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Nei giorni del Pacchetto Telecom, i liberali approvano risoluzione radicale pro file-sharing

L'evento europeo dell'ultimo mese nell'ambito delle libertà digitali è certamente l'approvazione di un complesso sistema di provvedimenti che cercano di uniformare lo sviluppo dei sistemi di telecomunicazioni nei diversi Stati Membri, il famoso Pacchetto Telecom. Frutto di una lunga serie di compromessi e trattative, esso introduce numerosi principi fondamentali a difesa della rete. Sancisce ad esempio che “I provvedimenti adottati dagli Stati membri devono rispettare i diritti e le libertà fondamentali delle persone fisiche, garantiti dalla convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo”, “nel rispetto del principio della presunzione d'innocenza e del diritto alla privacy” e a seguito di “un controllo giurisdizionale efficace e tempestivo". Il voto del Parlamento europeo è un passo nella giusta direzione e sancisce l’illegalità di proposte di controllo poliziesco di internet o di disconnessione degli utenti per reati connessi al file sharing senza l’intervento dell’autorità giudiziaria, come invece previsto dalla legge francese Hadopi. Durante le prime due letture del testo al Parlamento europeo, grazie all’impegno di Marco Cappato, abbiamo, come radicali, contribuito a bloccare il tentativo di militarizzazione di internet e chiesto a più riprese un’attenzione europea verso le libertà digitali. E proprio nei giorni dell'approvazione del Pacchetto Telecom il Partito dei Liberali e Democratici europei (ELDR) ha approvato la risoluzione proposta dai Radicali italiani sulle libertà digitali che chiede tra l’altro un impegno per “l’adozione dei formati aperti e del software libero come buona pratica per garantire l’indipendenza delle istituzioni, la trasparenza e l’accessibilità di tutti i cittadini agli atti pubblici, oltre a garantire significativi risparmi per le pubbliche amministrazioni”. La risoluzione invita i partiti Liberali di tutta Europa ad “aprire un dibattito sulla possibilità di legalizzare il file sharing delle opere coperte da copyright attraverso l’adozione di licenze collettive estese” e ribadisce che “l’accesso a internet deve essere salvaguardato come un diritto umano fondamentale come quelli riguardanti la comunicazione e il diritto di espressione”.

Giovedì, 10 dicembre, 2009 - 17:52
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