Il non accordo di Copenaghen

Il 18 Dicembre 2009 si è conclusa a Copenhagen la Conferenza delle parti, al termine del vertice gli Stati Uniti hanno annunciato prima un accordo raggiunto con i Paesi emergenti : Cina, India, Brasile ed Sudafrica. Per non rimanere con un nulla di fatto, tutti i Paesi industrializzati hanno approvato un testo più “light” rispetto ai testi della vigilia: un documento senza cifre sul Co2, ma solo sugli impegni finanziari (30 miliardi di dollari dal 2010 al 2012 e 100 miliardi l'anno entro il 2020), senza vincoli legali e senza il riferimento al taglio delle emissioni del 50 per cento entro il 2050. I Paesi che hanno sottoscritto l'accordo si sono impegnati a mettere per iscritto gli impegni di riduzione dei gas a effetto serra per il periodo 2015-2020 entro il primo febbraio 2010.
L’accordo stabilisce che:
1) l'obiettivo di un aumento massimo di temperatura globale sarà di 2 °C e ci si impegna ad attuare azioni, non meglio definite, che conducano al raggiungimento di questo obiettivo rispettando il principio di equità;
2) i Paesi sviluppati e quelli in via di sviluppo devono compilare due distinte tabelle per le riduzioni di gas ad effetto serra al 2020, praticamente su base volontaria. Neanche i Paesi sviluppati assumono impegni vincolanti;
3) il flusso di finanziamenti a breve termine dai Paesi sviluppati a quelli più poveri sarà di 30 miliardi di dollari per il periodo 2010-2012 e con l'obiettivo di "mobilitare congiuntamente" 100 miliardi di dollari all'anno intorno al 2020, ma non si definisce né chi né come verranno mobilitati questi finanziamenti.
Fino a Copenaghen, il negoziato era sempre stato interamente gestito dalle Nazioni Unite, utilizzando le forme proprie della diplomazia: i documenti venivano elaborati all’interno dei poteri e delle responsabilità del Segretariato della convenzione o, se elaborati in gruppi ristretti, erano fatti propri dal Segretariato stesso.
In questo caso, cinque paesi (Stati Uniti, Cina, India, Brasile e Sudafrica) hanno discusso, scritto e infine condiviso il testo finale, accettato anche da Europa e Giappone. La Conferenza delle parti si è limitata, alla fine dei suoi lavori, a prendere atto dell’avvenuto accordo – come si legge nella prima pagina del documento finale «the Conference of the Parties takes note of the Copenhagen Accord of 18 December 2009».
 

Venerdì, 8 gennaio, 2010 - 17:24
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