L'appello degli studenti Coscioni

Chiediamo legalità anche per i fondi agli studenti

di Annalisa Chirico (uni@associazionecoscioni.org)

Le regole si rispettano. Ce lo insegnano sin da bambini. Eppure non sempre il patto sociale "tiene", né la morale privata obbedisce. Del resto, chi non ha mai violato una norma? Il desiderio di trasgredire esercita pur sempre il suo potere di fascinazione anche verso le anime più pie e insospettate.

Capita così che ogni anno vengano assegnati dei fondi destinati alle attività culturali e sociali che gli studenti, in tutte le università, propongono e realizzano. Alla Luiss Guido Carli di Roma non va diversamente. Le iniziative sono finanziate dall'Università privata sulla base delle disponibilità del budget relativo all'anno di assegnazione dei fondi. Le richieste di finanziamento possono essere presentate da associazioni e gruppi studenteschi in ottemperanza a una serie di requisiti dettagliatamente elencati nel mitico e famigerato Regolamentus maximus; nient'altro che un regolamento di otto articoli, che, nel rispetto della legge 429 del 1985, definiscono la procedura di concessione dei fondi gestita dalla Commissione per il diritto allo Studio dell'ateneo romano. La competizione per queste prestazioni finanziarie è intensa e, come sempre, stimolante per la fantasia e l'intraprendenza degli studenti.

Tra i vari giornali ve n'è uno, il "Frondista", che da due anni si ripropone a delle menti talvolta sonnecchianti grazie all'autotassazione dei suoi redattori. Proprio così, in ossequio al principio di sussidiarietà orizzontale, ci autorganizziamo e, mentre uno va in tipografia e un altro si occupa dell'impaginazione, qualcun altro raccoglie la salata gabella per la pubblicazione. Sia chiaro: abbiamo provato a ottenere i fondi lo scorso anno, ma senza successo. La storia assume un profilo fosco quando scopriamo che tra le attività finanziate per il 2007-08 c'è anche una testata "sospetta", "Liberamente", il periodico dell'Ass. "Il Circolo Università" politicamente afferente ai Circoli del Pdl. I 3.000 euro assegnati a questo giornale costituiscono chiaramente una violazione del Regolamentus maximus, che avverte, senza tema di equivoci, che le richieste non debbono "riguardare attività a scopo di lucro o finalizzate a propaganda politica" (art. 4b). Bene, non ci meraviglia che i redattori del giornale ci abbiano provato comunque, ma ci stupisce che la richiesta sia stata accolta e i fondi erogati.

Quanto è accaduto è stato già denunciato pubblicamente e tra poco meno di un mese sapremo se per il prossimo anno accademico anche un giornale davvero apartitico, giudicato "graffiante e provocatorio", ma sempre in grado di stimolare una riflessione critica, possa ottenere un sostegno finanziario. Attendiamo anche di vedere quale sarà il trattamento riservato al giornale del Circolo, che mensilmente rinnova la sua rubrica sull'apologia dell'evasione fiscale e tiene informati sulle ultime promozioni del parrucchiere più vicino alla Luiss. Il mercato libero delle idee non teme le idee diverse, contrastanti, bizzarre o astruse. Ma presuppone il rispetto delle regole tra i contendenti per una concorrenza leale che non infici il risultato del confronto.

Bene, gli Studenti Coscioni, sin dall'inizio della loro avventura, hanno promesso un controllo serrato sul rispetto della legalità e della trasparenza nell'azione amministrativa, pubblica o privata che sia. Il buon andamento della stessa è un principio sancito in Costituzione; in una università, inoltre, la legalità assume anche un connotato educativo e morale che non può essere eluso. La mitica e famigerata Commissione per il diritto allo Studio deciderà entro poche settimane. Immaginiamo che non vi siano state pressioni politiche né atti di partigianeria nell'assegnazione dei fondi al giornale che libera le menti; presumiamo la buona fede dei nostri interlocutori istituzionali. Immaginiamo che si sia trattato di una svista senza dolo, di un errore ingenuo almeno quanto noi giovani studenti. Non potremmo, però, ammettere una perseveranza ostinata.

Non ci appelliamo a un fantomatico "diritto" ai fondi. Se il nostro progetto non sarà ritenuto qualitativamente adeguato, accetteremo il giudizio inappellabile della mitica e famigerata Commissione. Del resto, anche i parrucchieri servono. A noi importa affermare un principio semplice e mai banale: il rispetto delle regole. Nessuna discriminazione sulla base dei richiedenti, ma solo dei progetti valutati nel merito. Chi ha già dei referenti partitici e finanziari, non ha diritto ai fondi. Tutto qui. Attendiamo trepidanti e fiduciosi. Del resto, il Frondista è sempre allerta. Gli Studenti Coscioni osservano, vigilano, agiscono. La fronda resta sullo sfondo e una penna, in questo delitto, colpisce più forte di una spada.

Venerdì, 4 luglio, 2008 - 11:09
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