La sperimentazione di Zamboni

di Carmen Sorrentino

 Negli ultimi mesi numerosi malati di sclerosi multipla si sono mobilitati per pubblicizzare una cura vascolare scoperta dal professor Paolo Zamboni dell’Università di Ferrara e che a detta di molti potrebbe curare la loro malattia. Quegli stessi malati hanno denunciato tramite i canali del social network che la diffusione di quella cura su larga scala sarebbe ostacolata da lungaggini burocratiche motivate da oscurantismo. La Regione Emilia-Romagna che ha finanziato la prima sperimentazione della cura è in procinto di finanziarne una seconda. Il 4 marzo scorso il ministro della Salute Ferruccio Fazio ha risposto a un’interrogazione sollecitata da Maria Antonietta Farina Coscioni per fare chiarezza sullo stato dell’arte. Questa la risposta di Fazio: “L’associazione tra insufficienza venosa cronica cerebro spinale (CCSVI) e sclerosi multipla (SM) evidenziata dagli studi dei Proff. Zamboni e Salvi è oggetto di attenzione da parte della comunità scientifica italiana e internazionale. La ricerca in questione, considerata molto promettente, è tuttavia in una fase iniziale. Pertanto, occorre effettuare studi multicentrici per confermare la frequenza di questa anomalia nella popolazione con SM rispetto ai controlli. Non ci sono evidenze che la CCSVI abbia un ruolo causale nella sclerosi multipla; tuttavia potrebbe essere implicata nella sua patogenesi. L’analisi della letteratura scientifica evidenzia una quantità molto limitata di dati a sostegno della tesi che la correzione chirurgica della CCSVI possa migliorare i sintomi della sclerosi multipla. Allo stato attuale, inoltre, non vi sono trials clinici che dimostrino con sufficiente robustezza l’efficacia e la sicurezza del trattamento dell’insufficienza venosa proposto dal Prof. Zamboni. La comunità scientifica italiana che lavora sulla sclerosi mutlipla è aperta alle nuove prospettive legate ai risultati dei Proff. Zamboni e Salvi, anche se al momento attuale sembra prematuro raccomandare tale tipo di intervento chirurgico come terapia di routine a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Per quanto riguarda l’ultima parte del quesito ho trasmesso tale problematica al Consiglio Superiore di Sanità (CSS) per il parere di competenza. Il CSS ha iniziato l’esame che avrà un successivo approfondimento da parte della Sezione II nelle prossime settimane”. Da parte sua l'assessore alle politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna Giovanni Bissoni ha inviato una nota ai diversi malati di sclerosi multipla e loro familiari che avevano chiesto un intervento della Regione al riguardo, spiegando perché la RER ha concordato un’ulteriore sperimentazione di verifica del metodo terapeutico proposto da Zamboni che coinvolgerà molti più malati e che comincerà nelle prossime settimane. Le lettera è presente in versione integrale sul sito: www.saluter.it/wcm/saluter/news/notiziedallaRegione/2010_g ennaio_aprile/29Bissoni_lett_sclerosi_multipla.htm 

Giovedì, 18 marzo, 2010 - 19:05
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