Urge l'anagrafe dei direttori sanitari

Maria Antonietta Farina Coscioni

Occorre cambiare le modalità di selelzione

L’informazione, la conoscenza, la trasparenza, la possibilità di sapere per poter giudicare, è uno dei punti cardini per ogni democrazia; è un discorso che vale in generale e maggiormente per quanto riguarda la sanità. Il cittadino ha il diritto di sapere, di essere informato su questioni che riguardano direttamente la sua vita o quella dei suoi cari; ed è dovere dell’istituzione garantire questa conoscenza, questa informazione.

Non c’è dubbio che tutte le distorsioni, le inefficienze, gli sprechi, le carenze di cura,di assistenza, le corruzioni che abbondano nel mondo della Sanità non si manifesterebbero nelle forme che sappiamo - e possiamo leggere quasi ogni giorno sui giornali - se fosse garantita maggiore conoscenza e informazione.
E se la iniziativa dei radicali ha da questa legislatura proposto a tutti i livelli delle istituzioni comunali, provinciali, delle regioni, dello Stato, la istituzione della APE (Anagrafe pubblica degli eletti) e dei nominati, è più che mai necessaria, urgente e opportuna la istituzione di una sorta di anagrafe dei Direttori Sanitari, delle strutture ospedaliere, dei medici ospedalieri in attività intramoenia, dei medici di medicina generale ecc., solo per citare alcuni aspetti.

Che non significa solo, per chi ricopre una carica pubblica, conoscere il reddito, i beni di cui si dispone; ma anche i criteri che vengono adottati per la scelta degli amministratori, e le decisioni che si assumono.
La sistematica e brutale occupazione da parte della partitocrazia di qualsiasi posto pubblico nel campo sanitario comporta una situazione insostenibile per i costi e lo sperpero di pubblico denaro; inaccettabile per le disfunzioni che vengono pagate dal cittadino; e anche ingiusto sotto il profilo diciamo così dell’etica, se è vero che si viene scelti, nominati, non in base alle capacità manageriali e al merito, quanto per l’appartenenza e la fedeltà politica.

Tutto questo evidentemente deve finire. Perché questo meccanismo si riflette a cascata o per meglio dire a piramide su l’intera struttura e si ripercuote negativamente su chi sta alla base di quella piramide ovvero il cittadino utente, con conseguenze deleterie sia per la salute degli stessi sia per il corretto utilizzo delle risorse che essi contribuiscono ogni giorno a finanziare.
Alla Camera dei deputati all’inizio di questa legislatura ho presentato una proposta del legge (n. 278) insieme ai colleghi deputati radicali, per la riforma delle procedure di selezione dei direttori generali delle aziende sanitarie locali e delle aziende ospedaliere. Proposta di legge che intende scardinare completamente il meccanismo delle nomine sostituendolo in modo radicale.
E a fronte degli innumerevoli scandali che squassano il mondo della Sanità, e anche i non pochi casi di cosiddetta malasanità di cui riferiscono telegiornali e giornali, bisogna riconoscere che il nostro paese presenta anche un’eccellenza sanitaria tra le migliori al mondo, e un soddisfacente livello complessivo.

C’è tuttavia una carenza vistosa cui occorre porre rimedio: la vera proposta riformatrice del professor Marcello Crivellini, è costituita dall’introduzione di un sistema “valutazione-informazione-scelta” a tutti i livelli del sistema sanitario, in modo che il cittadino-paziente si trasformi in soggetto attivo e strumento di governo del sistema.
Dico questo anche perché emerge con sempre maggiore chiarezza l’esigenza di evitare ulteriori frammentazioni regionalistiche, e si realizzi compiutamente il diritto costituzionale della libertà di scelta e di pari accesso alle cure. Libertà di scelta che non può prescindere dalla piena informazione dei possibili e diversi approcci diagnostici e terapeutici. Quello che è in gioco oggi è lo stesso concetto di salute come diritto garantito a ogni essere umano nell'ambito della libertà di cura così come è sancita dall’articolo 32 della Costituzione.
La tutela della salute della popolazione, l’umanizzazione, la personalizzazione e la sostenibilità dei trattamenti si basano sulla centralità del paziente nella scelta delle cure.
Questioni che vanno affrontate, nodi che vanno finalmente sciolti.
 

Mercoledì, 8 luglio, 2009 - 13:17
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