamente nei paesi in via di sviluppo meno sfavoriti.
• Nel 2008 circa il 60 per cento delle donne (47 milioni) che nell’Africa subsahariana desideravano evitare una gravidanza non hanno fatto ricorso alla pianificazione familiare o hanno utilizzato Canada Supporto a pianificazione famigliare e contraccezione nei paesi in via di sviluppo L a sanità materna dovrebbe essere una priorità al Summit del G8 che si terrà in Canada. L’Associazione Luca Coscioni ha appoggiato una lettera scritta dalla National Abortion Federation e rivolta al Primo Ministro canadese, dopo che i membri governo avevano affermato che la strategia di sanità materna non sarebbe stata diretta alla prevenzione degli aborti pericolosi nei paesi in via di sviluppo e non avrebbe supportato l’accesso alla pianificazione famigliare e contraccezione. “È un dovere che il lavoro fatto in Canada si aggiunga agli impegni presi in passato e non retroceda”, hanno scritto nella lettera le numerose organizzazioni firmatarie. (www.freedomofresearch.org/?q=g8_canada)

 

Lunedì, 12 luglio, 2010 - 16:16
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