Per consentire la diagnosi preimpianto


30 mila bambini nascono ogni anno con gravi malformazioni. La diagnosi preimpianto consente di individuare gli embrioni privi di gravi malattie genetiche e di conseguenza di impiantare nell’utero questi e non gli altri.

La diagnosi preimpianto consiste nell’effettuare su una cellula dell’embrione allo stadio di 6-8 cellule, cioè dopo tre giorni dalla fecondazione, un test genetico per verificare la presenza di malattie ereditarie.

La legge 40 non proibisce la diagnosi preimpianto, ma costringendo la donna all’impianto di tutti e tre gli embrioni, anche se malati, di fatto la rende inutile. Inoltre la legge 40 impedisce di ricorrere alla fecondazione assistita alle coppie che, pur non essendo sterili, abbiano un’alta probabilità di trasmettere una malattia genetica.

Questo divieto è tanto più assurdo, in quanto la legge sull’aborto consente alla donna di interrompere la gravidanza nel caso in cui, a seguito di un’amniocentesi, dovesse scoprire che l’embrione è portatore di una malattia genetica. Il paradosso è che quello che non viene consentito dopo poche ore di vita dell’embrione, è autorizzato dalla legge dopo qualche mese, in uno stadio più avanzato della gravidanza.

Vietare la selezione degli embrioni a seguito della diagnosi preimpianto non significa salvare dalla morte gli embrioni portatori di malattie genetiche. Per molte coppie portatrici di malattie genetiche l’alternativa non è tra diagnosi preimpianto e far nascere un bambino malato. L’alternativa è tra la scelta dell’aborto terapeutico e la rinuncia ad avere un bambino. A quante persone “in potenza” questa legge impedirà di venire alla luce, obbligando queste coppie a rinunciare a mettere al mondo un figlio?

Al contrario di quanto affermano i sostenitori della legge 40, la diagnosi preimpianto non ha nulla a che vedere con l’eugenetica. Mentre l’eugenetica è imposta dallo stato obbligatoriamente ai cittadini in nome dell’ideologia del miglioramento della specie, la diagnosi preimpianto è una libera scelta individuale.

L’eliminazione degli embrioni con malformazioni genetiche, inoltre, è un processo che avviene costantemente nella tanto decantata fecondazione naturale. L’80% degli embrioni, infatti, vengono eliminati naturalmente nel corso della gravidanza. Nella maggior parte dei casi questo processo di selezione serve a eliminare gli embrioni con anomalie genomiche.

Venerdì, 11 marzo, 2005 - 16:59

commenti

selezione preimpianto

Ho un problema genetico, non ho problemi di fertilità ma a 30 anni non posso fare dei figli sani grazie alla legge 40, legge che mi permette però di abortire nel caso in cui non siano sani, non voglio una legge che abili l'omicidio ma la vita.

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E' un'assurdita' il divieto della diagnosi pre-impianto.

io ho un'anomalia genetica e a questo si aggiunge la trombofilia. da 6 anni ho continui aborti spontanei e ho dovuto ricorrere all' aborto terapeutico per plurimalformazione del feto. il mio paese non mi da la possibilita' di fare in modo che un mio figlio sia sano. che ne sanno loro cosa significa abortire continuamente, che ne sanno come si vive. ti devasta fisicamente e psicologicamente. la legge non deve essere raggirata come stanno facendo , ma abolita e' basta!!!!

http://www.laboratoriogenoma.it/laboratorio.asp

la diagnosi genetica preimpianto ( dgp) si può fare in questo laboratorio di analisi a Roma, non capisco come fanno ad agirare la legge sapete voi qualcosa in merito

è una cosa secondo me giusti

è una cosa secondo me giustissima! ci sono donne che vendono la casa per poter avere un figlio.. è giusto che abbiano almeno un'alta probabilità che loro figlio possa nascere sano.. oltretutto è una cosa inutile impiantare tutti e tre gli embrioni anche se malati.. è un'assurdità.. tanto l'embrione se deve morire muore comunque
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