Coscioni: «Italiani al guinzaglio»

L'Unità
14/06/2005
Edoardo Novella

Il presidente dei radicali: «Malati sacrificati sull'altare della superstizione».

«Donne e malati sono stati immolati sull'altare della disinformazione e dell'illegalità». Lucido, ma non rassegnato: Luca Coscioni, presidente dei radicali e simbolo della lotta per la libertà di ricerca - lui, condannato da 10 anni sulla sedia a rotelle dalla sclerosi laterale amiotrofica, niente più parole nè gesti, solo gli occhi per cercare di comunicare col mondo, con gli altri -, legge il disastro del referendum: «Il fallimento è inequivocabile e non ci sono scusanti per i segnali precisi che ci vengono dal corpo della società italiana».

Il corpo, appunto, i diritti, le libertà. Lo Stato di diritto, la laicità compromessa, contaminata. Il cardinal Ruini ha appena posto il sigillo sulla vittoria con quel semplice «ho fatto solo il mio dovere», ribadendo la sua difesa di «tutti i temi della vita». «Ma quale vita? La vita con la 'vi maiuscola" a scapito delle vite concrete». Non sono bastati gli appelli, mesi di battaglia per spiegare, far vedere, misurare la distanza tra la tutela degli embrioni e quella dei malati in carne e ossa e delle donne che sperano nella maternità. Ha vinto la crociata astensionista, «il popolo tenuto al guinzaglio dall'indifferenza, dalla mediocrità, dalla superstizione, dalla disinformazione, dalla moralità di chi usa la Croce di Cristo come arma contundente anziché genuflettersi ai suoi piedi per interrogarla sulla sofferenza e sulla malattia». Un paese piegato, a un punto che era difficile immaginarsi. Coscioni usa una metafora: «L'Italia è oggi, ancor di più, come la penisola descritta da Josè Saramago nel suo libro La Zattera di pietra. Un paese che, con la legge 40, si è staccato dal resto del continente europeo, dal resto del mondo, apparentemente senza cataclismi e senza vittime. Sulla zattera ci sono anche coloro che con l'astensione pensano di aver vinto la partita ma che in realtà imponendo un divieto in più, hanno fatto perdere al paese una libertà fondamentale».

Il risultato di ieri chiude la porta in faccia a tante persone, sommerse per di più da una non-scelta di quasi 38 milioni di italiani, un'astensione indotta ma anche in buona parte spontanea, naturale. Una indifferenza tiepida. Contro la quale Coscioni non si rassegna: «Ora bisogna organizzare una azione politica che riesca a intensificare gli sforzi di una resistenza sistematica laica e non violenta, quanto mai necessaria e non procrastinabile». L'appuntamento è per l'Assemblea dei Mille organizzata dai radicali il 17, 18 e 19 giugno a Roma. «Vogliamo rispondere alle attese di chi oggi si sente di non riconoscersi in questo risultato e di porre le basi di una speranza di vita e di vite che altrimenti sarebbe soffocata». Aspettando il Parlamento - chissà - per una modifica, comunque, della legge 40, l'impegno di Luca Coscioni resta convinto. E con lui quello di tanti altri malati per cui l'orizzonte della guarigione sembra oggi allontanarsi: «Dobbiamo tener duro e non mollare proprio ora che tutto sembra perduto».

Martedì, 14 giugno, 2005 - 11:16

commenti

Grazie comunque

Avevo scritto giorni fa e ora non vedo il commento: mi sa che avevo fatto un pasticcio inviandolo, così Ti ripeto il senso di quello che dicevo. Prima di tutto grazie perchè ci avete provato e ce l'avete messa tutta. Poi sull'amarezza che esprimi, caro Luca, sarei d'accordo con Te, non fosse che ho fatto da scrutatrice e sono rimasta davvero commossa dalla gente che è venuta a votare: gli anziani domenica (anche un certo numero di ultraottuagenari) in abiti lavati e stirati di fresco, i ragazzi pieni di piercing emozionati e silenziosi, quelli che lunedì sapevano di partecipare a una sconfitta e ed erano tristi e preoccupati ma non battuti, come dimostra il fatto che hanno portato la loro faccia ai seggi e a viso aperto hanno fatto quello che dovevano. Schede bianche poche, una scheda nulla per ogni referendum (annullate senza sproloqui, probabilmente dalla stessa persona, per aumentare il quorum e in alternativa alla scheda bianca). Sarà solo un terzo che ha votato, ma è un terzo con motivazioni profonde, secondo me. Gli altri due terzi o sono distratti o il massimo che han saputo fare è stato nascondersi. Io dico che possiamo far meglio di loro e che questo referendum conferma una base di cittadini integri e capaci di formarsi da sè un'opinione. Mi spiace di non poter venire a Roma. Un bacio! Betta

Sono laureato in una facoltà

Sono laureato in una facoltà scientifica, lavoro nel campo tecnico-scientifico da anni, leggo regolarmente diverse riviste scientifiche, sono stato ateo militante per anni. Nell'ambiente in cui opero ho faticato di più a non andare a votare che ad adeguarmi al bigottismo di tanta parte del mondo radical-chic che mi circonda. Ho meditato a lungo la mia scelta soprattutto per i risvolti sulla ricerca. Mi sento veramente offeso dalle parole del Sig. Coscioni (tenuto al guinzaglio dall'indifferenza, dalla mediocrità, dalla superstizione, dalla disinformazione, dalla moralità di chi usa la Croce di Cristo come arma contundente anziché genuflettersi ai suoi piedi per interrogarla sulla sofferenza e sulla malattia) per aver fatto una scelta diversa dalla sua. Non commento ulteriormente.

Quello che ancora non hai cap

Quello che ancora non hai capito è che la morale di una religione non può essere la morale di uno stato. Non l'avevate capito per l'aborto non l'avevate capito per il divorzio non lo capite per il crocefisso nelle scuole non lo capite per la ricerca scientifica. Comunque io sono convinto che la storia prima o poi renda giustizia (leggi Giordano Bruno, leggi Galileo, leggi divieto della Chiesa all'autopsia, alla cremazione, al preservativo, ecc). TI AUGURO SOLO DI NON AVERE BISOGNO UN GIORNO DI QUELLO CHE OGGI VUOI NEGARE AD ALTRI. Vi attendo in divisa sulle Alpi e sui mari per combattere (con le armi vere questa volta) l'ingresso in Italia di quei farmaci e di quelle tecniche che oggi avete proibito. SARA' LA FORZA DELLA RAGIONE E L'EVIDENZA DEI FATTI (COME SEMPRE) A DARVI TORTO. Non disperate.

Sono d'accordo che la morale

Sono d'accordo che la morale religiosa non può essere quella di uno stato. Occorre trovare dei valori comuni sui quali costruire una civiltà. L'indissolubilità del matrimonio non può essere imposta in uno stato moderno, ma può essere chiesta come regola a chi si attiene ai precetti religiosi. Lo stesso dicasi dell'uso del profilattico. Ma il tema di cui stiamo parlando è piuttosto diverso, e tra quelli che non hanno votato si mi sembra che la maggioranza non sia composta dai cattolici bigotti ai quali ti riferisci. La legge 40 non è una legge cattolica, certamente non in tutte le sue parti. Quanto all'aiuto a chi soffre, io per esempio, dono il sangue regolarmente, sono stato donatore di midollo osseo e porto sempre con me la tesserina dell'accettazione sdella donazione dei miei organi. Ho qualche dubbio, che ritengo legittimo, a sacrificare quella che ritengo una vita indifesa. Mi sembra un po' l'"armiamoci e partite". Ciao

Scusa Rolando, ma Pino tra le

Scusa Rolando, ma Pino tra le varie cose ha detto anche di essere stato per anni "un militante ateo", allora come fai a dire: "Quello che ancora non hai capito è che la morale di una religione non può essere la morale di uno stato". Ho letto il post di Pino tre volte, ma non mi pare proprio che ci siano elementi che sostengano le tue accuse... Dal mio punto di vista Pino ha maturato indipendentemente le proprie convizioni morali, quindi lascia stare la religione. Ciao

Piena solidarietà a Luca Cos

Piena solidarietà a Luca Coscioni ma dovrebbe capire ormai anche lui che la battaglia che ha intrapreso è inutile, disumana, praticamente poco convincente perchè non etica (in senso laicissimo). Le cure arriveranno, eccome se arriveranno, ma solo attraverso ricerche che non usurpano i diritti degli uomini (tutti). Qui nessuno è contro i malati e tanti (malati) l'hanno capito. Dovrebbe ormai averlo capito anche lui che fidarsi di certi scienziati, magari bravissimi in campo sperimentale, ma privi di una coscienza morale seria, è deleterio. 3.000 scienziati USA ammettono di truccare le loro ricerche pur di accaparrarsi i (tanti) soldi dei finanziamenti. La scienza è (anche) questa, inutile incensare acriticamente.

non avete capito proprio niente!

Non avete capito proprio niente! lo ribadisco, forse parlate così perchè non avete mai vissuto sulla vostra pelle la sofferenza...cosa dovrei dirvi, ho quasi 21 anni, tre anni fa è morto il mio papà per un infarto e adesso dopo tre anni è stata diagnosticata la sclerosi laterale amiotrofica a mia madre... quando è morto mio padre ho provato ad avere un avvicinamento con la fede credendo in quanti mi dicevano che un tale dolore sarebbe stato ricompensato con gioie più grandi...a distanza di tre anni lascio a voi giudicare... sono una studentessa di medicina e sono consapevole del fatto che a volte gli scienziati siano privi di una coscienza morale ma è vero pure che il futuro di tante persone, le possibilità per tante malattie sono tutte nelle loro mani e se qualcuno non ci prova nessuno potrà mai sperare...io sono convinta del fatto che la ricerca sulle cellule staminali sarebbe l'unica possibilità per una patologia come la SLA...davvero non sapete cosa vuol dire vedere una persona rendersi conto che le forze ti stanno venendo meno, che il tuo corpo non risponde più ai tuoi stimoli, il non poter parlare...in questi momenti mi viene da pensare che c'è tanta gente a cui è data la possibilità di parlare quando farebbe meglio a starsene zitta...beh...meglio che mi fermo altrimenti starei qui a scrivere per ore...e cmq ho capito una cosa e cioè che la gente capisce certe cose solo quando le vive direttamente, in fondo è stato così anche per me...però è vero pure che per capire la drammaticità di certe situazioni non è necessario viverle, basta solo provare a mettersi nei panni di chi come Luca e come la mia mamma stanno vivendo questo calvario, e vi posso assicurare che non è uno spettacolo gradevole! Alessia!

Cara Alessia...

...prega, prega, che siamo nati per soffrire, purtroppo questo Paese di merda non ti lascia altra scelta che il business della "fede".

ma magari nn è proprio così

ma magari nn è proprio così non si soffre solo; si soffre quando non si tenta e non si spera, la sola speranza ti dà la forza di combattere altrimenti si soffre...e cmq si può anche gioire della speranza, nonostante le mei esperienze la vita è bella ma ci vuole un attimo di movimento...

in sostanza

In sostanza condivido il pensiero di Dino. E' deleterio offendere gli italiani affermando che sono al guinzaglio. Nessuno, credo, è contrario alla ricerca scientifica soprattutto se questa ha il nobile scopo di curare le malattie. Come diceva Dino, però, in ambito scientifico occorre perseguire ricerche che non usurpano i diritti dell'uomo.
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