Ru486: una vittoria radicale

A cura di Andrea Carapellucci, Giulio Manfredi e Nathalie Pisano.
Prefazione di Silvio Viale, postfazione di Emma Bonino. Pubblicato
dall’Associazione radicale Adelaide Aglietta.Ottobre 2009. Pp. 90.

La pubblicazione militante di questo “millelire” è un riassunto ragionato, nel quale si ripercorre quasi un decennio di iniziative animate da un gruppo di compagni e dirigenti politici radicali che, con il dottor Silvio Viale, hanno ideato e condotto una battaglia politica che sta portando all’introduzione anche in Italia dell’aborto farmacologico. Con 22 anni di ritardo sull’Europa e con almeno 10 di ritardo sulle prime iniziative in Italia, l’AIFA - l’Agenzia Italiana del farmaco - è giunta ad autorizzare un utilizzo già pienamente ricompreso nell’articolo 15 della legge 194 del 1978. Dalla prefazione di Silvio Viale:“È una vittoria, poiché, quali saranno i dispetti, i capricci e gli ostacoli che ministri, assessori, direttori sanitari o primari potranno inventarsi, il mifepristone - vero nome della RU486 - è ora finalmente un farmaco disponibile nelle farmacie degli ospedali. È una vittoria, anche se la vicenda non è ancora conclusa e la battaglia continua, e sarà certamente di lunga durata”; “La storia della RU486 nel nostro paese è un capitolo di vergogna politica, non solo per il fronte anti-abortista, ottusamente antiscientifico e illiberale,ma anche e soprattutto per chi per tanti anni ha fatto finta di niente, fino a farsi tirare per la giacchetta. E’, però, anche una storia di medici di grande coscienza, perbene e valorosi, che hanno impugnato subito la bandiera e l’hanno tenuta alta.”

Giovedì, 10 dicembre, 2009 - 18:13
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