Un Welby a Torino - Viale (radicali) ”Ma non e’ un anti-Welby”


Silvio Viale (Direzione Nazionale dell’Associazione Luca Coscioni)

Oggi su un quotidiano è raccontata la vicenda di Carlo Gaidano, che ripropone la necessità di garantire la massima assistenza ai malati gravi. E’ una battaglia che combattiamo da anni per fornire a tutte le persone gli strumenti di comunicazione. Non vi è quindi alcuna contraddizione tra la battaglia di Welby per sospendere la respirazione artificiale e quella di Gaidano di continuare a vivere nelle condizioni che la medicina gli potrà permettere. Sono due facce della stessa medaglia. Gaidano non è l’anti-Welby, come Welby non è l’anti-Gaidano. Osservo solo che la decisione di Welby è maturata dopo molti anni di malattia, una malattia annunciata e progressiva, mentre Carlo Gaidano è stato colpito all’improvviso da una malattia che non si aspettava. Apprezzo e rispetto la fede di Carlo Gaidano come parte della stessa battaglia di libertà che ha condotto Piergiorgio Welby. Il 13 luglio consegneremo in comune, insieme a Beppino Englaro, le firme per un registro dei testamenti biologici perché venga riconosciuta la volontà di ognuno di noi, di Piergiorgio Welby e di Carlo Gaidano. Saremmo lieti se Carlo Gaidano e i suoi familiari potessero essere con noi.

Lunedì, 29 giugno, 2009 - 14:05

1 commento

 Riceviamo e

 Riceviamo e pubblichiamo: 

Le riassumo brevemente il nostro pensiero: abbiamo grande rispetto per il dolore e la sofferenza di tutti. Abbiamo vissuto e stiamo vivendo la malattia , la fragilità e la paura come chiunque sia provato dalle tragedie della vita. Abbiamo quindi grande rispetto per tutti coloro che di fronte ai drammi della esistenza rispondono in maniera diversa da quella che ha scelto il mio papà.


Siamo contro tutte le battaglie ottusamente ideologiche e fini a se stesse .
Non condividiamo l'idea che possano esserci degli anti Welby o degli anti Gaidano. Esistono percorsi comuni di vita all'interno di quella che è la contingenza della condizione umana, in tutta la sua drammaticità. La preposizione Anti non ci piace. Preferiamo pensarci INSIEME , UNITI nell'affrontare le nostre fragilità e le nostre paure, ma con percorsi e scelte diverse.
Nulla ci divide pertanto gentili amici se non la scelta dei nostri parenti o amici a voler intraprendere cammini di libertà differenti ma di pari dignità.


Riguardo alla vostra iniziativa del 13 luglio. Grazie per l'invito ma il lavoro in casa è enorme e ci concede poche distrazioni. Io viaggio spesso a Torino per visitare la famiglia ma vivo in Sardegna.
Vi porgo i miei più cordiali saluti,


Dott.ssa Paola Gaidano

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