Pillola del giorno dopo

Colpo di chiesa in Cile

di Miguel Kottow*

Nel paese sud americano la Corte Costituzionale ha messo fuorilegge la contraccezione d’emergenza. L’opinione pubblica e la comunità scientifica sono silenziate. Per ora.

La Corte Costituzionale ha dichiarato che non è stato dimostrato al di là di ogni dubbio il carattere non abortivo della pillola del giorno dopo. La volontà della chiesa cattolica ha pesato più di opinione pubblica e comunità scientifica messe assieme.

Fin da quando papa Alessandro VI finanziò le prime spedizioni dei monarchi cattolici in America, a condizione che gli esploratori si dedicassero al loro lavoro missionario quanto alle loro conquiste, l'America Latina è rimasta un baluardo del Cattolicesimo.
Sebbene la pratica religiosa e la frequentazione delle chiese siano state gravemente erose, la Chiesa è riuscita a mantenere la sua presa in alcune enclave strategiche come la politica, l'educazione, la medicina e, in misura minore, nel servizio civile.
A dispetto del fatto che lo Stato e la Chiesa sono state a lungo separate costituzionalmente, il Cattolicesimo ha continuato a esercitare un enorme potere politico e sociale. Questioni riguardanti la pianificazione famigliare, la contraccezione, l'aborto, la sterilizzazione volontaria e la riproduzione artificiale sono state tutte fieramente contrastate da una dottrina religiosa rimasta indifferente alle conseguenze sociali delle sue campagne.
Fin dagli anni Sessanta, il Partito Cristiano Democratico è stata una forza politica rilevante che rappresenta la posizione della Chiesa nei dibattiti parlamentari e rigetta perfino la discussione iniziale su problemi come l'aborto.
Il governo socialista di Allende per poco modificò questa tendenza, ma nei 17 anni successivi il regime militare simpatizzò con l'ala più conservatrice della Chiesa e della politica. Con queste premesse non ci si può sorprendere se l'aborto sia strettamente fuorilegge e penalizzato; a partire da un decreto del 1989 emesso in ritardo dal regime militare, non sono ammesse nemmeno le indicazioni terapeutiche, a dispetto di 150.000-200.000 aborti illegali effettuati ogni anno, un terzo dei quali richiede le cure mediche per le serie complicazioni che ne derivano.
Inoltre aumenta il tasso di gravidanze da parte di adolescenti e ragazze-madri. A dispetto delle proteste della Chiesa, la contraccezione è ampiamente diffusa, ma in una nazione con enormi disparità socio-economiche, dove il 20% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà, l'accesso ai contraccettivi diventa un problema serio. Gli sforzi per ridurre le gravidanze indesiderate sono di primaria importanza e l'introduzione del Levonorgestrel come contraccezione di emergenza sembrava risolvere molti problemi, come fu giustamente riconosciuto dal Ministero della Salute quando sviluppò una politica per rendere la "pillola" subito disponibile gratuitamente per i beneficiari del servizio sanitario nazionale.
Un gruppo di parlamentari conservatori ha portato la materia davanti alla Corte Costituzionale, lamentando che la pillola è abortiva e contravviene a una formulazione piuttosto vaga dell'art. 19 della Costituzione che dichiara: "La legge protegge la vita dei nascituri". Secondo la dottrina cattolica, questa protezione si applica dal momento del concepimento, quando inizia la vita umana, la persona inizia a maturare ed è ab initio titolata ai pieni diritti umani.
Rammentando questa dottrina e dopo essersi consultata per più di un anno intero, la Corte si è pronunciata con una maggioranza di 5 a 4 per l'abolizione della pillola, dichiarando che non è stata dimostrato al di là di ogni dubbio che il Levonorgestrel non è abortivo.
Non è stata presa nemmeno in considerazione la probabilità che la fecondazione potrebbe non avvenire o che quasi due terzi degli ovuli fecondati saranno comunque abortiti naturalmente. Pertanto la contraccezione di emergenza non può essere fornita dalle istituzioni pubbliche e non è chiaro se questo divieto sia esteso anche al mercato farmaceutico, dove sarebbe richiesta una prescrizione medica e il farmacista potrebbe opporre l'obiezione di coscienza, rendendo impossibile procurarsi la pillola per innumerevoli donne che ne avessero bisogno.
Alcuni stanno leggendo la decisione estendendola ai sistemi contraccettivi intrauterini, ritenuti presumibilmente abortivi. La decisione della Corte è stata fortemente criticata da governo, medici, ricercatori e sondaggi che mostrano che il 70% dell'opinione pubblica è in disaccordo con questa sentenza.
La maggior parte delle critiche si sono incentrate sull'argomento che la pillola non è un contraccettivo abortivo e che le donne devono avere il diritto a decidere se e quando vogliono rischiare una gravidanza indesiderata.
Inoltre, le questioni di salute pubblica legate agli aborti clandestini e gravidanze delle adolescenti si porrebbero comunque e rimarrebbero un problema sociale pressante, dal momento che solo i benestanti sarebbero in grado di accedere ad aborti sicuri.
Tutti questi argomenti sono stati fatti presenti alla Corte Costituzionale durante l'anno precedente alla deliberazione, supportati da referenze provenienti dal campo biomedico, dalle scienze sociali e la bioetica. Ma la corte è stata anche sommersa da documenti preparati con cura che rappresentavano le visioni conservatrici che alla fine hanno avuto la meglio in quella che a prima vista sembra essere la classica polemica pro-choice/pro-life.
Rimane senza soluzione il dilemma tra la libertà di scegliere la contraccezione e il divieto di attentare a qualsiasi situazione che potrebbe plausibilmente, sebbene in modo improbabile, costituire l'inizio della vita umana. Oltre alla ferita inferta all'autonomia dei cittadini e a dispetto dell'impatto negativo su urgenti problemi di salute pubblica, la decisione della Corte ha severamente danneggiato il processo democratico e la posizione della società civile.
Dopo 17 anni di dittatura militare, il Cile ha rafforzato la sua democrazia rappresentativa, in un paese con severe disparità dal punto di vista della responsabilizzazione sociale, ciò implica che la politica è dominata da macchinazioni di partito che manipolano sottilmente sia le candidature che le opinioni degli elettori. Conseguentemente i politici più benestanti e le comunità ben organizzate come la Chiesa Cattolica sono meglio equipaggiate per assicurare un solido elettorato che permetta loro o di raggiungere i governanti o controllare le forti opposizioni.
La democrazia partecipativa e l'uso dei referendum per sondare l'opinione pubblica non appartengono alla scena politica cilena. Non ci sono richieste di deliberazioni pubbliche e la società civile non ha modo di esprimersi effettivamente.
Il processo costituzionale recentemente attuato contro la contraccezione d'emergenza in Cile va contro a molti valori tutelati dalle democrazie moderne: l'autonomia personale, il pluralismo, la tolleranza, la protezione della salute pubblica.
Ma certamente l'effetto più grave che la Suprema Corte Costituzionale cilena ha inflitto al sistema democratico è di trascurare gli interessi legittimi e le esigenze della società civile. La bioetica lamenta la perdita di tolleranza nelle questioni private, la democrazia è ugualmente afflitta dall'indifferenza dell'opinione pubblica e dal fatto che non si tiene conto della volontà dei cittadini.

(traduzione di CarmenSorrentino)

*M. D., docente di bioetica presso la Universidad Diego Portales di Santiago. Fa anche parte del consiglio direttivo Red Latinoamericana Y Caribe de Bioetica dell?unesco. Il prof. Kottow ha contattato l'Associazione Coscioni dopo aver ricevuto gli atti del congreso mondiale.

 

 

Cara Carmen,
E' con grande piacere che ho ricevuto il libro sul Congresso Mondiale del 2006,che Lei gentilmente mi ha inviato.
Sono stato davvero colpito da questo primo contatto con la vostra Associazione e mi auguro che Voi possiate estendere la vostra influenza,verso nuovi settori e aree da cui l'America Latina trarrebbe grandi vantaggi.
Abbiamo molteplici problemi con la libertà scientifica (politica,economica e religiosa).
Spero di ricevere informazioni delle vostre future attività. Cordialmente,

MIGUEL KOTTOW

 

Giovedì, 5 giugno, 2008 - 12:22
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