Il documento. COOPERAZIONE INTERNAZIONALE E FORMAZIONE

 

L’Europa ci scommette

Il contributo a favore della ricerca nelle nanotecnologie previsto dai programmi quadro comunitari ha continuato a crescere da 1,4 miliardi di euro nel quadriennio 2003/2006 a olte 1,1 miliardi di euro nel biennio 2007/2008 

La Commissione europea negli ultimi dieci anni ha avvertito l’esigenza di colmare le lacune derivanti dalla scarsa disponibilità di dati in materia di nanotecnologia. Perciò la strategia “integrata, sicura e responsabile”, adottata nel 2004, e che costituisce ora il nucleo della politica dell’UE in materia di nanotecnologie, ha dato vita ad un piano d’azione 2005-2009 e ad uno Strategic nanotechnology action plan per il periodo 2010-2015, al fine di descrivere i principali sviluppi che si sono verificati in ciascun specifico settore, identificare le sfide attuali e illustrare le conclusioni della futura politica europea sul fenomeno nano.

Consultazione pubblica di gradimento

Per ottenere risultati ad ampio raggio è stata organizzata anche una consultazione pubblica dall’ottobre 2009 al febbraio 2010. I risultati scaturiti dall’analisi delle risposte fornite da esperti e pubblico evidenziano che entrambi vedono nelle nanotecnologie molti benefici, ma al contempo dei rischi non sottovalutabili; le applicazioni nel campo medico sono quelle che promettono di più; le applicazioni in agricoltura, cibo ed elettrodomestici sono considerate con maggiore scetticismo; c’è una richiesta di principi che regolamentino e informino circa i prodotti di consumo.

Incremento contributi per la ricerca

Al di là di facili ottimismi e scetticismi, tipici di una prospettiva scientifica nuova, “il contributo a favore della ricerca nelle nanotecnologie previsto dai programmi quadro comunitari ha continuato a crescere, da 1,4 miliardi di euro nel quadriennio 2003- 2006, a oltre 1,1 miliardi di euro nel biennio 2007-2008. Un’ulteriore crescita è prevista nel corso degli anni, fino alla fine del 7° programma quadro di ricerca (7° PQ) nel 2013. A questi investimenti si aggiunge un significativo finanziamento pubblico negli Stati membri, dell’ordine di oltre 2,5 miliardi di euro nel 2007-2008. I finanziamenti privati, tuttavia, non sono ancora all’altezza dei finanziamenti pubblici in Europa. Nel frattempo, in altre parti del mondo i finanziamenti sono rapidamente aumentati e nuovi operatori dinamici sono entrati in scena. Il finanziamento comunitario ha interessato una gamma assai vasta di iniziative, dalle nanoscienze di base alle applicazioni industriali, in cui un’importanza sempre maggiore è data alle applicazioni.

Istituiti nuovi corsi di laurea

Per progredire nel settore delle nanotecnologie occorrono una mano d’opera specializzata e metodi interdisciplinari e ciò impone di rinunciare ai programmi di istruzione e di formazione più tradizionali. Da uno studio risulta che per gli operatori industriali uno dei principali ostacoli all’innovazione è costituito dalla mancanza di adeguate risorse umane. Proprio per questo , numerose università europee stanno istituendo corsi di laurea e dottorati sulle nanotecnologie.

Aspettative e preoccupazioni

Un elemento essenziale di questo approccio integrato, sicuro e responsabile è rappresentato dall’inclusione della sanità, della sicurezza e degli aspetti ambientali nello sviluppo delle nanotecnologie nonché dall’avvio di un dialogo efficace con tutte le parti interessate. Diverse iniziative sono state intraprese per perseguire l’obiettivo generale di tenere conto delle aspettative e delle preoccupazioni dei cittadini. Nel mese di febbraio 2008, la Commissione ha adottato la raccomandazione relativa a un “Codice di condotta per una ricerca responsabile nel settore delle nanoscienze e delle nanotecnologie”11, che contiene orientamenti per un’impostazione responsabile e aperta.

Protezione della salute e dell’Ambiente

 prodotti delle nanotecnologie devono rispettare gli elevati livelli stabiliti dalla normativa comunitaria per la protezione dei consumatori, dei lavoratori e dell’ambiente. Nel giugno 2008 la Commissione ha adottato la comunicazione “Aspetti normativi in tema di nanomateriali”, tenendo così fede all’impegno assunto nel piano di azione. La comunicazione era accompagnata da un documento di lavoro dei servizi competenti contenente un compendio della legislazione riguardante gli aspetti dei nanomateriali connessi a salute, sicurezza e ambiente nonché una indicazione delle ricerche da effettuare a fini normativi e delle misure collegate. Da questo riesame regolamentare risulta che l’attuale assetto normativo della Comunità copre in linea di massima i potenziali rischi per la salute, la sicurezza e l’ambiente dei nanomateriali.

Cooperazione internazionale

In conformità al mandato ricevuto dal Consiglio nel settembre 2004, la Commissione ha avviato un dialogo internazionale sulle nanotecnologie. In seguito la cooperazione internazionale è divenuta parte integrante della politica della Commissione in quasi tutti i settori del piano d’azione. Tra le iniziative della Commissione concluse e in corso a livello internazionale figurano: la partecipazione all’attività dell’Ocse-Wpmn (Working Party on nanotechnology), sulla governance delle nanotecnologie; il sostegno alla partecipazione di ricercatori dei paesi terzi a progetti finanziati dall’UE e alla creazione di reti tra ricercatori dei paesi terzi nel settore delle nanotecnologie.

Strategia europea e un sito aggiornato

Fin dal 2005 è stato istituito un gruppo interservizi della Commissione che si occupa di tutti gli aspetti dei lavori descritti nel rapporto. Un sito web di Europa presenta il lavoro di attuazione svolto da tutti i servizi interessati della Commissione e fornisce risposte regolarmente aggiornate ai quesiti più frequenti in cinque lingue: ec.europa.eu/nanotechnology.

Piano di azione per i prossimi anni

Sono stati realizzati progressi significativi riguardo a tutti i punti del piano d’azione. In particolare è necessario porre l’accento in particolare su: approfondimento delle iniziative e dei percorsi di ricerca in settori fondamentali delle nanotecnologie, al fine di migliorare innovazione e competitività, facendo progredire la comprensione di come i nanomateriali interagiscano con gli organismi viventi durante il loro intero ciclo di vita, per assicurare un elevato livello di sicurezza e di tutela della salute umana e dell’ambiente; ulteriore sviluppo delle infrastrutture e del sistema scolastico, secondo modalità coerenti con il carattere pluridisciplinare delle nanotecnologie; rafforzamento dei meccanismi disponibili per l’innovazione industriale; attuazione di un dialogo sociale più diretto, mirato e continuo, seguendo l’opinione pubblica e le questioni concernenti la tutela dei consumatori, dell’ambiente e dei lavoratori; riesame continuo dell’adeguatezza della regolamentazione, adattando eventualmente gli strumenti di attuazione, proponendo le opportune modifiche normative e intervenendo per quanto possibile sugli sviluppi internazionali; esame dei prodotti delle nanotecnologie posti sul mercato, anche per gli aspetti relativi alla sicurezza, e dei possibili sviluppi; intensificazione delle iniziative di ricerca in materia di valutazione della sicurezza, inclusa la gestione dei rischi, per l’intero ciclo di vita del prodotto; sostegno all’ulteriore sviluppo e convalida di metodi per la caratterizzazione e la prova dei nanomateriali; maggiori coordinamento e scambio di informazioni con gli Stati membri.

Estratto da COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO, AL PARLAMENTO EUROPEO E AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO Nanoscienze e nanotecnologie: un piano di azione per l’Europa 2005-2009. Seconda relazione sull’attuazione 2007-2009
 

Freedom of Research - CONGRESSO MONDIALE

RODNEY TOWNSEND*
Naturalmente ci deve essere libertà, ma quello che vediamo qui, con un combinato disposto di una cultura che è sospettosa o persino ostile alla scienza e i media a caccia di una storia shock, una combinazione che rende molto difficile convincere le persone del valore della ricerca, sia che si tratti di staminali, di nanotecnologie, organismi geneticamente modificati o altro. Una vera e propria paura dell’ignoto. Nel Regno Unito un’area che viene attaccata, anche da parte dei membri della nostra accademia delle scienze, è la nanotecnologia. Questo può farci sorridere, ma la nanotecnologia è ampiamente fraintesa da molte persone e perciò temuta. Quante persone del pubblico realizzano che ogni volta che sollevano e usano il loro cellulare stanno godendo dei benefici della nanotecnologia?

*Membro della Royal Society of Chemistry, Regno Unito, al Primo Incontro del Congresso Mondiale, Protomoteca del Comune di Roma, 16-18 febbraio 2006

JOSÉ MARIANO GAGO*
La recente discussione sui nanorischi spinge verso la loro regolamentazione e la creazione di strumenti legali preposte, ciò che potrebbe essere fortemente dannoso per alcuni tipi di ricerca scientifica. Questo è il modo in cui agiscono i populisti: è molto facile vendere rischi e paure alla gente, è molto facile ottenere voti dalle persone che hanno solo paura. Quello che vedo accadere, almeno nell’Unione Europea, è il tentativo di convincere i gruppi ambientalisti tradizionali, e anche altri, che la “nano” è un demonio da controllare il più possibile. Così se bisogna spostarsi dalla questione delle cellule staminali a un altro campo direi che il prossimo sarà la “nano”, sebbene non abbia gli stessi fattori di incidenza sulla visione tradizionale della vita che hanno le cellule staminali. Non produrrà il loro trambusto. Sarà la nanomedicina a farlo, invece. E la relazione tra le nano-tecnologie e la biologia molecolare certamente produrrà gli stessi effetti. È un movimento molto pericoloso quello che sta emergendo e che dovrebbe essere neutralizzato il prima possibile.

*Ministro della Scienza, Tecnologia e Istruzione Superiore, Portogallo al Secondo Incontro del Congresso Mondiale, Parlamento europeo, Bruxelles, 5-7 marzo 2009
 

Martedì, 6 luglio, 2010 - 16:44
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