“Chimere” e radicali

di Ernesto Galli Della Loggia

Grande compiacimento per la decisione inglese tra i tanti tifosi italiani degli embrioni- chimera - in particolare mi è parsa addirittura estasiata venerdì, su Radio Radicale, una signora che intervistava il professor Giulio Cossu. Grande compiacimento in specie perché gli inglesi, ispirati a dovere dall'Areopago della Scienza, si sono espressi al 61 per cento a favore dell'esperimento: in Inghilterra sì che si rispetta la volontà del mica come in questo paese di clericali che è l'Italia, dove anche per andare a cena bisogna chiedere il permesso del Vaticano! Mi resta un dubbio però: perché se una maggioranza è favorevole alla pena di morte, per ragioni morali non bisogna tenerne affatto conto, e invece, se una maggioranza approva le "chimere", allora invece la sua opinione è giusta? Per quale motivo in questo caso un'obiezione morale è inevitabilmente retriva e antidemocratica e nel caso della pena di morte invece no? Ce lo vogliono spiegare gli amici radicali?

La risposta non pubblicata RITA BERNARDINI Lettera non pubblicata Ernesto Galli della Loggia chiede spiegazioni ai radicali del perché considerino "retriva" e "antidemocratica" un'opinione pubblica favorevole alla pena di morte mentre dimostrino "grande compiacimento" se il 61 per cento degli inglesi si dichiara favorevole agli embrioni-chimera. Perché - chiede il professore - nel primo caso i radicali non vogliono tenere conto dell'opinione pubblica e nel secondo caso sì? Ecco la risposta: nel primo caso abbiamo uno Stato che - forte dei sentimenti maggioritari del popolo - stabilisce che è giusto uccidere un essere umano colpevole di gravissimi reati come l'omicidio (accade in molti stati della più grande democrazia del mondo: gli Stati Uniti) o di "reati" che non danneggiano nessuno come l'omosessualità (accade in Iran). E' molto probabile che - se mai fosse possibile fare un sondaggio vero in Iran - la maggioranza del popolo si esprimerebbe a favore dell'impiccagione o della lapidazione che, di fatto, già viene praticata dallo Stato. E qui siamo noi radicali a chiedere a Galli della Loggia: visto che il popolo lo vuole, è giusto mandare a morte una lesbica o un gay? Anche un plebiscito non avrebbe il potere di rendere accettabile un'azione immorale e lesiva dei diritti fondamentali dell'uomo e del cittadino. Nel secondo caso nessuna persona subisce danni: al contrario, la sperimentazione offre una speranza di migliori terapie per tutti gli uomini. I cosiddetti embrioni- chimera non sono persone e non lo diventeranno mai. Ma, evidentemente, Della Loggia considera questi embrionichimera alla stregua di un essere umano e, per di più, mostruoso: era ciò che avevano fatto credere anche agli inglesi che fino a qualche tempo fa si erano dichiarati contrari alla loro creazione in laboratorio ... Ma quando si è aperto il dibattito, nel confronto fra favorevoli e contrari, i britannici hanno potuto comprendere che né di esseri umani né di mostruosità si trattava, ma della congiunzione di materiale genetico per il 99,9% di origine umana e per il restante 0,1% di natura animale. Tali ibridi - che vengono comunque distrutti dopo il 14° giorno - hanno come unica finalità quella di ricavarne cellule staminali embrionali che, se conosciute a fondo nei loro meccanismi di capacità rigenerativa di qualsiasi tessuto umano, possono servire a curare malattie oggi incurabili come l'Alzheimer e il Parkinson. Ciò che manca in Italia - e che fa la differenza con la democrazia britannica - è la possibilità di avere confronti veri, aperti e leali. Certo, lì la BBC non apre il TG con il miracolo del sangue liquefatto di San Gennaro!

La risposta pubblicata MIRELLA PARACHINI, MARCO PERDUCA Corriere della Sera, 16 settembre 2007 In riferimento all'intervento di Ernesto Galli della loggia pubblicato sul Corriere dell'11 settembre vorremmo sottolineare che l'intervista al professor Cossu su Radio Radicale non era estasiata, né tantomeno l'espressione di una tifosa a favore degli embrioni-chimera, bensì un'ulteriore occasione per tornare sul rapporto legge e scienza che in Nord Europa consente ricerca, regolamentandola precisamente, mentre invece in Italia, grazie alla Legge 40 del 2004, la proibisce pressoché su tutto ciò che potrebbe far fare passi avanti alla scienza sulle possibili cure per milioni di malati. Ammesso, ma sicuramente non concesso, che la maggioranza degli italiani, o degli inglesi o addirittura degli americani, sia popolarmente a favore della pena di morte - decine di studi dall'eurobarometro a recenti sondaggi negli Usa dimostrano infatti il contrario - gli amici radicali non sono mai stati a favore dell'equazione "vox populi vox dei", più semplicemente, da liberali, si pongono problemi di governo di fenomeni in atto nel tentativo di trovare misure all'interno della legge per poterne consentire la loro regolamentazione. Per qualsiasi sistema democratico, anche i più moralmente equipaggiati, è infatti impossibile controllare questioni che vengano consegnate al mercato nero, frutto della proibizione che potrà affermare la propria visione etica a parole, ma nei fatti crea solo occasioni per sfruttamenti, soprusi e violenze.

La replica ERNESTO GALLI DELLA LOGGIA Corriere della Sera, 16 settembre 2007 Il punto è se realmente tutti "i fenomeni in atto" per il semplice fatto di essere tali debbano necessariamente essere "regolamentati", come sostengono i miei interlocutori, oppure se ve ne siano i quali, benché "in atto", possano però essere proibiti e sanzionati per ragioni etiche. Magari anche a costo di lasciarli "al mercato nero", come è appunto il caso, per esempio (per carità è solo un esempio!) del commercio di mine, del linciaggio o della pedofilia.

Giovedì, 11 ottobre, 2007 - 14:55
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