Convenzione di Oviedo

Convenzione di Oviedo e il suo calvario

Il 4 aprile 1997 è stata firmata a Oviedo la "Convenzione per la protezione dei diritti dell'uomo e la dignità dell'essere umano riguardo alla applicazione della biologia e della medicina"; è entrata in vigore il 1 dicembre 1999, avendo raggiunto le firme minime necessarie previste dall'articolo 33 della Convenzione stessa.

1. Il Parlamento italiano approva le leggi di ratifica il 28 marzo 2001

2. Entro sei mesi il Governo è delegato ad adottare uno o più decreti legislativi per l'adattamento dell'ordinamento italiano ai principi della Convenzione di Oviedo;

3. I decreti delegati non sono stati adottati entro il termine previsto. La legge 6 gennaio 2003 aveva spostato il termine di presentazione del decreto al 31 luglio 2003;

4. Di nuovo, entro il termine del 31 luglio 2003, i decreti delegati non sono stati emanati;

5. In questa legislatura, il Governo è stato nuovamente delegato ad adottare, entro il 31 luglio 2007, uno o più decreti legislativi;

6. Il 6 Luglio viene pubblicata sul giornale, Il Riformista, la nostra lettera aperta al Ministro Livia Turco (firmata da Marco Cappato, Piergiorgio Strata, Mauro Barni, Maria Antonietta Coscioni, Giulia Simi) per invitare il ministro a rispettare il termine del 31 luglio. La stessa ministra aveva dichiarato che è un atto dovuto del nostro Governo emanare il prima possibile i decreti attuativi, sottolineando quanto sia grave che "dal 2001 la delega sia stata lasciata decadere". Inoltre lo stesso codice di deontologia medica del dicembre 2006 ha reso obbligatorie le previsioni più avanzate della Convenzione di Oviedo, stabilendo che il dissenso del paziente non può mai essere sopraffatto.

7. Il 7 luglio la ministra Livia Turco risponde alla nostra lettera sul giornale, Il Riformista, dicendo che il sollecito è giusto e opportuno. Il ministro, però, non ha intenzione di usufruire della delega del 31 luglio perché è necessaria una maggiore condivisione parlamentare su una materia di altissimo valore che riguarda la vita e la morte di tutti i cittadini.Sempre nella lettera la ministra dichiara: "nella seduta del 31 maggio 2007 della Commissione Igiene e Sanità del Senato, il governo su mia proposta ha presentato un emendamento al "ddl concernenti " disposizioni per la semplificazione degli adempimenti amministrativi connessi alla tutela della salute", che prevede una nuova delega al governo da adottare entro il 31 marzo 2008". In altre parole è rimandato perché se è vero che l'Europa si è già pronunciata, la ministra si dichiara convinta della necessità dei decreti, ma bisogna ottenere un consenso ampio e trasversale nel Parlamento italiana. E questo è possibile solo rimandando

De seguito la lettera che abbiamo scritto alla ministra, pubblicata sul giornale, Il Riformista,

Il Parlamento italiano ha approvato le legge di ratifica della Convenzione che è stata promulgata il 28 marzo 2001 (l. 145/2001). Con l'articolo 3 della detta legge di ratifica si delegava il Governo ad adottare, entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi occorrenti per l'adattamento dell'ordinamento giuridico italiano ai principi e alla norme della Convenzione, e si impegnava il Governo a trasmettere gli schemi dei decreti legislativi alle competenti Commissioni permanenti di Camera e Senato perché esprimessero un parere entro il termine di quaranta giorni. I decreti delegati non sono stati adottati entro il termine previsto e la legge 6 gennaio 2003, n. 3 all'articolo 49 aveva spostato il termine di presentazione del decreto al 31 luglio 2003, ma anche entro tale termine i decreti delegati non sono stati emanati. Inoltre l'Italia non ha proceduto al deposito presso il Segretario Generale del Consiglio d'Europa del documento di ratifica.

In questa legislatura, il Governo è stato nuovamente delegato ad adottare, entro il 31 luglio 2007, uno o più decreti legislativi recanti ulteriori disposizioni occorrenti per l'adattamento dell'ordinamento giuridico italiano ai principi e alle norme della Convenzione sui diritti dell'uomo e sulla biomedicina, nonché del Protocollo addizionale del 12 gennaio 1998, ratificato ai sensi della legge 28 marzo 2001, n. 145.

 

Come Ella stessa ha detto, è un atto dovuto del nostro Governo emanare il prima possibile i decreti attuativi, sottolineando quanto sia grave che "dal 2001 la delega sia stata lasciata decadere" . Per questo motivo Le chiediamo, sicuri del Sua convinzione, che il termine del 31 luglio sia rispettato così da permettere alla Convenzione di far valere la sua incontestata vigenza, come già avvenuto in molti Paesi europei. L'applicazione della Convezione di Oviedo che contiene già norme fondamentali, come il riconoscimento del testamento biologico, il no all'accanimento terapeutico e la regolamentazione del consenso informato - rimasto troppo spesso lettera morta o atto formale non compreso da chi si deve sottoporre a un trattamento, nonostante il positivo parere ripetutamente espresso dalla Suprema Corte di Cassazione - rappresenterebbe per il nostro Paese un atto di civiltà.

La Convenzione stabilisce che il consenso libero e informato del paziente all'atto medico non vada considerato solo sotto il profilo della liceità del trattamento, ma debba essere considerato prima di tutto come un vero e proprio diritto fondamentale del cittadino europeo, che riguarda il più generale diritto alla integrità, alla libertà e alla dignità della persona. In altre parole nell'articolo 5 della Convenzione si afferma che il dissenso da parte del paziente è vincolante per il medico; ove il paziente non sia autonomo il medico fa riferimento ad eventuali direttive anticipate manifestate prima di perdere la capacità di esprimere le proprie volontà (articolo 9). Nel caso di minorenni o di incapaci vale la volontà di chi esercita la tutela, salvo che non sia pregiudiziale alla salute del paziente: in tal caso sarà il medico che decide in scienza e coscienza. Inoltre lo stesso codice di deontologia medica del dicembre 2006 ha reso obbligatorie le previsioni più avanzate della Convenzione di Oviedo, stabilendo che il dissenso del paziente non può mai essere sopraffatto.

Quindi il documento rappresenta secondo il giudizio dei bioeticisti e degli organi sanitari un punto di riferimento importante.

 

Indagine conoscitiva su come si muore negli ospedali italiani

1. Livia Turco, in diretta dallo studio di Stella, il programma di Maurizio Costanzo su SkyVivo, dichiara la necessità di un'indagine conoscitiva per verificare come si muore negli ospedali italiani.

2. Preparo un interrogazione presentata da Donatella Poretti il 20 settembre 2007 e firmata da altri parlamentari sulla necessità di come si muore negli ospedali italiani;

3. Il sottosegretario alla Salute Serafino Zucchielli risponde immediatamente dichiarando: E' partita l'indagine del Ministero della Salute sulle "problematiche riguardanti l'assistenza nelle fasi di accompagnamento alla morte", l'invio entro la prima decade di ottobre. I dati saranno disponibili nel febbraio 2008.

Giulia Simi, Vice- Segretaria dell'Associazione Coscioni

Venerdì, 1 Febbraio, 2008 - 18:10
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