Il Comitato Promotore Referendum legge 40

Il “residuo” di cassa, perché alla “Coscioni”

Lanfranco Turci

Nelle settimane scorse, esauriti tutti gli obblighi statutari, ci siamo chiesti insieme al Sen. Antonio Del Pennino, presidente del Comitato, come destinare i fondi residui della campagna referendaria sulla legge 40, relativa alla procreazione assistita. Si trattava di circa 11000 euro, cifra in sé non eccezionale, ma preziosa e estremamente significativa, se pensiamo alle ansie vissute in quegli anni, non solo al momento della raccolta delle firme, ma anche quotidianamente per assicurarci un minimo di fondi necessari a effettuare una campagna di comunicazione dignitosa, di fronte ai mezzi imponenti di cui disponevano i nostri avversari. Ebbene come formichine, bussando a tutte le porte, ce la facemmo, riuscendo anche a realizzare un piccolo residuo attivo. I contributi arrivarono da tante parti: da privati, da parlamentari e anche - lo voglio segnalare - dai partiti di sinistra e in particolare dai DS. Ci fu inoltre il lavoro prezioso del vice tesoriere Francesco Pultrone che pazientemente recuperò i surplus di versamenti IVA pagati ai nostri fornitori, dopo che una norma in itinere riportò l’IVA per i referendum dal 20% all’aliquota del 4% come per le campagne elettorali. Io continuo a pensare che quella del referendum sulla legge 40 sia stata una grande battaglia di civiltà degna di essere combattuta e non sia stata vana, come dimostra la ulteriore maturazione dell’opinione pubblica sui temi dei diritti civili e i risultati parziali, ma significativi, ottenuti successivamente in sede giurisdizionale. I denari residui andavano dunque destinati per contribuire a dare continuità a quella battaglia. Perciò non abbiamo avuto dubbi che i due soggetti più meritevoli fossero l’Associazione Luca Coscioni e il Gruppo dei ricercatori italiani sulle cellule staminali embrionali. Parlare del prezioso lavoro dell’Associazione sulla sua Agenda mi parrebbe francamente superfluo, se non per sottolineare che il mio apprezzamento è rimasto intatto, anche dopo il fallimento del progetto politico della Rosa nel pugno. Circa i ricercatori, di cui voglio ricordare il prezioso contributo che ci diedero anche durante la campagna referendaria, esponendosi al boicottaggio del governo nella ripartizione dei fondi per la ricerca, abbiamo particolarmente apprezzato l’impegno continuativo a dare conto dei progressi della loro ricerca e i convegni annuali che organizzano con l’associazione milanese Politeia. Da qui la decisione di destinare 5500 euro a ognuna delle due associazioni nella convinzione di compiere un atto in piena coerenza con quanto tutti insieme abbiamo fatto nei due anni della campagna referendaria. Naturalmente questa scelta ha avuto l’approvazione esplicita o implicita di tutti i membri del vecchio Comitato direttivo del Comitato referendario, per quanti siamo riusciti a contattare direttamente e per gli altri che abbiamo informato via email.

*già parlamentare DS e Rosa nel pugno, tesoriere del Comitato referendum legge 40
 

Giovedì, 10 dicembre, 2009 - 17:42
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