Il sangue del cordone ombelicale è ricco di cellule staminali, utilissime per combattere malattie del sangue molto gravi; identiche a quelle del midollo osseo, esse possono essere trapiantate nei pazienti affetti da leucemia, anemia, talassemia e altre rare patologie, poiché generano gli elementi fondamentali del sangue umano (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine). Inoltre, se il trapianto di midollo, esige una compatibilità del 100% tra donatore e recettore, per il sangue del cordone ombelicale basta una compatibilità del 70%, il che aumenta notevolmente la possibilità di trovare un donatore.
Il numero di staminali presenti in un cordone è basso, e questo aveva sino ad oggi limitato il loro uso ai pazienti sotto i 40 kg, e quindi principalmente ai bambini; recenti scoperte per la loro espansione e la loro moltiplicazione in vitro, come pure studi in cui è stata provata la loro efficacia sugli adulti, hanno rivoluzionato anche questo aspetto, e quindi ridotto il limite al loro utilizzo.
La raccolta è molto semplice: al momento del parto occorre un semplice kit di sterilizzazione in cui inserire il cordone, che deve essere inviato nei centri che prelevano e isolano le cellule staminali e le conservano sotto azoto.
Ad oggi e' dimostrato che le cellule staminali derivate dal cordone ombelicale si manterrebbero intatte e funzionali almeno fino a 15 anni dal loro congelamento, ma occorrono ulteriori studi clinici che dimostrino che queste proprietà si mantengono una volta trapiantate sull'uomo.
Una donna in gravidanza dovrebbe informarsi presso il proprio ginecologo e presso la struttura in cui ha in programma di partorire (se questa e' attrezzata per la raccolta), segnalando la sua richiesta. Purtroppo, nonostante i successi dei trapianti e il riconoscimento unanime sull'importanza di queste cellule, in Italia non tutti gli Ospedali e le Cliniche sono predisposti per farlo. E anche nelle strutture attrezzate, non sempre il servizio è adeguatamente segnalato e suggerito da medici e infermieri.
e sacche di sangue placentare conservate nelle banche pubbliche nel mondo sono oltre 170 mila, custodite in 37 banche presenti in 21 Paesi. La Banca di sangue del cordone ombelicale italiana -Cordon Blood Bank- e' stata fondata a Milano nel 1993, ed è stata una delle prime al mondo insieme a quelle di New York e di Düsseldorf. Nel 1995 è stato creato il Grace (Gruppo per la raccolta e Amplificazione delle Cellule Ematopoietiche), una rete internazionale che permette di trovare il donatore grazie a un ricco archivio informatico collegato con i registri di donatori di midollo o di sangue placentale di tutto il mondo.
In Italia, con un'ordinanza del ministero della Salute del 11 gennaio 2002 rinnovata il 25 febbraio 2004, si vietava di conservare il sangue del cordone ombelicale in strutture private e se ne proibiva l'uso autologo; l’ordinanza fu poi rivista il 13 aprile 2006, con un provvedimento che lasciava inalterato il divieto di conservazione in banche private, ma permetteva la conservazione di sangue da cordone ombelicale per uso autologo o dedicato a consanguineo con patologia in atto. Una ulteriore ordinanza del 4 maggio 2007 confermava le precedenti, vietando l'apertura di banche private per la conservazione autologa sul territorio italiano, ma consentendo la conservazione autologa all'estero a seguito di autorizzazione del Ministro della Salute.
Nel nostro paese, quindi, è attualmente possibile effettuare la donazione del cordone presso strutture pubbliche, mentre la conservazione autologa e ammessa solo all'estero in biobanche private, previa autorizzazione del Ministero della Salute dopo una lunga procedura con il Centro Nazionale Trapianti.
In data 17 gennaio 2008, infine, grazie all'iniziativa dei radicali ed in particolare della deputata Donatella Poretti, le commissioni Affari Costituzionali e Bilancio della Camera hanno approvato un emendamento per consentire la conservazione per uso autologo anche presso strutture private: con il voto finale sulla conversione in legge del decreto Milleproroghe, l'Italia si è allineata al resto dei Paesi in materia di conservazione del cordone ombelicale e delle cellule staminali.
La formula di compromesso adottata è quella dell'autologa solidale, che permetterà di avere più cordoni ombelicali conservati in strutture pubbliche o private, senza oneri per il Sistema Sanitario Nazionale, e previo consenso ad una successiva donazione per trapianto in caso di necessità. Da una parte si consentirà così di conservare un maggior numero di cordoni ombelicali e dall'altra di avere queste staminali disponibili per successivi trapianti allogenici. Un'opportunità economica e di crescita anche per le strutture pubbliche e private che potranno trarre profitti da un gesto importante come quello della conservazione di queste preziose cellule, vere e proprie salvavita per combattere malattie del sangue molto gravi. Occorrerà vigilare ancora perche' questa norma venga attuata e quindi rispettata. Nel testo del Milleproroghe, infatti si rimanda per la regolamentazione e per il coordinamento tra Centro nazionale trapianti e Centro nazionale sangue ad un decreto da emanare entro il mese di giugno 2008, con il quale creare anche quella rete di banche pubbliche e private per la conservazione del cordone, già prevista dalla legge sul sangue (legge 219/2005). Purtroppo, anche a causa della fine anticipata della legislatura, la scadenza è stata ulteriormente spostata al 28 febbraio 2009 con un decreto legge del Governo Berlusconi, e così fino a quella data resta in vigore l'ordinanza ministeriale che vieta la conservazione autologa in Italia e la consente all'estero.