Salute. Agli adulti affetti da Add/Adhd è vietato accedere alla terapia farmacologica


Donatella Poretti

terapia farmacologicaIntervento della senatrice Donatella Poretti parlamentare Radicali - Partito Democratico, segretaria della Commissione Sanità
La scienza e la medicina hanno spesso vita difficile in Italia. Dalla fecondazione assistita alla pillola abortiva, dalla cannabis terapeutica al parto con epidurale, sono molteplici i casi in cui i cittadini sono privati di trattamenti medici disponibili da anni all'estero a causa della pressione politica di gruppi ben organizzati. Le ultime vittime di queste crociate pseudo-naturiste sono gli adulti affetti da Disturbo da Deficit Attentivo con Iperattività (Adhd).

In Italia è infatti precluso loro l'accesso a qualsiasi terapia farmacologica. Se è possibile usufruire di farmaci come il Ritalin o lo Strattera in età minorile, attraverso un rigido protocollo predisposto dall'Aifa e dall'Iss, una volta raggiunta la maggiore età i farmaci non possono più essere prescritti. Questo nonostante la metà dei bambini con Adhd continuino a mostrare anche da adolescenti e spesso anche da adulti i sintomi d'inattenzione ed iperattività, accompagnati talvolta da difficoltà sociali ed emozionali. I soggetti adulti affetti da Adhd in Italia sono quindi costretti a rinunciare al trattamento farmacologico, con pesanti ripercussioni sul rendimento scolastico, lavorativo e sociale. Come segnala l'Aduc, ci sono diversi modi per aggirare il divieto. E' infatti possibile acquistare questi farmaci presso la farmacia vaticana al prezzo di circa 200 euro al mese, un'opzione che solo i piu' facoltosi possono permettersi. Chi non può, si scambia consigli sul web su farmaci alternativi, come quelli per il raffreddore contenenti lo stimolante pseudofedrina, da assumere in dosi massicce e pericolose. Oppure fa ricorso al mercato nero delle anfetamine o di altre sostanze illegali. Si consideri che non solo l'Organizzazione mondiale della Sanità, ma anche la Società italiana di neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza e lo stesso Istituto Superiore di Sanità ribadiscono che gli psicostimolanti sono considerati a tutt'oggi la terapia più efficace per gli adulti con Adhd. E' urgente porre rimedio a questa carenza, riconosciuta dalle massime istituzioni sanitarie italiane e mondiali. Il protocollo Aifa dovrebbe essere al piu' presto modificato per permettere a tutti coloro che ricevono una diagnosi di Adhd di accedere ai trattamenti necessari. Per questo, con il senatore Marco Perduca, ho presentato una interrogazione al ministro della Salute per chiedere che sia modificato al più presto il protocollo Aifa.
Qui il testo dell'interrogazione: http://blog.donatellaporetti.it/?p=656

 

Martedì, 16 giugno, 2009 - 12:45

2 commenti

L'iniziativa dei nostri

L'iniziativa dei nostri senatori radicali mi sembra assai imprudente e per alcuni aspetti addirittura offensiva nella sua impostazione verso tutti coloro che hanno scelto di curarsi in modo diverso rispetto alla farmacopea tradizionale.

Sull'imprudenza: esiste una letteratura medico-scientifica enorme, almeno tanto quella che vuole dimostrare il contrario, sulla dubbia reale esistenza di una genesi organica della cosiddetta ADHD. Non esistono infatti ricerche organiche su esseri umani che possano accertare l'origine organica di tale "sindrome": tutte le rilevazioni sono state fatte infatti post diagnosi, e quindi post trattamento con metanfetamine.
Invece è scientificamente provato che l'assunzione di metanfetamine nell'infanzia e nell'età adulta provoca danni permanenti al cervello, in particolare nel ciclo produttivo della dopamina.
La Novartis, casa farmaceutica produttrice del Ritalin, ha diversi processi pendenti negli Stati Uniti per la pericolosità del farmaco.
Il raffronto che nell'interrogazione viene fatto con l'anestesia epidurale o con sostanze come la cannabis è quantomai inopportuno e incosistente, per natura, effetti, dannosità ed estensione del danno delle metanfetamine.

Sul tono offensivo: non si capisce perchè riferirsi a coloro che hanno scelto di curarsi in modo diverso rispetto alle pratiche della medicina tradizionale vengano chiamati "pseudo-naturisti". Non è da noi, non lo è mai stato, discriminare in modo così sciatto una parte oramai così consistente della popolazione italiana.

Inoltre, dubito fortemente che possano esistere gruppi di "pseudo-naturisti" organizzati che siano in grado di contrastare l'azione di una delle più potenti case farmaceutiche del mondo, la Novartis appunto, quando è risaputo che naturisti, omeopatici, animalisti e vegetariani sono i gruppi meno influenti dal punto di vista politico e che vengono miseramente bollati come stregoni ad ogni piè sospinto. Cerchiamo di non far ridere i polli, quantomeno.

Vorrei dunque venire a conoscenza di quali siano i testi e le ricerche scientifiche consultati e presi come riferimento dai nostri senatori per sostenere questa iniziativa.

Grazie
Antonella Dentamaro
Membro del Comitato di Radicali italiani
 

Riceviamo e

Riceviamo e pubblichiamo: 

COMUNICATO STAMPA DEL 18/06/09
MORTI IMPROVVISE DI BAMBINI IN USA PER PSICOFARMACI: C'E' CORRELAZIONE

Pubblicati i risultati di un nuovo studio in USA finanziato dalla FDA: c’è correlazione tra l’uso di psicofarmaci per i bambini iperattivi (usati anche in Italia) e morti “improvvise ed inspiegabili”.
Poma (Giù le Mani dai Bambini): “Nulla di inspiegabile, questi psicofarmaci sono metanfetamine, ovvero droghe: quindi in caso di assunzione prolungata uccidono”.
Bianchi di Castelbianco (psicoterapeuta dell’età evolutiva): “Questi bambini sono esposti a rischi di morte per curare una sindrome fantasma che probabilmente neppure esiste. Effetti avversi rari, solo 1 bimbo su 10.000? Non sono loro figli, perché allora ragionerebbero diversamente”

TORINO - La Food and Drug Administration (FDA) ed il National Institute of Mental Health hanno finanziato un nuovo studio sugli effetti avversi derivanti dalla somministrazione ai bambini degli psicofarmaci utilizzati per sedare l'iperattività. I risultati sono stati resi noti in questi giorni in America: la ricerca, coordinata da Madelyn Gould, Professore di epidemiologia e Psichiatria pediatrica alla Columbia University, ha analizzato 564 casi di decessi di minori trattati per l'ADHD nel decennio tra il 1985 e il 1996, e l'esito è quello di un possibile legame esistente tra l'assunzione di medicinali contro la Sindrome da Deficit dell'Attenzione e Iperattività (ADHD, ovvero bambini troppo agitati e distratti) ed il rischio di "morte improvvisa". “Gli eventi rilevati sono ancora da approfondire e comunque rari”, ha dichiarato il coordinatore della ricerca, “meno di un bambino ogni 10.000”, e peraltro attualmente la Food and Drug Administration (l’FDA, il massimo organismo di controllo sanitario in USA) non prevede di modificare le linee guida sull'impiego di questi prodotti, autorizzati all’uso anche in Italia. “Questo studio rileva una significativa associazione, o un segnale di correlazione, tra decessi improvvisi ed inspiegabili e l’assunzione di farmaci per l’ADHD - sottolineano gli autori della ricerca - in particolare per quanto riguarda la terapia a base di metilfenidato” (Ritalin® e prodotti simili). Ed aggiungono: “I risultati di questa ricerca invitano a puntare l'attenzione sui possibili rischi per bambini e adolescenti derivanti dall’assunzione di medicinali stimolanti”. L'invito degli specialisti ai genitori preoccupati è di discutere delle eventuali perplessità con il medico, evitando di sospendere di propria iniziativa la terapia ai loro figli, anche per evitare gli effetti avversi tipici della repentina interruzione dell'assunzione di queste droghe. Luca Poma - giornalista e portavoce di Giù le Mani dai Bambini®, il più rappresentativo comitato italiano per la farmacovigilanza pediatrica - ha dichiarato: “È l'ennesimo campanello d'allarme sui pericoli derivanti dall'assunzione di questi psicofarmaci in tenera età. È sconcertante poi l'ipocrisia: qui di ‘inspiegabile’ non c'è proprio nulla, questi bambini muoiono in diretta relazione con l'assunzione di queste metanfetamine, ma i poteri forti influenzano l'FDA in USA, che trae sostentamento finanziario dalle multinazionali farmaceutiche che dovrebbe controllare, ed anche l'Agenzia del Farmaco e l'Istituto Superiore di Sanità, che seguono le ‘mode’ prescrittive americane: questi enti che dovrebbero vegliare sulla sicurezza dei nostri figli fanno come gli struzzi e nascondono la testa sotto la sabbia. D'altra parte, se ci sono gravi complicazioni solo per 1 bambino ogni 10.000 non c'è mica da preoccuparsi, dicono loro, perchè mai applicare restrizioni più prudenti?" Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell’età evolutiva, ha dichiarato al riguardo: “Il problema è che gli psicofarmaci hanno pregi e difetti, ma perché esporre a pericolo di morte dei bambini che non avrebbero alcun bisogno di esporsi a questo rischio? Questi farmaci sono proprio necessari, dato che molti mettono addirittura in dubbio l’esistenza stessa della sindrome ‘ADHD’, che è considerata sempre più una ‘sindrome fantasma’, una moda prescrittiva del XX° secolo com’era all’epoca l’isteria femminile?”


 

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