Fecondazione artificiale COME CAMBIA 

La Corte dei “miracoli” fa bene alla legge 40

Migliorano i risultati in Italia grazie all’intervento della Corte Costituzionale che ha ridotto la portata proibizionistica della legge 40. Ma tantissimi italiani ancora vanno all’estero. Il congresso Eshre che ha dato tutte le cifre sulla fecondazione 

Le affermazioni “degli ideatori della legge 40, a partire dalla Roccella, che sostengono il buon funzionamento della legge, non tengono conto che sul piano delle nascite e della salute della donna il miglioramento dei dati è il prodotto dell’intervento della Corte Costituzionale che ha sostanzialmente ridotto la portata proibizionista delle norme che regolano le tecniche di fecondazione assistita in Italia”. Lo ha dichiarato, Filomena Gallo, avvocato, presidente associazione Amica Cicogna e vice segretario Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica.

L’avvocato Gallo ha inoltre ricordato che i lavori presentati all’ESHRE 2010 svolto a Roma nell’ultima settimana di giugno evidenziano che le coppie italiane hanno più possibilità di avere una gravidanza grazie alla cancellazione del limite dei tre embrioni producibili e alla possibilità di crioconservare, se necessario, embrioni. “Finalmente – ha aggiunto - anche in Italia dopo l’intervento della Corte Costituzionale sulla legge sulla fecondazione assistita è possibile evitare gravidanze a rischio: vi è stato un aumento delle gravidanze del 3% e un aumento significativo delle nascite. Attualmente ci auguriamo che le notizie positive che emergono dal Congresso Mondiale Eshre sulla situazione italiana contribuiscano ad effettuare corretta informazione in materia, e che le coppie italiane siano aggiornate sul fatto che non hanno bisogno di recarsi all’estero per accedere alla fecondazione assistita perché in Italia da un anno hanno tutte le garanzie nell’applicazione di tecniche di fecondazione assistita al pari dell’Europa. Di fatto, se necessario, per la coppia possono essere prodotti più embrioni e poi crioconservati e successivamente trasferiti anche uno alla volta come il caso concreto consiglia”.

“Oggi – prosegue Gallo - sono costrette a recarsi all’estero solo le coppie sterili che non hanno più gameti idonei per una gravidanza (es. a seguito di cure oncologiche) per accedere a tecniche di fecondazione di tipo eterologo, unica tecnica ancora vietata in Italia, ma ci auguriamo che presto tale divieto sia cancellato grazie alle decisioni dei Tribunali nazionali e internazionali”. “Le associazioni – ha concluso - Amica Cicogna, Cerco un bimbo e Luca Coscioni con un collegio di legali da me coordinato stanno assistendo le coppie che tramite i tribunali chiedono l’applicazione di tecniche eterologhe vietate dalla legge 40/04”.  

 

DATI MONDIALI SOCIETÀ EUROPEA DI RIPRODUZIONE UMANA E EMBRIOLOGIA

25 mila coppie italiane all’estero ogni anno

Il turismo procreativo non conosce sosta in Europa, e soprattutto in Italia a causa delle restrizioni imposte dalla legge 40. Sono infatti circa 20-25mila le coppie con problemi riproduttivi che ogni anno vanno nelle cliniche di Spagna, Svizzera, Belgio, Slovenia, Repubblica Ceca e Danimarca per cercare di avere un figlio. Tra queste, si stima che quelle italiane rappresentino la maggior parte, il 32%, con circa 10mila cicli eseguiti ogni anno. A tracciare i contorni del fenomeno e’ Anna Pia Ferraretti, rappresentante italiano della Task Force istituita dall’Eshre (Societa’ Europea di Riproduzione Umana e Embriologia) sulla migrazione riproduttiva, al 26 meeting annuale dell’Eshre. Dall’indagine condotta presso le coppie straniere che si sono rivolte a 44 centri situati nei 6 Paesi europei destinatari del turismo riproduttivo, e’ risultato che le coppie sottopostesi a trattamenti di pma nel mese di osservazione sono state 1.230.

“Tenendo conto che i centri che hanno partecipato allo studio rappresentano circa il 50% dei centri che ricevono coppie straniere - spiega Ferraretti - possiamo affermare che, a livello europeo, il fenomeno coinvolga 20-25mila coppie l’anno solo nei 6 Paesi menzionati”. Non ha poi destato sorpresa, continua Ferraretti, “il fatto che di queste 1.230 coppie, quelle italiane siano le piu’ numerose: 391 coppie, pari al 32% del totale. In generale, possiamo stimare che sono circa 10.000 i cicli che le coppie italiane eseguono all’estero ogni anno”. I dati raccolti mostrano inoltre che le coppie italiane non vanno all’estero per effettuare trattamenti ‘estremi’, ma solo per cercare di avere un figlio all’interno di una coppia stabile, eterosessuale ed in normale eta’ riproduttiva. È solo nel 40% dei casi che le coppie escono dall’Italia per eseguire trattamenti illegali in Italia (donazione di gameti e embrioni), mentre il 60% si rivolge a centri stranieri per eseguire trattamenti leciti in Italia, ma che crede essere piu’ efficaci in Paesi dove esiste una legge piu’ liberale.

 

ESC I DIRITTI SESSUALI SONO DIRITTI UMANI
Il 22 maggio si è tenuta la cerimonia di chiusura dell’undicesimo congresso dell’ESC (European Society of Contraception and Reproductive Health) in cui è stata presentata “La Dichiarazione dell’Aja sulla sanità sessuale e riproduttiva in Europa”: il punto focale emerso è che l’ESC desidererebbe garantire che la contraccezione non fosse considerata soltanto come mezzo per impedire una gravidanza non desiderata, bensì come condizione preliminare per il piacere sessuale e la soddisfazione sessuale senza il timore di una gravidanza non desiderata. Accanto a ciò è venuto fuori la preoccupazione per una mancanza di prevenzione concreta della violenza verso persone in ragione del proprio stile di vita sessuale, delle preferenze sessuali, del sesso, dell’identità sessuale, degli orientamenti sessuali e dello stato matrimoniale.

L’Assemblea Generale dell’ESC, dunque, al fine di affermare i diritti sessuali come diritti umani, dichiara di adottare “La Dichiarazione dei diritti sessuali”, pubblicata dalla International Planned Parenthood Federation (IPPF), nella quale sono enunciati sette principi base per un quadro dei diritti sessuali come parte integrante del canone dei diritti umani.

• La sessualità è parte integrante della personalità di ogni essere umano; per questo motivo occorre creare un ambiente favorevole permettendo ad ognuno di usufruire di tutti i diritti sessuali quale parte del processo di sviluppo.

• I diritti e i sostegni garantiti ai minori di diciotto anni sono diversi da quelli degli adulti e devono tener conto delle capacità evolutive del minorenne di esercitare personalmente i propri diritti.

• La non discriminazione mette l’accento sulla piena tutela e promozione dei diritti umani.

• La sessualità, e il piacere che ne deriva, è un aspetto essenziale della persona umana, indipendentemente dalla volontà o meno di procreare.

• Assicurare a tutti i diritti sessuali include l’impegno alla libertà e alla protezione contro le offese.

• I diritti sessuali possono essere soggetti unicamente alle limitazioni stabilite dalla legge allo scopo di assicurare la dovuta riconoscenza e il rispetto dei diritti e della libertà degli altri e il bene generale in una società democratica.

• L’obbligo di rispettare, tutelare e attuare pienamente tutti i diritti e libertà sessuali.
 

Giovedì, 8 luglio, 2010 - 18:24
Eccetto dove diversamente specificato i contenuti di questo sito
sono rilasciati sotto la licenza Creative Commons: Attribuzione della paternità

Licenza Creative Commons

cc Associazione Luca Coscioni, via di Torre Argentina, 76 - 00186 Roma, Italia.
Tel. 06 689 79 286, Fax. +39 06 23 32 72 48, Email info [at] lucacoscioni.it
Posta Certificata: associazionelucacoscioni [at] pec.it