Disabili senza frontiere

 

Gentile redazione, sono la moglie di un invalido e da poco siamo tornati da un viaggio in Francia e Spagna dove abbiamo scoperto che il contrassegno invalidi italiano non è valido per l'Europa e, se non fosse stato per la sensibilità di una guardia civil di Pamplona, avremmo preso 94 euro di multa. Al rientro abbiamo contattato l'Associazione Nazionale Guida Legislazione Andicappati Trasporti provinciale che ci ha detto che l'Europa ha invitato l'Italia ad adeguarsi al tagliando europeo ma ahimè nessun governo ha mai ratificato questo invito! Siamo l'unico paese europeo in queste condizioni? Cosa deve fare un invalido che va a Lourdes a pregare? Pregare anche che i vigili locali chiudano un occhio o farsi parecchia strada a piedi dal primo parcheggio utile? Mio marito non è un invalido grave, alla fine con il bastone cammina, ma penso a tante persone che ho visto, poliomelitici che barcollano o addirittura amputati in carrozzina. A loro non pensa nessuno? Scusate lo sfogo, vi saluto sperando in una risposta e magari nel vostro interesse volto a risolvere questo problema. Rinnovando la fiducia che ho dato con il voto. Stefania Belottini
Sig.ra Stefania Belottini, il Contrassegno Europeo disabili, a cui lei si riferisce, è previsto dalla Raccomandazione del Consiglio adottata fin dal lontano 1998, di fronte al suo scandaloso mancato recepimento in Italia, giustificato burocraticamente dal fatto che lo stesso Contrassegno era in contrasto con una norma della Legge sulla privacy specificatamente l’articolo 74, l'Associazione Luca Coscioni,, da sempre convinta che il Contrassegno Disabili Europeo faciliti la mobilità delle persone con disabilità, ha posto la questione come un obiettivo di specifica mobilitazione nella mozione generale approvata dal VI Congresso dell’Associazione tenutosi a Salerno nel febbraio 2008. Conseguentemente l’Associazione, dopo avere accertato, mediante il coinvolgimento del Garante della Privacy sulla problematica del Contrassegno Europeo Disabili, che, per l’adozione dello stesso, era necessaria una formale modifica parlamentare della Legge sulla privacy, nel dicembre 2008 ha presentato un'interpellanza al Ministro delle Infrastrutture a firma dalla Co Presidente dell'Associazione stessa, l'On Maria Antonietta Farina Coscioni che prospettava, appunto, la necessità di una modifica della Legge sulla privacy al fine di rendere possibile l’adozione del Contrassegno Europeo. Solo a seguito di tale interpellanza, veniva inserita nell’ambito di un progetto di legge relativo alla circolazione stradale in discussione alla Camera, un'apposita norma, che, modifica l’articolo 74 della Legge sulla privacy. Tale progetto di legge, approvato dalla Camera dei Deputati il 21 luglio scorso, è ora all’esame del Senato, i cui tempi di trattazione e approvazione attualmente non stati ancora programmati. Comunque le assicuriamo che il relativo iter parlamentare sarà seguito con la massima attenzione dalla nostra Associazione, anche tramite i tre Senatori Radicali eletti nelle liste del Pd, anzi è nostra intenzione presentare un emendamento al provvedimento al fine di rendere obbligatorio per il Governo anche l’adozione di quei atti regolamentari, necessari per dare concreta e rapida attuazione in Italia al Contrassegno Europeo Disabili. Gustavo Fraticelli
Tortura democratica Gentile redazione, attualmente mi trovo agli arresti domiciliari dal 24 luglio, e questa è una cosa positiva per me, perché prima di arrivare a casa ero detenuto presso il carcere di San Vittore dove ho vissuto l'inferno per 40 giorni in una cella di 4x5 metri in 9 persone in condizioni disumane. La cella era sporca, calcinaccio che cadeva dai muri, scarafaggi, topi, senza acqua, la doccia una volta al giorno, dal lunedì al venerdì, e il sabato e domenica non era possibile farla, ok che ci venga tolta la libertà ma li a San Vittore ti tolgono anche la dignità di uomo. In quel carcere si vive come delle bestie, io penso che ci sia qualcuno che possa prendere un provvedimento per questa situazione. Fanno tanta pubblicità in tv su gli animali di prendersene cura, ma perché non fate pubblicità anche per noi detenuti che viviamo peggio degli animali. E’ vero che abbiamo sbagliato, ma questo non vuol dire che dobbiamo vivere in condizioni disumane, io chiederei alla giustizia italiana che venga fatta luce su come vivono i detenuti in carcere perche non è possibile vivere in quelle condizioni disumane. Lettera anonima
Pubblichiamo questa lettera, seppur anonima, perché crediamo offra uno spaccato veritiero della situazione odierna delle carceri italiane. Agenda Coscioni si è occupata del sistema penitenziario in alcuni numeri precedenti, dando parola a detenuti e operatori del settore, agenti penitenziari inclusi. Ovvero a quanti da tempo costituiscono quella che i radicali definiscono “comunità penitenziaria”, la prima vittima di una mancata riforma complessiva della giustizia italiana.
Giovedì, 12 novembre, 2009 - 11:48
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