Casavola, lei mi dimissiona senza ragioni nè logica

di Elena Cattaneo

Gentile Prof. Casavola ringrazio per queste parole belle e per i buoni auspici ma c'è un fatto, per me grave: la sottoscritta, insieme, agli altri due ex Vicepresidenti è stata dimissionata e io continuo a non trovare spiegazioni valide per questo. Quindi, per la prima volta, con questo testo che ho scritto la scorsa notte, intendo esprimere la mia interpretazione dei fatti, interpretazione che non è mai arrivata al Governo perchè io volevo parlarne prima, qui, in Plenaria e con Lei. In relazione ai recenti eventi vorrei chiarire puntualmente, a Lei e ai colleghi del CNB, la mia po- sizione in merito ad alcuni "fatti e concetti". Lo farò analizzando 6 punti: 1. La Correttezza Istituzionale; 2. I fatti; 3. L'Autorevolezza Etica; 4. Le Motivazioni; 5. Alcune considerazioni generali sulla gestione del CNB; 6. Il Giro di boa e i nuovi Vicepresidenti 1. DIMISSIONAMENTO: la Correttezza Istituzionale passa attraverso Comunicazioni Ufficiali. Va premesso che Lei, prof. Casavola, ha un passato ed una esperienza Istituzionale che non può dimenticare e che la mettono in una posizione di obbligo verso le correttezze formali. Invece, il 5 ottobre 2007, durante un mio viaggio negli Stati Uniti, sono venuta a conoscenza "a mezzo stampa" della decisione di "dimissionarci". Deliberazione da Lei proposta e poi assunta dal Governo. Senza una sua parola o comunicazione precedente. Questo mi ha molto amareggiato proprio perché proveniente da chi ha un passato come il suo. Non ne capisco lo scopo ma non lo credo uno scopo istituzionale "alto". In un certo senso, quindi, non doverLe più fare da Vicepresidente non è un particolare dispiacere e, comunque, questo è un fatto che non può essere lasciato cadere nel silenzio da parte mia. E non aggiungo la più semplice correttezza fra persone: anche questa venuta meno da parte sua. 2. I FATTI. Ancora oggi non posso porre questo evento in relazione ad alcun elemento avvenuto nelle 8 Plenarie dall'insediamento del CNB, né nelle rare sedute del Consiglio di Presidenza. Le ricordo che, anzi, il 3 ottobre 2007 lei ha inviato una lettera ai suoi Vicepresidenti ringraziandoli per la solidarietà. Due giorni dopo, senza che alcunché accadesse nel frattempo, leggo sui giornali che, a seguito del suo incontro con il Presidente Prodi è stata presa la decisione di cui sopra. Solo l'8 ottobre 2007 ricevo, come gli altri Vicepresidenti, la sua lettera con la quale ci metteva di fronte ad un dimissionamento di fatto, senza fornire alcuna plausibile motivazione. Alla data di stesura di questo testo, 25 ottobre 2007, quindi ben 17 giorni dopo la prima diffusione stampa, io non ho ancora ricevuto alcun provvedimento di revoca ufficiale. [...] Soprattutto, mi è incomprensibile cosa sia successo in quelle poche ore/giornate tra il 3 e l'8 ottobre, per passare da un ringraziamento ai suoi Vicepresidenti a un dimissionamento forzato dei medesimi. [...] Non posso fare a meno di notare, però, come questo "avvicendamento" sia molto vicino, almeno in quanto a date, ad una lettera indirizzatale dai Proff Corbellini, Neri e Flamigni e diffusa al CNB il giorno 18 settembre 2007 e che, anche io, leggevo per la prima volta, nella quale venivano esposte critiche circostanziate a operati solamente a Lei ascrivibili, in quanto decisioni da lei prese. Decisioni - e nomine - contestatele, di cui la Vicepresidenza (oltre che il CNB in toto) non era neppur minimamente stata fatta partecipe, né consultata (almeno, la sottoscritta e Cinzia Caporale). Non posso non notare anche che, a seguito di una fuga di notizie relative alla medesima lettera, il giorno 27 settembre 2007, a fine seduta del Consiglio di Presidenza che precedeva la plenaria, lei annunciava di volersi dimettere. Queste erano le uniche eventuali dimissioni citate e per tutta la durata del Consiglio di Presidenza, Lei non ha per nulla manifestato disaccordo coi Vicepresidenti i quali, a mio avviso, con assoluto garbo e rispetto, le manifestavano i loro pensieri e, alcuni tra loro, le loro perplessità derivanti da fatti citati nella famosa lettera. 3. AUTOREVOLEZZA ETICA DEL CNB: mi chiedo come sia possibile mantenere autorevolezza etica se non si affrontano "a viso aperto" le conseguenze delle decisioni prese. Noto invece che la plenaria odierna ha un O.D.G. che "ignora" questo "dimissionamento" e mi chiedo, tra l'altro, come si sentano i 40 colleghi del CNB. Non è una questione di contare gli "amici" o contare gli "indifferenti." Il punto per me singolare è che, di fatto, viene loro calato sulla testa un atto, evidentemente espletato in modo quantomeno strano, e neppure li si chiama ad una breve discussione. Sto parlando del CNB, organismo che si occupa di etica, non di un raggruppamento del dopolavoro o di un club di dilettanti. Almeno se ne discuta in plenaria, si propongano e si ascoltino ragioni. Mi chiedo se è così che si vuole conquistare e mantenere autorevolezza sul campo. Per me tutto questo e molto altro equivale a una gestione strana del CNB ma che, comunque, anche in questo caso, non mi pare ascrivibile ai Vicepresidenti. 4. MOTIVAZIONI ADDOTTE PER IL DIMISSIONAMENTO: (a) la dialettica, (b) la non difesa del Presidente, (c) la presunta vicinanza a chi non condivide le scelte del Presidente (d) un miglioramento della funzionalita' dell'Ufficio di Presidenza. (a) - Nella sua lettera dell'8 ottobre il tutto si riduce testualmente a questo concetto: "Il Vostro alto profilo intellettuale e di personalità non ha potuto dare, per la dialettica interna tra Voi, quella compattezza all'azione della Presidenza...". Verrebbe da chiedere: nel frattempo lei dov'era? Comunque proviamo a ripensare alla dialettica: arte del ragionare, arte dell'argomentare, logica razionale. Questa è stata la dialettica fra Vicepresidenti (per quel che si è potuto fare), non una "contrapposizione", leggibile così solo se si pensa di inscatolare il CNB. La dialettica è invece elemento ovvio, direi imprescindibile - e di ricchezza, caso mai - anche vista la differente estrazione culturale e le differenti esperienze e competenze professionali dei tre vicepresidenti. E sta a Lei, presidente Casavola, espanderla e organizzare un CNB in modo che sia dialettico e non monocratico. Con questa dialettica fra Vicepresidenti, alcuni ma non tutti i Vice (evviva il pluralismo) hanno cercato di farle capire, quando siamo riusciti a parlarle e finalmente ad avere un vero Consiglio di Presidenza (solo il 27 settembre 2007), che Lei stava seguendo una strada, a nostro avviso, "pericolosa" e soprattutto "povera" per il CNB. Poi Lei avrebbe deciso come credeva, e come ha fatto, ma noi avevamo il dovere di renderle noti alcuni fatti di cui Lei, per sua stessa incredibile ammissione, non era a conoscenza, eppure ha agito e scelto lo stesso: un esempio per tutti, il fatto che il prof. Bruno Dallapiccola (una delle nomine che le venivano contestate, anche per la mancanza di comunicazione formale al CNB prevista dal Regolamento) fosse non solo un membro del CNB ma anche il Presidente di "Scienza e Vita". Perché Lei stesso ci ha detto di non sapere ciò quando lo ha nominato. Ci avesse consultati, avrebbe potuto decidere di nominarlo lo stesso, ma almeno ne avrebbe conosciuto meglio la situazione, e la collocazione, questa sì, palesemente "politico ideologica". [...] (b) Sembra poi comparire anche un'altra motivazione, da lei addotta, per i "dimissionamenti": i suoi Vice non lo avrebbero difeso. Ma, oltre a manifestarle la nostra umana solidarietà, come persona, quando ha ricevuto critiche "a mezzo stampa" (pure lei), a me personalmente è risultato difficile (e non vedo perché poi avrei dovuto farlo) difendere un Presidente indifendibile su alcuni aspetti che le riassumo: - modalità con cui ha effettuato nomine (di cui già detto) senza che i suoi vicepresidenti fossero informati e, anzi, mettendoci per esempio nell'imbarazzo di non potere nemmeno rispondere ai colleghi del CNB che chiedevano chi le avesse fatte - disinformazione, da lei stesso dichiarata, nei confronti delle nomine che ha effettuato - evidenza lampante e incontrovertibile di quanto sopra (la lettera a Corbellini ad esempio) - mancanza assoluta di consultazione (almeno per avere informazioni) con i suoi Vice sulle nomine e su altro. Nell'insieme questo a me sembra un modo di agire che ha creato confusione tra le persone. (c) Sempre nella sua lettera dell'8 ottobre 2007, per dare corpo alla sua motivazione di non essere stato difeso, lei si riferisce in particolare ai suoi vice Cattaneo e Caporale, definendole "vicine allo schieramento di chi l'ha contestata e immaginandosi un certo imbarazzo no- stro". Ha detto e fatto tutto da solo. Da parte mia, le confermo, nessun imbarazzo. [...] Parlo per me: io non ho nessun schieramento politico da difendere né, come avrà potuto vedere in occasione di questo dimissionamento, nessuno schieramento politico a mio sostegno. Ho avuto incarichi dal governo di centro destra e incarichi dal governo di centro sinistra, per il semplice fatto di essere uno "scienziato e basta". Il che mi è sufficiente per accettare questi momenti di servizio. Ma che mi è anche sempre stato di obbligo, come o forse più che ad altri, e senza trovare alcun impedimento anzi nella mia fede cattolica, ad essere portavoce laico all'interno del CNB, e altrove, quando la scienza viene chiamata in causa. (d) Una ulteriore motivazione che traspare dalla sua lettera dell'8 ottobre è la necessità di una migliorata funzionalità della Presidenza. Mi sarebbe piaciuto sapere prima che lei era dell'idea che la funzionalità della Presidenza andasse migliorata, ma non l'ha mai segnalato. Avrei potuto capire cosa c'era che non andava e forse migliorare. Ma a questo proposito ho io qualcosa da dire e lo affronto al punto 5. 5. ALCUNE CONSIDERAZIONI GENERALI SULLA GESTIONE DEL CNB. Propongo lettura circostanziata degli eventi analizzando l'attività di questi 6 mesi. (a) aspetti organizzativi: i Consigli di Presidenza. Il primo Consiglio di Presidenza a cui ho partecipato si è svolto nella mezz'ora antecedente la plenaria del 12 febbraio 2007. Precedentemente e successivamente lei aveva, infatti, instaurato una modalità di convocazione del Consiglio "dall'oggi al domani", per non dire che di alcune riunioni non sono nemmeno stata informata. Dopo le mie - mi sembra fin troppo garbate segnalazioni - ho cominciato a ricevere telefonate in cui mi si informava che di lì a poche ore vi sarebbe stato un Consiglio di Presidenza. Inutile dire che l'attività di ricerca ha ben altri ritmi e obblighi morali e professionali per poterli interrompere così, senza agenda né preavviso. [...] Ho più volte chiesto e infine ottenuto - per una volta e solo a giugno - che la segreteria della presidenza organizzasse la riunione in video conferenza, grazie alle quali si sarebbe potuto essere più efficienti, oltre che risparmiare tempo e soldi allo Stato. Solo in una occasione siamo riusciti ad effettuarla, a giugno, a vita del CNB già ben avviata, nella quale sono stati discussi, con serenità e opinioni diverse, aspetti secondo me rilevanti. Questa videoconferenza - e il Consiglio del 27 settembre - sono state le uniche due riunioni del Consiglio di Presidenza ufficialmente da lei convocate dando il tempo a tutti i vicepresidenti di organizzarsi e partecipare. Questa è la sintesi delle sue attività di convocazione del Consiglio di Presidenza. Ricordo che la riunione del Consiglio di Presidenza del 27 settembre è stata convocata a seguito di mia sollecitazione del 4 settembre, andata silente, e seconda sollecitazione del 20 settembre. Mi permetta quindi di avere perplessità circa l'ipotesi che la funzionalità della Vicepresidenza dovesse essere migliorata. (b) Aspetti di contenuto: le Mozioni. Non possiamo fingere: l'attività del CNB finora è stata caratterizzata da una mozione già da molti definita "inutile", di scarsa rilevanza nazionale, povera di contenuti scientifici, contraddittoria e provocatoria nella sua forma. Soprattutto, quest'ultimo è il punto che più mi ha colpito: una mozione per me nata dalla distorsione dei fatti, dall'immaginazione di chi vede "ricercatori affamati di ovociti" ovunque, come è stato detto. Ho sin dall'inizio manifestato i miei dubbi per come questa mozione è stata proposta, dubbi ribaditi e motivati in quell'unica occasione di videoconferenza. Nonostante ciò, e per dare a tutti la possibilità di proporre questioni che ritenessero opportune di discussione, come Vicepresidente, non mi sono inizialmente opposta a che venisse ripresentata e integrata da ben altri concetti che speravo fossero un po' più circostanziati dal punto di vista scientifico (che è poi il motivo per cui ho accettato di essere parte del CNB) e leali verso il cittadino che legge. Ma niente. E quella mozione, che a mio avviso mina l'autorevolezza del CNB, non è stata ritirata, e la discussione si è fatta litigiosa e provocatoria e spostata su altri piani. Era Lei che doveva, a mio avviso, più saldamente guidare la nave. Questo evento ha per me, ma anche internazionalmente, siglato in modo negativo il profilo di lavoro di questo CNB. Si è arrivati, quindi, alla seduta "tempestosa" del 25 maggio. Una seduta durante la quale ho avvisato, prima che si iniziasse la votazione, che non mi sarei prestata a partecipare - da vicepresidente - ad una "votazione squalificante" per il CNB e "pretestuosa" per i contenuti. Si badi l'annuncio di assenza dal voto era stato dato anche da Caporale addirittura in una seduta precedente e poi ribadito. Questo anche a tutela di chi, nel CNB, si sarebbe visto oscurare il parere pur non volendosi far coinvolgere in questioni così pasticciate. Mi sono comportata coerentemente con quanto avevo preannunciato e ho lasciato l'aula. E con me, le ricordo, anche uno dei nuovi vicepresidenti da lei scelti a sostituirci. Il 30 maggio i membri del CNB, tutti, ricevono la sua missiva in cui lei si dice "... preoccupato delle divisioni e degli schieramenti". Tardivo anche questo. Forse non avrebbe dovuto lasciar andare il CNB alla deriva in questo modo. Forse avrebbe dovuto ascoltare e comprendere la "dialettica" proposta dai suoi vice presidenti di allora. Un altro punto della sua lettera del 30 maggio evidenzia la sua impressione che "..taluni si comportano come se il CNB fosse un organo di rappresentanza politica", un punto che ribadisce nella sua del 19 giugno che manda ai Vice, in cui li prega di lavorare prescindendo da schieramenti. Temo lei non abbia proprio capito, Presidente Casavola. Come ho già detto, molti, tra quei "taluni", e certamente la sottoscritta, stavano difendendo ben più di (per me non interessanti) schieramenti politici. Era in gioco quello in cui molti di noi credono fermamente: evitare che il CNB si trasformi in un "tribunale morale che spara sentenze" (per giunta di bassa qualità intellettuale) contro la Scienza. (c) Aspetti di comunicazione interne e verso l'esterno. Le attività del CNB verso maggio si caratterizzano anche per le ripetute richieste di alcuni membri di conoscere chi avesse nominato il Prof. Dallapiccola a rappresentare il CNB nel comitato di revisione della legge 40 presso il Consiglio Superiore di Sanità. Mi parevano richieste legittime. Dopo la seduta di luglio, durante la quale lei aveva sostenuto di non esserne a conoscenza, appaiono le sue scuse. Aveva sbagliato, la nomina era stata sua e nel carteggio, evidentemente poco organizzato della segreteria, questa "piccola" nota è sfuggita. Preoccupante. Le chiedo se questa è funzionalità, se questo è colpa dei vice presidenti, oppure se non è stato elemento di forte imbarazzo per loro, soprattutto visto la veemenza con cui lei ha attaccato chi le aveva chiesto spiegazioni. Peraltro dovute, da Regolamento. Notavo, in agosto, da un comunicato stampa, che il Vicepresidente Marini figurava come rappresentante per il CNB presso un altro organismo. Ho quindi chiesto allo stesso chi lo avesse nominato. Mi ha confermato che la nomina è stata sua. Di nessuna di queste nomine io ero a conoscenza né lo era Caporale. [...] Il 20 settembre torno a scriverle in quanto preoccupata per la mancanza di comunicazione e con il timore di affrontare la plenaria senza strumenti e concertazione con lei (nel frattempo era giunta la lettera dei Proff Corbellini, Neri e Flamigni). Più tardi in mattinata arriva la convocazione per il giorno e l'ora da me proposti. Ci sarebbe tanto altro da dire, e probabilmente lo farò in altra sede. Ora voglio affrontare un ultimo aspetto, legato al futuro del CNB. 6. IL GIRO DI BOA E I NUOVI VICEPRESIDENTI. Esaminato quanto esposto fin ora, e molto altro, mi sono quindi chiesta se dovessi legare il dimissionamento al fatto di avere dichiarato che avrei lasciato la seduta qualora la mozione oociti fosse stata messa ai voti e quindi di averlo fatto. Ma, se la logica ancora esiste, non può essere, visto che con me e altri è uscito anche uno dei nuovi nominati vicepresidenti. Non posso nemmeno legare il dimissionamento alla lettera dei Proff. Corbellini, Neri e Flamigni perché pur avendone anticipato alcuni aspetti ed espresso a lei le mie preoccupazioni per tempo e prima della famosa lettera, a seguito di una attenta lettura degli eventi ritenevo la lettera affrontabile e risolvibile con un impegno della presidenza alla massima attenzione agli aspetti formali e di rispetto di posizioni culturali diverse, inclusa l'eventuale presa di responsabilità sulla intera Presidenza per errori commessi. Così le dissi in sede di Consiglio del 27 settembre. La lettera dei Proff. Corbellini, Neri e Flamigni non poteva quindi essere la causa. Infine, mi trovo anche spiazzata dai nuovi vice presidenti che, con queste premesse e in una situazione tanto grottesca, almeno per me, manifestano una stupefacente leggerezza, quando chiedono "di voltare pagina" su quello che è, per modi e contenuti, ne più e ne meno che un atto di repressione, e mi chiedo come si possa, a prescindere da chi ne sia involontario protagonista, sorvolare così su questi aspetti ed essere membri di un comitato di bioetica e magari pure Vicepresidenti. Da questo momento tutte queste mie note e pensieri in relazione a questi fatti saranno pubblici.

Lunedì, 5 novembre, 2007 - 16:17
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