Caso CNB, caso Italia

Il "caso Cnb" rischia sempre più di divenire solo un ennesimo capitoletto del più generale "caso Italia". Ennesima dimostrazione - cioè - di una situazione diffusa di illegalità, che coinvolge gli organi istituzionali, ma anche l'informazione, fino a travolgere pure quello che dovrebbe essere un organo meramente consultivo del Governo: il Comitato Nazionale di Bioetica. I fatti. Di cosa stiamo parlando? Lo spiega in maniera esauriente la prof.ssa Elena Cattaneo nel suo intervento che pubblichiamo nelle pagine a lato. Al lettore basteranno poche date di riferimento. Il 29 settembre scorso tre membri del Cnb - Gilberto Corbellini, Carlo Flamigni e Demetrio Neri - scrivono a Francesco Paolo Casavola, presidente del Comitato, manifestando insoddisfazione per la gestione del Comitato ed in particolare per alcune nomine effettuate da Casavola negli ultimi mesi. Secondo i tre membri le modalità presidenziali "oltre ad essere state talora non rispettose del regolamento vigente, e comunque difformi da prassi ormai consolidate e persino dissonanti rispetto agli impegni" presi dallo stesso Casavola nell'assumere la carica, avrebbero "penalizzato" "valori e punti di vista morali che in democrazia hanno la stessa dignità culturale e politica" di quelli privilegiati dal vertice. La lettera, pubblicata sullo scorso numero di Agenda Coscioni, si chiudeva con l'augurio di un serio e imminente dibattito al fine di sottrarre il Cnb a eventuali strumentalizzazioni ed evitare il suo snaturamento. Detto, fatto. La cacciata. Non passano nemmeno 15 giorni che il presidente Casavola decide di dimissionare i tre vice-presidenti: Elena Cattaneo, Cinzia Caporale e Luca Marini. Una vera e propria rappresaglia, come risulta dalle motivazioni fornite per la sostituzione, in particolare di Caporale e Cattaneo: essere "vicine allo schieramento cui appartengono" i tre che hanno osato criticato la presidenza del Cnb. I dimissionati apprendono dai giornali che sarebbero stati sostituiti da Lorenzo D'Avack, ordinario di filosofia del diritto nell'Università degli studi Roma Tre, Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma, e Laura Palazzani, ordinaria di filosofia del diritto nella Libera Università Maria Ss. Assunta (Lumsa). All'estero. Anche Nature, una delle più eminenti riviste scientifiche internazionali, ha riportato la notizia, dando voce ai ricercatori italiani, i quali, scrive, "sono preoccupati che un rimpasto dell'ente consultivo di bioetica del Paese possa ostacolare una rappresentazione equilibrata della loro posizione etica in materia di ricerca sulle cellule staminali embrionali". (M.V.L.P.)

Lunedì, 5 novembre, 2007 - 16:18
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