Francesco Lioce, curatore del libro “Ocean Terminal”, presenta il volume

“[…] Dall’autunno del 1997, quando venni a Roma per studiare all’università, a tutto il 2003, ho frequentato con
cadenza quotidiana la sua stanza, che da subito si trasformò nello spazio emblematico di una famiglia per me altamente elettiva. A casa di mia nonna non stavo male, ma ero un ospite, e l’ospite anche quando viene trattato bene vive sempre una condizione di disagio. Mi mancavano degli spazi effettivamente miei, sebbene non riuscissi a capirlo. Ci sono luoghi fissi e momenti legati ad attimi precisi perché nulla, nella vita di un uomo, accade a caso. Questo vale soprattutto se devo parlare del mio legame con Piergiorgio, che per molto tempo è stato il mio solo amico. Per sei anni sono stato testimone giornaliero della sua vita sempre più appassionata perché sempre più difficile, consapevole com’era che si trattava ormai dell’ultima stagione della sua esistenza. Potrebbe sembrare strano, ma spesso il nostro esistere è soltanto il frutto di misteriose coincidenze. Ciò che mi ha legato a lui ha poco di ordinario e di comune e molto, al contrario, di raro e di meraviglioso. […] L’idea di scrivere un’opera autobiografica venne a Piergiorgio tra la fine del ’97 e la primavera del ’98, dopo la tracheostomia e l’esperienza della rianimazione. Tuttavia, la spinta decisiva gli venne data dalla scomparsa del padre (luglio 1998). Sebbene nell’opera confluiscano anche pagine ideate e/o scritte prima di questo momento, soltanto con il capitolo dedicato alla figura paterna (“Noi togliamo stranamente valore alle cose”) Piergiorgio capì cosa dovesse significare per lui la realizzazione del progetto: rimasto incompiuto, il romanzo avrebbe dovuto ripercorrere più o meno tutte le vicende della sua vita. Ocean Terminal è stato scritto interamente al computer, in un arco di tempo di circa otto anni, che va grosso modo dall’estate del 1998 a undici mesi prima della morte (il file testimonia che l’ultima volta Piergiorgio ci ha lavorato il 4 gennaio del 2006).
 

Giovedì, 10 dicembre, 2009 - 18:50
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