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Il lavoro disabilitato. E scoraggiato

di Alessandro Solipaca

 1,8% di donne occupate. E sempre più disabili il lavoro non lo cercano nemmeno.

 Confronti tra popolazione con disabilità e il resto della popolazione - I numeri ci dicono che tra le persone con disabilità soltanto il 3,5% è occupato. Se facciamo un confronto con il resto della popolazione è un confronto inquietante perché nel resto della popolazione italiana il tasso di occupazione è del 49%. Quindi oltre 45 punti percentuali in più. Per quanto riguarda gli uomini, gli occupati tra le persone con disabilità rappresenta in totale il 6,8%, contro il 61% del resto della popolazione. Passando poi alle donne, sono occupate solo l’1,8% contro il 37,5% del resto della popolazione. Quindi come vedete divari enormi tra le due popolazioni messe a confronto e questi divari non sono molto inficiati dal fatto che la popolazione con disabilità è mediamente più anziana del resto della popolazione, perché i tassi di occupazione secondo le fasce di età tra persone con disabilità e persone senza disabilità rimangono pressoché costanti per tutte le classi. Il grave peso della malattia mentale Ad essere più frequentemente occupati sono le persone affette da sordità o mutismo 33% e 39% rispettivamente, mentre i più disagiati sono le persone con insufficienza mentale, tra i quali si registrano ben il 64% è inabile al lavoro e solo il 9% risulta occupato. Anche tra le persone colpite da malattia mentale è alta la percentuale di inabili al lavoro, circa il 46%, e bassa quella degli occupati, solo il 12%. Quali strumenti per il lavoro Un’altra cosa interessante che abbiamo cercato di analizzare con un’indagine di ritorno sulle persone con disabilità, quindi intervistando solo queste persone, riguarda alcuni argomenti quali l’inserimento lavorativo e l’esperienza che loro hanno avuto nel mercato del lavoro; una delle domande che abbiamo fatto in questa indagine è stata come hanno trovato lavoro per cercare di capire se poi gli strumenti che la legge prevede per queste persone sono effettivamente efficaci. E il quadro è un po’ a tinte chiaro scure: quello che scopriamo è che il 30,9% degli occupati ha trovato lavoro grazie ad aiuto di parenti o conoscenti; il 20% ha trovato lavoro attraverso un concorso pubblico e solo il 17% ha fatto ricorso al centro per l’impiego. Poi rimane un 16% che ha trovato lavoro grazie ad annuncio o invio di curriculum. I centri per l’impiego sono uno strumento previsto dalla legge 68/1999 ed è più utilizzato dalle persone la cui insorgenza della disabilità è avvenuta prima dell’ingresso nel mercato del lavoro; quindi persone che si presentano sul mercato del lavoro già con una condizione di disabilità. Barriere architettoniche e spostamenti difficili Numerose sono le persone che lamentano la presenza di barriere nei luoghi di lavoro, infatti il 95% degli intervistati riferisce la presenza di ascensori inadeguati, il 65% l’assenza di parcheggi e il 32% la presenza di scale troppo strette. L’8% dei lavoratori con disabilità dichiara di aver bisogno di postazioni di lavoro adattate alla loro condizione, ma il 20% di essi riferisce di non poterne usufruire. Il 13% dei disabili non ha mai lavorato Il 13,5% delle persone con disabilità di 15-67 anni non ha mai lavorato e tra questi il 41,5% è affetto da una disabilità grave. Tra coloro che non hanno mai lavorato il 76% non ha mai cercato un lavoro nella propria vita. Tra le persone che hanno lavorato in passato, meno del 2% cerca un nuovo lavoro; del restante 98%, il 30% non cerca lavoro a causa delle cattive condizioni di salute. La legge disattesa Nel 2005 gli iscritti erano 645 mila, dei quali il 62 per cento disponibili ad essere collocati a lavoro. La percentuale di coloro che si dichiarano disposti a lavorare varia a livello territoriale, si passa dal 59 per cento al Sud e nelle Isole al 69 per cento nelle Regioni del Nordovest La riserva di posti (Legge 68/1999) - La legge 68/1999 prevede delle quote di riserva di posti di lavoro, nel settore pubblico e privato, destinati ai disabili, tali quote dipendono dalla classe dimensionale dell’impresa e dal settore di appartenenza. Nel 2005 si possono stimare circa 319 mila posti di lavoro riservati. Rispetto al 2004 i posti riservati sono aumentati, infatti nel 2004 erano 212 mila 500 nelle 74 Province rispondenti, nel 2005 sono 275 mila 700 su 89 Province. Volendo fare un riproporzionamento a scopo di confronto tra i due anni, si stima che i posti riservati sono aumentati, nei due anni considerati, di circa 23 mila unità. In corrispondenza di tale aumento stimato teorico vi è stata una diminuzione stimata dei posti rimasti scoperti (-200 unità). Discriminazione verso i più deboli 1) La percentuale di occupati tra le persone con disabilità è sensibilmente più bassa di quella osservata nel resto della popolazione. 2) Discriminazione nella discriminazione: la percentuale di donne con disabilità occupate è appena l’1,8%. 3) Le persone la cui disabilità è insorta prima dell’ingresso nel mercato del lavoro subiscono maggiori discriminazioni rispetto alle altre persone con disabilità (contratti a tempo determinato e part time). 4) Alta la percentuale di chi non cerca lavoro (gli scoraggiati) tra le persone con disabilità (13,5% non ha mai lavorato, il 38% iscritti alle liste di collocamento non è disponibile a lavorare) Responsabile sistema informativo sulla sanità dell’ISTAT. Fa parte del gruppo di lavoro sulla disabilità dell’Associazione Luca Coscioni.

Mercoledì, 11 novembre, 2009 - 19:00
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