Il voto sull' Embryo Bill

Cronache parlamentari d'oltremanica

di Matteo Angioli

La sconfitta del fronte trasversale che aveva presentato alcuni emendamenti per limitare o vietare la ricerca sugli embrioni in Gran Bretagna.

Commons

Il 21 e 22 maggio scorsi si è tenuto il voto alla House of Commons di Westminster sulla Proposta di Legge per la Fecondazione Umana e l'Embriologia (Human Fertilisation and Embryology Bill). Il dibattito, iniziato alcuni mesi fa e svoltosi nelle aule delle commissioni interessate e nell'aula della Camera dei Lords prima e dei Comuni poi, ha decretato la sconfitta del fronte trasversale che aveva presentato alcuni emendamenti per limitare o vietare la ricerca sugli embrioni. Nel primo giorno di votazioni, il 21, i deputati cattolici e quelli pro-scienza si sono affrontati in un appassionante dibattito di sette ore sulla possibilità di creare embrioni ibridi, composti cioè da cellule umane e animali, e i cosiddetti "fratelli salvatori", embrioni cioè che possono far nascere bambini in vitro per permettere la donazione dei loro tessuti a un fratello o una sorella affetti da gravi malattie.

Il fronte trasversale (composto in maggioranza da conservatori) che aveva presentato gli emendamenti per vietare sia la creazione di embrioni ibridi sia dei "fratelli salvatori" è stato sconfitto rispettivamente con 336 a favore e 176 contrari e per 342 voti a 163 (con maggioranze di 168 e 179 voti di scarto) da un altro fronte trasversale che comprendeva, oltre al Primo Ministro Gordon Brown, i giovani capi dell'Opposizione di Sua Maestà, ovvero il leader conservatore David Cameron, e il Cancelliere ombra, George Osborne. Ma Cameron e Osborne non sono stati gli unici esponenti di rilievo dell'opposizione a schierarsi con lo schieramento proscienza. Perfino il Ministro ombra della Sanità, Mark Simmonds, ha votato contro quasi tutti gli emendamenti che miravano a bloccare lo sviluppo di embrioni ibridi. L'unico emendamento restrittivo da lui sostenuto è stato quello sulle cellule metà uomo e metà animale, i cosiddetti "true hybrid" ("veri ibridi") che, a differenza degli ibridi formati al 99% da cellule umane e 1% da cellule animali, contengono 50% di cellule d entrambi i tipi.

Su questo punto il voto è stato di 286 voti contrari e 223 favorevoli con una maggiorana dunque di 63 voti. Per quanto riguarda la compagine governativa, il premier Brown aveva lasciato libertà di voto al Labour Party. Tre ministri cattolici che si erano espressi contro la linea del Governo hanno votato con l'opposizione. Come loro hanno votato anche altri quattro sottosegretari. Una deputata laburista, Fiona Mac- Taggart, ha preso la parola durante il dibattito chiedendo all'aula di sostenere la ricerca dichiarando di essere sterile e di essere malata di sclerosi multipla: "Oggi abbiamo l'opportunità di fare un importante passo nella lotta contro le malattie croniche. Sarebbe un peccato sprecarla". Il giorno seguente, è toccato alla legge che regola l'aborto nel Regno Unito superare la prova più dura degli ultimi 20 anni. Nella serata del 22 infatti, i membri della House of Commons hanno respinto il tentativo di abbassare il limite massimo di 24 settimane entro cui abortire, respingendo tutti gli emendamenti restrittivi presentati dai deputati pro-vita. Ispiratore di questo fronte è stato il capo della Chiesa d'Inghilterra, che però ha visto il tentativo di "porre fine ai 200.000 aborti all'anno" svanire man mano che gli emendamenti volti ad abbassare il limite cadevano uno ad uno.

Il voto con lo scarto minore, ma comunque sostanziale, 304 contrari e 233 favorevoli, è stato quello sull'emendamento che proponeva un abbassamento del limite da 24 a 22 settimane. In precedenza erano stati respinti simili emendamenti che chiedevano una riduzione a 12, 16 e 20 settimane. Addirittura, il voto sulle 12 settimane ha visto 393 contrari e solo 71 i favorevoli. Anche l'emendamento che mirava a rendere obbligatorie le consultazioni per le donne che decidono di abortire, è stato sconfitto per 309 voti a 173. Il voto ha decretato la sconfitta del cardinale Murphy O'Connor, arcivescovo di Westminster e Presidente della Conferenza Episcopale dell'Inghilterra e del Galles, che si era speso molto per bloccare le proposte contenute nello Human Fertilisation and Fertilization Bill, con il quale è stata aggiornata la legge britannica sulla fecondazione assistita. Gordon Brown e quasi tutto il gabinetto hanno votato in linea con le posizioni pro-scienza, tranne i soliti tre ministri cattolici e diciassette tra sottosegretari e capigruppo che hanno votato in favore dell'abbassamento a 22 settimane del limite entro cui abortire. Il leader dell'Opposizione, David Cameron, ha votato contro la riduzione a 12 settimane, ma a favore quelle a 20 e 22, in contrasto al Cancelliere ombra, George Osborne che, oltre ad aver sostenuto la creazione di embrioni ibridi, ha votato contro ogni modifica dell'attuale legge sull'aborto. Il dottor Evan Harris, rappresentante di Oxford West ed esperto di scienza per i liberal democratici ha dichiarato con soddisfazione: "Il Parlamento ha preso la giusta decisione.

Ha confermato il diritto delle donne all'accesso all'aborto e ha seguito le indicazioni della medicina su quelli che dovrebbero essere i limiti entro cui abortire". La Sottosegretaria alla Sanità, Dawn Primarolo, ha spiegato la posizione del Governo con l'assenza evidenza scientifica tale da giustificare la riduzione invocata dai conservatori: "Il limite estremo di 24 settimane fu sancito nel 1990 perché allora la scienza ci diceva che la soglia di sopravvivenza era aumentata ed è su questa potenziale capacità di sopravvivenza del feto fuori dall'utero che ci siamo basati. E' stato così nel 1967, nel 1990 e lo è anche oggi". Tranne colpi di scena, la PDL dovrebbe ricevere l'Assenso Reale (Royal Assent) entro l'estate.

Giovedì, 10 luglio, 2008 - 16:37
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