La legge sul Biotestamento in Parlamento

Il progetto "notturno" di legge

Maria Antonietta Farina Coscioni

I deputati radicali Farina Coscioni, Bernardini e Turco in commissione Affari Sociali di notte denunciano l’irritualità del modo di procedere sul biotestamento

8 luglio: di notte, di nascosto, la maggioranza di centro-destra tenta il colpo di mano, e ancora una volta viene meno alla parola data. Il Senato ha già approvato il ddl Calabrò in materia di “dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari”; una legge inaccettabile, quella licenziata da palazzo Madama che a proposito di alimentazione e di idratazione artificiali, sancisce che sono sostegni vitali e non terapie, e dunque non possono essere sospesi anche se la volontà del paziente prevede l’esatto contrario; una legge che non tiene in alcun conto della volontà dell’interessato, e contraddice vistosamente il principio di libertà di cura chiaramente espresso nell’articolo 32 della Costituzione.
Tra Camera e Senato si era raggiunto un accordo politico: quello di avviare il dibattito sul testo di legge sul testamento biologico solo dopo che dall’Aula di Montecitorio fosse stato licenziato quello sulle cure palliative e terapia del dolore. Rimangiandosi l’accordo, il centro-destra impone la discussione della legge in sede di commissione Affari Sociali della Camera, e non nasconde la proterva volontà di procedere a tappe forzate; mentre l’iter sulle cure palliative è tutt’altro che concluso.
Una manovra che il ministro del Lavoro (oltre che della Salute e delle Politiche Sociali) Sacconi aveva anticipato giorni prima in una lunga intervista al giornale della CEI “l’Avvenire”. Egli annuncia la volontà di varare rapidamente la legge sul testamento biologico, senza tenere in minimo conto delle tante obiezioni che dallo stesso centrodestra si sono levate contro il testo approvato dal Senato; il ministro fa anche sapere che il Governo non intende negoziare questioni come idratazione e alimentazione: “un caposaldo della nuova legge immodificabile”. Con buona pace di quanti, il presidente della Camera Fini in testa, considera quel testo “degno di uno Stato etico”.
La beffa sulle cure palliative da una parte; la vergogna del ddl Calabrò dall’altro: questo lo scenario che fa da cornice a quella sera dell’8 luglio, quando la Commissione Affari Sociali inizia l’esame del provvedimento sul testamento biologico. E dire che anche il presidente Palumbo, in più occasioni, aveva assicurato che l’esame non sarebbe cominciato prima della conclusione del provvedimento sulle cure palliative! Faccio mettere a verbale l’irritualità di una Commissione che si riunisce a tarda sera per esaminare un provvedimento di tale importanza, e il fatto che la maggioranza evidentemente gioca sull’assenza di molti parlamentari dell’opposizione. Una posizione ribadita anche da Rita Bernardini e da Maurizio Turco, che quella sera mi affiancano pur non facendo parte della Commissione, sostituendo colleghi effettivi, assenti; denunciamo il colpo di mano: si approfitta della disattenzione generale e dell’estate, e si confida nella scarsa attenzione dei mezzi di comunicazione; mentre invece sarebbe più che mai necessario il massimo di pubblicità; ed è, per inciso, un’evidente mancanza di riguardo nei confronti del relatore. Per questo chiediamo il rinvio dell’esame almeno alla mattinata successiva. Niente da fare. Non solo: nel corso delle sedute della commissione il centro-destra sostiene la tesi che sono inutili le audizioni, dal momento che le ha già fatte il Senato, e che ci si può benissimo basare su quelle; e in questo si realizza una sorta di alleanza con quei settori dell’opposizione rappresentati per esempio, da Rocco Buttiglione dell’UDC, per il quale “sarebbe utile evitare inutili ripetizioni” e dunque è sufficiente prendere visione dei materiali relativi alle audizioni fatte dal Senato, anche se poi, di fronte alle critiche dell’opposizione, ripiega sostenendo che si può trovare una via mediana tra un ciclo completo di nuove audizioni e la scelta di non svolgerle.

Perché mai questa fretta, quest’urgenza da parte del centro-destra? Non sfugge la manovra politica:l’accelerazione si spiega solo nella volontà di compiacere le gerarchie vaticane, dopo le ripetute ed esplicite critiche ai comportamenti “privati” del presidente del Consiglio e a leggi come quella sull’immigrazione clandestina. Il Governo, cerca così di riguadagnare la fiducia del Vaticano approvando una legge medioevale e retrograda, che non esiste in nessun altro paese europeo.
Ripetutamente bacchettato da oltretevere, Berlusconi cerca di riguadagnare, con leggi “etiche” credito e fiducia. La legge sul testamento biologico è il “dono” a papa Ratzinger. Non sarà l’unico: poi verranno sicuramente i finanziamenti alle scuole private, che in Italia sono al 95% cattoliche; le esenzioni fiscali, e molto altro ancora. Questo è il prezzo che pagheremo perché siano “perdonati” cene, dopo-cene, feste e festini del presidente del Consiglio!
 

Mercoledì, 29 luglio, 2009 - 13:28
Eccetto dove diversamente specificato i contenuti di questo sito
sono rilasciati sotto la licenza Creative Commons: Attribuzione della paternità

Licenza Creative Commons

cc Associazione Luca Coscioni, via di Torre Argentina, 76 - 00186 Roma, Italia.
Tel. 06 689 79 286, Fax. +39 06 23 32 72 48, Email info [at] lucacoscioni.it
Posta Certificata: associazionelucacoscioni [at] pec.it