Tragedia Policlinico di Messina, Farina Coscioni: perché tanti parti cesarei in Italia? Necessaria un’inchiesta per accertare ragioni, speculazioni, guadagni che sono alla base dei parti cesarei. Il ministro della Salute ne venga a riferire in commissione


29/08/2010
Maria Antonietta Farina Coscioni

Dichiarazione di Maria Antonietta Farina Coscioni, deputata radicale e co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni

“C’è un aspetto che colpisce nella sconcertante vicenda della rissa tra due medici al Policlinico di Messina, che ha avuto come conseguenza una giovane mamma in gravissime condizioni e il figlioletto che ha riportato danni cerebrali ancora da quantificare, è che il violento diverbio sarebbe nato perché un medico riteneva necessario il parto cesareo, mentre l’altro propendeva per il parto naturale.
Al di là del caso specifico (saranno la magistratura e gli ispettori inviati dal ministro della Salute Fazio a dover stabilire le responsabilità colpose e dolose dei sanitari), è comunque un fatto che l’Italia risulta essere il primo paese, tra quelli dell’Unione Europea per il ricorso ai parti cesarei, che hanno rischi da due a quattro volte maggiori rispetto ai parti vaginali; lo stesso Istituto Superiore di Sanità definisce allarmante il fenomeno, e per questo ha messo a punto linee guida limitative per il ricorso alla pratica. In Italia la media del numero dei parti cesarei è del 38 per cento, contro l’indicazione massima del 15 per cento, raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, e si è passati dall’11 per cento del 1980 al 38 per cento del 2008, ben al di sopra dei valori riscontrati negli altri paesi europei. Si registra, inoltre, una spiccata variabilità su base interregionale, con percentuali tendenzialmente più basse nelle regioni dell’Italia settentrionale, e più alte in quelle meridionali, probabile indizio – secondo l’Istituto Superiore di Sanità – di “comportamenti clinici-assistenziali non appropriati”; e questo, avvertono gli esperti, nonostante tale intervento presenti comunque margini di rischio consistenti: come si è detto da due a quattro volte superiore rispetto al parto vaginale.
Per questo, fin da metà agosto ho chiesto con un atto ufficiale al ministro della Salute Ferruccio Fazio se non si ritenga opportuno e urgente predisporre un’inchiesta per accertare le ragioni che sono alla base di questo incremento straordinario dei parti cesarei, le cui punte massime si registrano in particolare nelle regioni meridionali del paese; e quali iniziative si intendono adottare perché sia assicurata la piena attuazione delle linee guida predisposte dall’Istituto Superiore di Sanità per quel che riguarda parti cesarei e vaginali.
Oggi, dopo quanto accaduto a Messina, chiedo al ministro Fazio di venire a riferirne all’apertura delle Camera in Commissione Affari Sociali”.

Lunedì, 30 agosto, 2010 - 10:40

0 commenti

Invia nuovo commento

Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
  • tags HTML permessi: <a> <p> <span> <div> <h3> <img> <br> <br /> <ul> <ol> <li> <em> <b> <u> <i> <strong> <blockquote> <embed> <object> <param> <div>
  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente

Maggiori informazioni sulle opzioni di formattazione.

CAPTCHA

Ti chiediamo di rispondere al seguente quesito per evitare invii automatici di spam.

Se dovessi riscontrare problemi o difficoltà ti preghiamo di scrivere alla mail info@lucacoscioni.it.

Eccetto dove diversamente specificato i contenuti di questo sito
sono rilasciati sotto la licenza Creative Commons: Attribuzione della paternità

Licenza Creative Commons

cc Associazione Luca Coscioni, via di Torre Argentina, 76 - 00186 Roma, Italia.
Tel. 06 689 79 286, Fax. +39 06 23 32 72 48, Email info [at] lucacoscioni.it
Posta Certificata: associazionelucacoscioni [at] pec.it