Una baia per la legalità

di Luca Nicotra

Già oggi milioni di italiani condividono quotidianamente musica, film, programmi, testi, creando un sistema che consente un accesso universale a una sterminata quantità di dati e informazioni. E’ arrivato il momento di far emergere tutto ciò dall’illegalità in cui è costretto.

Difficile che un musicista jazz non possieda una copia del Real Book, la raccolta degli spartiti dei temi musicali più noti del jazz, compilata clandestinamente negli Stati Uniti negli anni Settanta. Nessuno sa con precisione chi ne sia l’autore e molte aggiunte successive sono state fatte da studenti e altri musicisti. Due dati certi sono che è stato compilato ignorando completamente il diritto degli autori dei pezzi contenuti e che, circolando fotocopiato e in modo del tutto pirata, è diventato negli anni il punto di riferimento di ogni musicista, stimolando la passione musicale di molte generazioni. Un esempio di come la libera condivisione, anche quando viola le attuali normative sul diritto d'autore, può essere una preziosa fonte culturale, una sorgente di interesse, un nucleo attorno al quale si crea un mercato.
Oggi la battaglia non è più combattuta a colpi di fotocopie, ma sulle reti web, tramite i sistemi di file sharing. Milioni di italiani condividono quotidianamente musica, film, programmi, testi, creando un sistema che da accesso a tutti gli utenti della rete a una sterminata quantità di dati e informazioni. Illegalmente. Offrendo a persone stimoli con cui mai sarebbero venuti a contatto, ma anche il rischio di venire incriminati per un comportamento che percepiscono come assolutamente legittimo. Se a questo aggiungiamo che sono ormai moltissimi gli economisti che spiegano come nuovi modelli economici siano possibili in un sistema basato sulla libera condivisione, rimangono davvero poche le argomentazioni dei difensori dello status quo. I radicali, grazie al contributo dell'associazione Agorà Digitale, hanno deciso di fare una priorità di questa battaglia per togliere dalla illegalità milioni di italiani e convincere che nuovi modelli di remunerazione sono possibili, nel rispetto delle legittime aspirazioni di autori.
P.s. La nostra assemblea costitutiva si è tenuta a Chianciano Terme in occasione dell’ultima assemblea dei Mille, promossa dai radicali ma cui hanno preso parte centinaia di “auto-convocati”. Anche a seguito della nostra presenza in quella sede, l’ultimo comitato nazionale di Radicali Italiani ha approvato una raccomandazione “pirata” – che potete leggere nelle pagine che seguono - sulla legalizzazione del file-sharing e l’abolizione del monopolio Siae, ricordando i progetti di legge in materia già presentati dai parlamentari radicali.
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Mercoledì, 29 luglio, 2009 - 16:44
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