Ceccanti: non c'è conflitto

La Corte Costituzionale si è pronunciata, respingendola, in Camera di Consiglio sull'accusa di una invasione di campo da parte della Magistratura nei confronti delle prerogative del Parlamento, in quanto la sentenza emessa da questa sul caso Englaro considerata una sentenza con valore legiferante. Stefano Ceccanti, membro della Commissione Affari Costituzionali e Professore Ordinario di Diritto Pubblico all'Università La Sapienza di Roma, spiega ai microfoni di Radio Radicale la pronuncia della Corte: "La cosa evidente a tutti è la rapidità e la brevità con cui la Corte ha deciso. La decisione, infatti, ha richiesto poche ore e non più di dieci righe, così com'è regola quando una richiesta è palesemente infondata. In particolare il giudice hanno usato tre argomenti, il primo si riferisce alla considerazione che un conflitto di attribuzione esiste, come indica la relativa legge del 1953, quando c'è un organo che esprime una volontà definitiva del potere a cui appartiene, condizione che in questo caso non era presente. Il secondo si riferisce alla considerazione che una sentenza non può essere considerata legge in quanto non ha un valore erga omnes; il terzo si riferisce alla considerazione che per sindacare la legittimità della sentenza era stata preso in considerazione il merito della sentenza, operazione che non era possibile porre in essere. Il Parlamento, con riferimento a questa situazione, è come se avesse detto che un giudice quando non c'è una norma che regola un caso specifico, non può fare niente, ciò che non è vero, in quanto, quando non c'è una norma che regola un caso specifico, il giudice deve rinvenire nell'ordinamento una norma che lo regoli al fine di non negare la giustizia ai cittadini. Questa vicenda non stava in piedi sin dall'inizio, si è solo perso tempo impegnando le commissioni parlamentari, tempo che magari poteva essere utilizzato per discutere una legge sul testamento biologico e non per fare una cosa che la Corte Costituzionale ha liquidato in poche ore e in poche righe".

Martedì, 4 novembre, 2008 - 13:50
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