Viale, L'obiezione esiste già, ma lo Stato deve garantire i i diritti dei pazienti


“Obiezione per i farmacisti? C’è già, perché la 194 prevede l’obiezione per il personale sanitario ed esercente le attività ausiliarie. E’ sorprendente come tutti lo dimentichino.”.
A ricordarlo è Silvio Viale, il ginecologo torinese noto per la RU486, membro della direzione Ass. Luca Coscioni

Silvio Viale ha proseguito:
“I farmacisti ospedalieri possono fare obiezione, basta che lo comunichino alla propria Direzione Sanitaria. In questo modo possono essere esonerati “dalle procedure e delle attività specificamente e necessariamente dirette a determinare l'interruzione della gravidanza”, ma non “dall'assistenza antecedente e conseguente all'intervento”. Se si allargasse l’obiezione di coscienza ai farmaci, alle cannule, agli apparecchi di anestesia, alla corrente elettrica, alle garze, agli assorbenti o ai disinfettanti si dovrebbe concedere l’obiezione di coscienza anche al’autista dell’autobus.

I ogni caso, volendo prendere sul serio, la proposta dell’Associazione dei Farmacisti Cattolici, ripresa senza ironia da Mons. Crociata, li sfido a produrre un elenco dettagliato di tutti i farmaci e presidi sanitari che potrebbero entrare nella lista per l’obiezione di coscienza su aborto, fine vita e fecondazione assistita, indicando se nella lista vi siano anche i contraccettivi e i profilattici. Sarebbe poi importante sapere se sarà possibile nelle loro ipotesi l’obiezione parziale compilando tipo schedina con dei SI o dei NO la lista o l’obiezione dovrà essere fatta in blocco per argomenti. Tutto ciò mi fa capire quanto sia importante introdurre la RU486 per tutte le indicazioni legate all’aborto e no, perché il primo impegno morale è che lo Stato deve garantire i diritti dei pazienti.”

Venerdì, 23 ottobre, 2009 - 18:16

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