Welby/Riccio. La Procura di Roma chiede l'archiviazione e con essa afferma il diritto inalienabile di rifiutare le cure.

06/03/2007

La richiesta della Procura di Roma di archiviare il procedimento contro il dottor Mario Riccio, l'anestesista che ha sedato Welby provvedendo poi a sospendere la respirazione meccanica, e' una nuova importante affermazione di un principio fondamentale: nessuno puo' essere sottoposto a forza ad un trattamento sanitario (art. 32 Cost.).
La motivazione del procuratore Giovanni Ferrara va oltre, spiegando che questo diritto non trova un limite nell'esigenza di salvaguardia della vita. In altre parole, riconosce pienamente il diritto del cittadino a rifiutare le cure, anche quando questo porti a morte certa.
Ci auguriamo che una si' limpida affermazione di un diritto negato per lungo tempo a Welby (e a migliaia di cittadini) possa ispirare anche la magistratura giudicante, fino ad oggi incoerente e spesso incapace di decidere.
Infine, vorremmo esprimere un profondo senso di gratitudine nei confronti di Welby, dei suoi familiari e dell'associazione Coscioni, e per il dottor Riccio, raro esempio per una classe medica piu' interessata alle proprie convinzioni religiose piuttosto che al benessere e alla volonta' dei propri assistiti.

Pietro Yates Moretti
Responsabile di Vivere & Morire, quotidiano di informazione sul fine vita (www.aduc.it/dyn/eutanasia)

Martedì, 6 marzo, 2007 - 17:00

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Ora Piero può riposare in pace.
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