Vrso il Congresso online

Porre fine allo (s)governo della salute

Marco Cappato

Si è iniziata a creare nei laboratori e tra i malati una rete nonviolenta, da potenziare anche attraverso le tecnologie digitali

Un governo alternativo, capace di investire e costruire sulla libertà e responsabilità dei cittadini, non potrebbe prescindere dall'unica forza che ha dimostrato di credere nello Stato di diritto

La salute dei cittadini e la ricerca scientifica in Italia sono (s)governate - da ben prima dell’avvento di Berlusconi - nel segno dell’assistenzialismo e del clericalismo, egemoni negli ospedali, nelle università, nei centri di ricerca. Le crociate contro la pillola RU486 o per far sì che l’ora di religione serva a concedere vantaggi a chi la frequenta sono i colpi di coda di sessant’anni di un regime partitocratico e clericale dal quale è urgente ormai liberarsi.

 

Perché non dire, allora, che un governo alternativo, capace di investire e costruire sulla libertà e responsabilità dei cittadini, non potrebbe prescindere dall’unica forza politica che non solo ha dimostrato di credere nello stato di diritto e nella democrazia, ma ha anche saputo governare grandi questioni sociali attraverso l’iniziativa referendaria? Il Partito radicale nonviolento transnazionale e transpartito, del quale l’Associazione Luca Coscioni è soggetto costituente, è impegnato in un nuovo satyagraha - azione nonviolenta, per l’affermazione della verità- volto a mettere in luce le ragioni, l’opportunità e la forza di una candidatura radicale al governo del Paese, per liberarci da un regime che sta in piedi solo grazie alla violazione di ogni regola e senso dello Stato, in nome della ragion di Stato.

Luca Coscioni prima e Piero Welby poi hanno posto con nuova forza e urgenza nell’agenda politica italiana i temi essenziali di una politica liberale e laica, dalla ricerca sulle cellule staminali all’eutanasia passando per le nuove tecnologie e modalità di assistenza per malati e disabili. Su queste iniziative si è iniziata a creare, attorno alla Associazione che porta il nome di Luca, una rete di cittadini - malati, disabili, scienziati- che negli anni, lottando con la nonviolenza nelle piazze e nei laboratori, nelle aule parlamentari e in quelle dei tribunali, hanno prodotto soluzioni di governo della salute e della ricerca. Questa rete militante avanza una seria candidatura a partecipare al governo alternativo di cui parlano i radicali.

Potrebbe sembrare una candidatura velleitaria soltanto a chi volesse ignorare la profonda sintonia che, nonostante la censura sistematica alla quale siamo sottoposti, continuiamo a registrare con il popolo italiano su tutti i temi relativi ai diritti civili. Questa candidatura ha bisogno di trovare, ora e subito, una valida forma organizzata, anche potenziando la rete militante attraverso le tecnologie digitali. È uno degli obiettivi del Congresso in Rete.
 

Giovedì, 10 settembre, 2009 - 10:39
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