Considerazioni sull'associazione aperta. Idee per l'AgendaCoscioni


Sommario: 

Buongiorno a tutti i congressisti,

Una breve presentazione, prima di tutto: mi chiamo Marco Valerio Lo Prete, faccio parte della Giunta dell'Associazione, sono appena laureato in Scienze politiche e da qualche tempo stagista a tempo pieno presso un quotidiano nazionale, dove scrivo di economia.

Di seguito, accanto a una proposta generale e di metodo per l'Associazione tutta, provo a riflettere su AgendaCoscioni e la sua possibile evoluzione, anche online.

Testo Intervento: 

Buongiorno a tutti i congressisti,

Non posso che iniziare questo mio intervento con una riflessione sulle modalità con le quali ci stiamo confrontando. Credo che di per sé, il fatto di aver organizzato un congresso on-line (prevedendo allo stesso tempo la possibilità di incontri "dal vivo"), sia "rivoluzionario". Non sarà il 1789, ma per la prima volta - e lo dico da congressista di lungo corso, dal primo incontro del 2003 - ho una possibilità a suo modo unica di seguire questi lavori. Tra università e stage (non per essere autoreferenziale!) difficilmente quest'anno avrei avuto la possibilità di seguire interamente il congresso; ora invece mi ritrovo, nei ritagli di tempo serali, ad ascoltare in tutta calma le relazioni introduttive, e ho perfino il tempo di buttare giù qualche appunto, metterlo da parte, riprenderlo qualche ora dopo, condividerlo. Parlare di "rivoluzione" non è eccessivo. Non almeno in un paese nel quale i partiti - ovvero le forme associative che dovrebbero consentire ai cittadini di "concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale" (dicevano quelli) - fanno a gara a chi i congressi li tiene lontani il più possibile dai propri (potenziali) iscritti: abbiamo partiti che sono talmente democratici da non necessitare votazioni, altri che le votazioni le rendono vane a suon di codici e codicilli, altri ancora che fanno contare le tessere più delle teste. Parlare di "rivoluzione" per questo congresso online, dicevo, non è eccessivo. Non almeno in un paese in cui spesso anche quelli che con più orgoglio si appuntano al petto i lustrini della "contro-informazione", sono poi disposti soltanto a monologare, magari nella maniera più urlata e nuovista che sia su piazza, ma sempre in modo unidirezionale, lasciando tutt'al più - a chi passa di lì - la facoltà di scarabocchiare un "urrah!" o un "vaffa pure te". L'associazione Coscioni non è un partito, ma vuole incidere nella politica - addirittura, come ha detto Marco Cappato nella sua relazione, con "l'obiettivo comune ai radicali di porre fine al Sessantennio partitocratico candidandosi al governo del Paese" - e il fatto che non si faccia sfuggente ma scelga di consentire a tutti di prendersi il proprio tempo per riflettere, scrivere e intervenire, è sicuramente un modo per lasciare un segno nella società.

E sempre per rimanere alla "mera" organizzazione - che poi, in queste forme così rivoluzionanti rispetto al panorama italiano, diviene di per sé iniziativa politica - invito chi non l'abbia già fatto a riprendersi la relazione del Tesoriere, Rocco Berardo. Magari chiedendosi se il conteggio dei contributi, degli iscritti, dei debiti e dei crediti, la lista dei contratti, uno per uno, euro per euro, qualcuno di noi l'abbia mai visto spiattellato così candidamente a disposizione di tutti. E finisco questa prima parte del mio intervento con una proposta (avvertendo sin da ora che questa - come quelle che verranno di seguito - è un'idea banale, forse già sentita, ma che ritengo utile condividere): rivendichiamo a ogni piè sospinto, dai nostri siti internet, al programma radio "il Maratoneta", passando per "Agenda Coscioni" e tutte le comunicazioni a iscritti e simpatizzanti, questa nostra natura aperta. E la rivendicazione di questa apertura, piuttosto che inseguire la fattura dello slogan perfetto, permettiamo che siano i senza-voce e i senza-rappresentanza (che siamo) a diffonderla: malati, disabili, scienziati, giovani ricercatori e studenti, cittadini, noi. [Su come fare questo, ci sono idee?]
           
Nella seconda parte dell'intervento mi voglio soffermare soprattutto su Agenda Coscioni, il mensile dell'Associazione che, ormai da più di tre anni, collaboro a confezionare. Rocco ci ha spiegato come l'investimento - anche economico - che l'associazione ha fatto nel mensile, sia enorme se rapportato alle nostre risorse: circa 11.000 euro al mese, per una spesa annua che includendo la spedizione postale arriva a circa 130.000 euro. Più della metà del nostro autofinanziamento annuale. Quanto l'Agenda Coscioni sia migliorata a partire dal suo numero zero è sotto gli occhi di tutti: quanto e come possa ancora migliorare lo chiedo anche a voi. Da parte mia vorrei che anche in questo caso, come detto sopra per l'associazione, il connotato dell'apertura del giornale sia reso sempre più evidente. Soprattutto nel momento in cui usciremo in edicola abbinati con il quotidiano Terra, dovremo riuscire quanto più possibile a far emergere ciò che contraddistingue l'associazione e quindi il suo modo di fare informazione. Già oggi trattiamo temi che sono spesso tabù per i media mainstream, già oggi approfondiamo numerosi argomenti con gli interventi di esperti del settore. Ma dovremmo prefiggerci l'obiettivo di far sì che ogni singolo numero coinvolga nuove realtà: personalità della cultura, cittadini impegnati sul territorio, politici che ci stanno a metterci la faccia, e soprattutto malati che parlino in prima persona e senza la mediazione di associazioni spesso burocratizzate, scienziati che ci spieghino le sfide che affrontano quotidianamente e che ostacolano la libera ricerca. Ognuno di quanti staranno leggendo, a partire dagli organi dirigenti dell'Associazione, avranno già pensato a 2-3 nomi di persone che rientrano in questo identikit: perché non contattarli? Perché non coinvolgerli? In concreto dunque, vi chiedo sin da ora di indicare individui e realtà sociali cui dare spazio. A me vengono in mente gli atenei: forse, con una continua collaborazione con gli studenti Coscioni, potremmo pensare di ospitare in maniera regolare un intervento, una rubrica, una pagina che siano utili per avviare un dibattito nelle università. Oppure le carceri, un luogo sui cui pure abbiamo provato a far luce di tanto in tanto nelle nostre pagine: forse con l'aiuto di Gianfranco Spadaccia (già Garante dei detenuti a Roma), di Riccardo Arena e Radioradicale, o di altri che staranno leggendo, potremmo anche da lì far giungere voci di non-rappresentati. Ancora una volta, sono certo vi saranno venuti in mente altri "mondi" da coinvolgere. Quali?            
          
Credo anche che dobbiamo far tesoro della scelta del quotidiano ecologista Terra che, stampando e distribuendo l'Agenda Coscioni attraverso la sua rete già stabilita, ci consentirà evidentemente di abbattere alcuni "costi di produzione". Occorre subito discutere su come reinvestire queste risorse: credo, senza velleità di aver scoperto chissàcosa, che internet sia il mare in cui ora l'Agenda dovrà iniziare a nuotare. L'idea è quella di avere un sito ad hoc per il mensile che sempre più, da archivio elettronico già di per sé utilissimo, possa servire anche ad attrarre contributi e lettori esterni. Il fatto di trasferire un mensile sul web - che per definizione richiede aggiornamenti quotidiani - non credo sia, nel nostro caso, impossibile: Agendacoscioni.it può divenire innanzitutto il luogo privilegiato tramite il quale valorizzare i lettori e i loro commenti. Non solo: si potrebbe prevedere una sezione di aggregazione dei blogger che lo vorranno. Allo stesso tempo si potrebbe usare il sito per una rassegna stampa ragionata, non solo nazionale evidentemente, su tutti i temi che più ci interessano. Commenti degli utenti, interventi di blogger, segnalazioni - anche le più ricercate - dalla stampa di tutto il mondo: già questo ci consentirebbe di tenere "fresco" il sito web di un mensile senza distogliere troppe forze da quel tanto che quotidianamente già si fa. (Senza dimenticare la possibilità di riversarvi molti dei contenuti della newsletter dell'Associazione che - anche per responsabilità di chi scrive - non ha più la continuità che meriterebbe). Idee e disponibilità, su questo, ce ne sono? 
          
Per ora mi fermo qui, salvo dire la mia su una proposta che è venuta dal tesoriere: quella di abbassare sensibilmente la quota di iscrizione per i minori di 25 anni. Sono d'accordo. E sono d'accordo anche con l'idea che questa scelta possa compiersi soltanto se abbinata all'impegno - degli stessi studenti innanzitutto - in una o due campagne forti, a partire dalle quali creare mobilitazione e coinvolgere altre persone. Le idee non mancano, credo che la riforma dell'università in senso meritocratico - associata a una battaglia più classicamente laica - possa essere il cardine attorno al quale far ruotare questa norma transitoria, rendendo anche quest’ultima, piuttosto che uno stratagemma auto consolatorio, uno strumento di “apertura” ad altri attorno a noi.

P.s. Sapendo di non essere riuscito a spiegarmi a dovere o in maniera esaustiva, metto sin da subito in conto il fatto di reintervenire. Prima, però, vorrei leggere/ascoltare/sentire un po' anche le vostre idee. ;)

8 commenti

cipro

NTJVsBgA cipro YaoQGR cialis barato marodD comprar viagra 3617

amoxil

XsEibnL amoxil uMEzL diflucan prix GYRjTD cialis QVhAO

ydkvMBprXRswaTx

viagra

PXtgcagG http://ifpmlq.com/ pBMXDHW [url=http://sfnldg.com/]pBMXDHW[/url]

GFXmZJeQnetIqSCMY

TuvotnAvkqbSqGiklv

axyxqBZRdjBgdcO

Risposta

- L'idea di fare il congresso online e' sicuramente stata ottima, ma portera' sia vantaggi che svantaggi: noi "giovani", che sappiamo usare il pc, saremo avvantaggiati rispetto agli "oldies" che non hanno praticita' con internet. Ad ogni modo, cerchiamo di sfruttare l'occasione come meglio possiamo!

- Sulla proposta della "rivendicazione", sono abbastanza d'accordo, anche se secondo me pero' sarebbe piu' importante sfruttare i (pochi) spazi a disposizione dell'associazione per parlare dei contenuti e delle campagne, anziche' della forma gestionale (che comunque rimane un unicuum nazionale).

- Su Agenda Coscioni: il punto fondamentale secondo me non sono i contenuti, che tutto sommato vanno gia' bene (anche se possono ovviamente essere migliorati e diversificati). La questione centrale e' la distribuzione. C'e' veramente bisogno che ogni iscritto o attivista dell'associazione faccia il possibile affinche' copie della rivista arrivino in piu' atenei e luoghi d'aggregazione possibile. La priorita' dev'essere la distribuzione e la diffusione.

- La newsletter dev'essere rinsavita! Ci vuole una mail al mese direi.

- Prezzo agevolato per gli under 25? Mah... non sono contrario ma non credo che aumenterebbe molto gli iscritti giovani. Il problema non e' convincere qualcuno ad iscriversi, ma convincerlo a farsi coinvolgere in un'iniziativa.

-- Davide Chicco

 

 

Invia nuovo commento

Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
  • tags HTML permessi: <a> <p> <span> <div> <h3> <img> <br> <br /> <ul> <ol> <li> <em> <b> <u> <i> <strong> <blockquote> <embed> <object> <param> <div>
  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente

Maggiori informazioni sulle opzioni di formattazione.

CAPTCHA

Ti chiediamo di rispondere al seguente quesito per evitare invii automatici di spam.

Se dovessi riscontrare problemi o difficoltà ti preghiamo di scrivere alla mail info@lucacoscioni.it.

Eccetto dove diversamente specificato i contenuti di questo sito
sono rilasciati sotto la licenza Creative Commons: Attribuzione della paternità

Licenza Creative Commons

cc Associazione Luca Coscioni, via di Torre Argentina, 76 - 00186 Roma, Italia.
Tel. 06 689 79 286, Fax. +39 06 23 32 72 48, Email info [at] lucacoscioni.it
Posta Certificata: associazionelucacoscioni [at] pec.it