Caro Piergiorgio, la tua associazione non demorde

di Giulia Simi

Tra pochi giorni sarà trascorso un anno dalla morte di Piergiorgio Welby. Piergiorgio, pieno di curiosità verso la vita, chiedeva alle persone che gli erano accanto di intervenire e di porre fine, per amore verso di lui e secondo legge, al suo dolore disumano. Chiedeva, per usare le sue stesse parole, "una morte opportuna". In quegli stessi giorni in molte piazze i Radicali Italiani e l'Associazione Luca Coscioni uscivano con i tavoli per raccogliere le firme su una petizione che chiedeva al Parlamento di realizzare un'indagine conoscitiva sulla consistenza del fenomeno dell'eutanasia clandestina nel nostro Paese e che venisse al più presto messo all'ordine del giorno delle Camere l'esame delle proposte di legge già depositate in materia di eutanasia. Primo firmatario di questa petizione era Piergiorgio Welby. Come non ricordare l'impatto emotivo ed intellettuale che la vicenda di Piergiorgio ha suscitato; sembrava che fosse giunto il momento anche in Italia di aprire un dibattito non ideologico sulle questioni di fine vita, sull'eutanasia, sull'accanimento terapeutico e il testamento biologico. E infatti in poche settimane furono raccolte più di 30.000 firme, tra cui quelle di moltissimi medici. Nonostante tutto questo, poche ore prima che Welby decidesse di morire, la classe politica decise di ignorare ciò che la società conosce da tempo, decise di ignorare la sofferenza dei malati terminali e delle loro famiglie. Alla richiesta di indagine conoscitiva, presentata dall'on. Donatella Poretti della Rosa nel Pugno, le commissioni Affari Sociali e Giustizia della Camera risposero semplicemente : "no, grazie, non ci interessa!" Ad una indagine seria, primo passo verso la conoscenza e la regolamentazione del fenomeno, si preferì un ciclo di audizioni informali sulla tutela della dignità della persona morente. L'Associazione Luca Coscioni, convinta della necessità di tale indagine, ha deciso di sottoporre la richiesta all'attenzione degli assessori alla Sanità di molte Regioni. In questi mesi abbiamo avuto colloqui con gli assessori di Toscana, Umbria, Emilia Romagna e con la Presidente del Piemonte. Anche su questo fronte, almeno per ora, i risultati non sono stati incoraggianti. La risposta che abbiamo ricevuto è stata immancabilmente la stessa: "la vostra richiesta è ragionevole, la capiamo, ma prima di darvi una risposta dobbiamo approfondire la questione". Scontato dire che l'approfondimento era un modo per prepararsi meglio a rifiutare la proposta, giudicata politicamente "non opportuna". Altrettanto difficile è il cammino in Senato della legge sulle decisioni di fine vita. L'obiettivo dovrebbe essere quello di affermare il principio della piena capacità di autodeterminazione del cittadino, un ostacolo per ora insuperabile nonostante la volontà e l'onestà intellettuale del Presidente Ignazio Marino. E' da un anno che nella sua Commissione si dibatte la questione e la stessa Associazione Luca Coscioni, che insieme all'Associazione degli utenti e dei consumatori ha presentato una sua proposta, è stata convocata per un'audizione. Proprio per il rapporto di stima e di fiducia che abbiamo con il Presidente Marino non possiamo non dirgli che la ricerca di un testo "largamente condiviso" su una questione del genere non porta da nessuna parte. Questo è stato anche l'anno di Giovanni Nuvoli. La richiesta di Giovanni era la stessa di Piergiorgio ma la sua vicenda è stata, se possibile, ancora più drammatica. La magistratura, decidendo secondo legge, ha consentito di porre fine alla tortura di un'esistenza ormai intollerabile, ma rimane un miraggio il diritto del cittadino a sospendere le cure e a morire in modo "naturale". L'Associazione Luca Coscioni è impegnata a continuare la battaglia su tutte le questioni che riguardano le decisioni di fine vita, utilizzando i canali istituzionali e giudiziari, coinvolgendo i cittadini, cercando anche di portare la sua battaglia sul piano transnazionale, come si è fatto questa estate con la convocazione del convegno di Bruxelles, grazie al quale si è cominciato a creare un network europeo, e non solo, su questo fronte. Caro Piergiorgio con tristezza ti ci diciamo che siamo ancora lontani dall'obiettivo, ma la tua Associazione non demorde. .

Lunedì, 3 dicembre, 2007 - 16:01
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