Intervista a Chiara Pinatelli/ Gli effetti collaterali del proibizionismo

Chiara non vuole vedere un altro figlio morire

di Chiara Lalli

Sono la mamma di un angelo... Vivo a Roma con mio marito ed il nostro Paolo è volato via il 4 novembre scorso a neanche 4 mesi per una SMA 1. Non accetto l'idea che la sua vita sia persa così nel nulla; sto diffondendo nel mio piccolo, a quante più persone possibile, informazioni sulla SMA in particolare e sulle malattie genetiche in generale.Il 21 luglio scorso è nato il mio primo bambino, Paolo, con un parto rapido e fantastico.
Con lui abbiamo trascorso un'estate incantati, chiedendoci che avremmo fatto con lui nelle varie fasi della sua vita: quando il primo passo o il primo dentino, se la sua prima parola sarebbe stata mamma o papà, che lavoro avrebbe fatto da grande... Ovviamente (?!) nella nostra fantasia di genitori Paolo sarebbe stato un bimbo prodigio e probabilmente avrebbe fatto il presidente della Repubblica.
La nostra preoccupazione più grande era che diventasse un bimbo, poi un ragazzetto ed un uomo intelligente, simpatico, piacente... Io e mio marito discutevamo: motorino sì o no, uscite serali, fino a che ora? Illusi! A settembre le nostre domande sul suo futuro si sono trasformate: quando comincerà a tirare su la testolina da solo? Perché le gambine sono così moscette? Perché ha quel rantolino quando respira e ogni tanto diventa grigetto e sudato?

 

Qual è stata la risposta a queste domande?

Il pediatra, al ritorno dalle vacanze, ha capito subito che qualcosa non andava e gli ha fatto fare una visita neurologica con prelievo di sangue annesso. I due giorni in attesa della sentenza sono durati due mesi. Ci dicevamo che era tutto un errore, che Paolo stava benone; siamo perfino arrivati a vedergli muovere le gambe! Ma la sentenza purtroppo è arrivata, inappellabile: atrofia muscolare spinale di tipo 1... Paolo è morto per la prima volta il 14 settembre, per poi lasciarci per sempre il 4 novembre scorso.
Per nostra fortuna Paolo ha avuto bisogno di mangiare con il sondino nasogastrico solo per un paio di settimane e le sue crisi respiratorie erano brutte ma sporadiche. Perfino il giorno prima di andarsene, anche se lo aspiravamo in continuazione, era sereno.
Paolo ora è il nostro angioletto, può muoversi e respirare come qui con noi non avrebbe mai potuto fare. Siamo contenti di non aver voluto per il nostro bambino alcun tipo di accanimento terapeutico e di averlo "accompagnato" cercando di farlo stare il meglio possibile fino alla fine. È stato un gran privilegio averlo conosciuto e un grande onore essere stati i suoi genitori, il suo sarà per sempre il più bel ricordo. Ma se avessimo potuto evitargli tutte le sofferenze lo avremmo di certo fatto, anche se avesse significato non conoscerlo mai.

Se avessi saputo che era malato avresti abortito?

Sì perché avrei preferito che non nascesse mai, piuttosto che malato. Avrei abortito, ma soprattutto vorrei avere avuto la possibilità di scegliere ancor prima tramite la diagnosi di preimpianto. Vorrei che ci fossero più attenzione e più informazione (io non sapevo di essere portatrice sana di questa orrenda malattia mortale) verso le cosiddette malattie rare: in Italia c'è 1 portatore sano di SMA su 50 individui: sembra così poco? Un altro esempio: si stima che il 5% della popolazione italiana sia portatrice sana di fibrosi cistica.

Fare uno screening o effettuare una diagnosi prima dell'impianto eviterebbe di abortire...

Psicologicamente ed emotivamente abortire per ragioni terapeutiche fa molto effetto. Devi scegliere tra il far nascere un bambino malato, spesso gravemente e destinato a morire come Paolo, oppure l'interrompere quella gravidanza tanto voluta: è una scelta impossibile! Con la diagnosi preimpianto è possibile concepire un figlio sano. Perché mi è concesso abortire un embrione malato - quindi interrompere una gravidanza in queste condizioni - e, invece, non mi è permesso di non avviarla?

Che cosa è successo dopo la morte di Paolo?

Sono rimasta incinta 2 volte e ho avuto 2 aborti. Il primo spontaneo. Il secondo è stato drammatico - e non era nemmeno un aborto terapeutico perché ho fatto il raschiamento sapendo che non c'era niente di vivo in me (al Policlinico Gemelli, dove fanno solo i raschiamenti e non le interruzioni di gravidanza...). Immagino chi lo fa quando l'embrione, per quanto malato, è ancora vivo. Bella cosa sapere di doverlo abortire perché è malato!!!

Come ti sei accorta che qualcosa non andava nella gravidanza?

Ho fatto l'ecografia alla ottava settimana; le misure del feto erano giuste, ma non c'era il battito. Alla nona o decima settimana ho fatto il raschiamento. Ti portano in sala parto; vai nella stessa sala operatoria in cui fanno i parti cesarei. Senti i vagiti dei bambini appena nati. Dopo l'intervento ti mettono nella stanzetta per svegliarti dalla anestesia; sei vicino al letto di una donna con un bambino tra le braccia. Volevano farmi stare una notte ricoverata, io ho firmato contro il parere medico. Perché non si può fare la diagnosi di preimpianto? Non avrei dubbi su cosa fare, ma interrompere terapeuticamente è molto doloroso.
Sarebbe meglio non avviare la gravidanza, che interromperla con un figlio voluto ma malato. Raccontare la storia drammatica di Paolo significa anche contribuire alla informazione: i bambini con la SMA muoiono neri, soffocati. Sono fiera di essere stata sua madre, ma vederlo morire nero tra le mie braccia... Non avrei mai voluto che accadesse - anche se il prezzo altissimo sarebbe stato quello di non averlo conosciuto e amato. Mio figlio aveva gli occhi azzurri ma non muoveva le gambe, aveva un naso perfetto, era bellissimo, che fortuna!, meglio un mostro cagone che un bimbo immobile. "Speriamo che non sia brutto - pensavo durante la gravidanza - che a scuola non lo prendano in giro, che non porti gli occhiali". Non avrei mai immaginato di dover sperare che respirasse.

Giovedì, 5 giugno, 2008 - 10:59

commenti

un dolore insanabile

ciao carissima ho letto la tua storia e non ho potuto non ripensare alla mia. quando 6 anni fa ho scoperto che il mio bimbo era plurimalformato e affetto dalla sindrome di dandy-walker. la decisione , per niente facile , e' stata l' aborto teraputico a 22 settimane. ho avuto altri aborti spontanei e successivamente ho scoperto di essere portatrice di una traslocazione del cromosoma 14 e 15. oggi non ho ancora figli e con me portero' sempre il ricordo di quel piccolo angelo . con il cuore vi sono vicina e sono certa che bisogna che tutti noi che viviamo queste esperienze difficili e tristi dobbiamo smuovere questo paese da una legge senza cuore!!!

la scelta più difficile della nostra vita

Buongiorno Lucianna e Chiara, Settimana scorsa ho saputo che il mio bambino di 13 settimane era affetto da fibrosi cistica. Siamo entrambi i genitori portatori sani di fibrosi cistica, la mia mutazione essendo la pericolosa e comune DF508. Domani interromperò la gravidanza perché amo troppo questo bambino per metterlo al mondo. Soffrirò io insieme a mio marito, in silenzio e nella dignità. Ora dobbiamo considerare che in Italia ci sono molte donne che devono prendere questa mia decisione, orribile, ma saggia e responsabile a mio avviso. Perché portare le donne a tale sofferenza? Perché iniziare una vita che si deve necessariamente spegnere dopo 13 settimane? La chiesa è contro la selezione degli embrioni perché sono la vita e quindi non vanno buttati.... La chiesa sa come vive un malato grave di fibrosi cistica? La chiesa sa quante medicine al giorno, questi aerosol, quante infezioni devono conoscere i malati di fibrosi cistica? Sa cosa comporta per una madre far nascere un bambino sapendo benissimo che sarà malato fin dalla nascità? E questo sarebbe un atto di fede? Io sono credente e domani farò un grande atto di fede e d'amore, il più grande mai compiuto nella mia vita. Metterò fine all'esistenza del mio bambino perché è destinato a soffrire e morrire. Lo amo dal più profondo del mio cuore e non lo dimenticherò mai. Quando un giorno guarderò i suoi fratelli e le sue sorelle sane, tutta questa tragedia prenderà il suo senso. Riguardo a future gravidanze, con mio marito andremmo all'estero per la selezione dell'embrione perché abbiamo la fortuna di avere dei genitori che economicamente ci aiuteranno. Ma il mio pensiero va a tutte le donne che non hanno questa opportunità, che ogni volta devono sfidare la natura, perché in Italia non si fa la diagnosi preimpianto. Io credo che Dio dall'alto sia arrabbiato, molto arrabbiato, perché in nome suo la chiesa commette le più grandi ingiustizie di questo mondo.

Amate i vostri figli fino a farli vivere

Ciao Caroline, ho letto la tua storia e avrei voluto conoscerti prima di Giugno. Sono una donna affetta da fibrosi cistica (forma completa) e poche settimane fa ho partotito una bellissima bambina. La fibrosi cistica è una malattia dura e complicata ma non è impossibile viverci con serenità, con molta forza e coraggio ma con serenità. Sono felice che i miei genitori mi abbiano portato al mondo e che abbiano lottato con me, che continuano a lottare con me insieme a mio marito ed ora alla mia bambina. La vita, per quanto dura, merita di essere vissuta e tutti ne abbiamo il diritto!!!

dispiacere

sono una mamma di 30 anni di un bimbo di 3 e di un angelo che ho dovuto purtroppo lasciar andare via con aborto terapeutico al 4 mese perchè senza un braccio e l 'altro mal formato...sono una donna molto fortunata perchè ho due figli uno qui vicino a me e l altro su nel celo che ci protegge in tutti gli attimi che scorrono...ma la cosa che volevo dire è che ho amici con una bimba di quasi 3 anni malata di SMA di 1 livello ed è una cosa orribile vederla soffrire in quel modo perchè bellissima ed intelligentissima...ma purtroppo non cammina è molto magra e poi non si può tenerla facilmente in braccio...credetemi io sono molto scioccata dal fatto di aver dovuto rinunciare al mio secondo bimbo ma so che lassù insieme ad altri angeli come Paolo stanno bene. Ho paura tanta paura ma la vita è paura però bisogna affrontarla perchè le brutte cose non succedono sempre agli altri... saluti Lucianna
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