Di disinformazione si muore

di Rocco Berardo

Come documentato da un saggio di Marcello Crivellini, pubblicato sul numero del settembre scorso di Agenda Coscioni, il parametro che restituisce più salute alle persone non è dato dalla spesa sanitaria, bensì da un'adeguata e seria conoscenza e informazione. Lo dimostra la diffusione dell'Hiv in quelle zone del mondo in cui l'informazione sulla contraccezione sessuale è assente. Lo dimostra per altra via oggi quanto la disinformazione, la non conoscenza, da parte dei cittadini campani della situazione nel loro territorio abbia di fatto consentito al malaffare di distruggere l'ambiente, trasformando l'emergenza in vera e propria calamità naturale (avrebbero ridato la stessa fiducia agli stessi amministratori per anni, se avessero saputo?). Parallelamente l'affermazione dei nuovi e vecchi diritti civili, passa attraverso la conoscenza da parte dei cittadini di quali sono le forze in campo che lottano ogni giorno per difenderli e affermarli. Di quali sono le ragioni di ciascuno. Ma quella conoscenza in Italia è negata. Il Vaticano che si fa attore politico, e non solo voce che parla alle coscienze dei suoi fedeli, vive nella tv italiana, di stato e privata, costantemente, continuamente, come unico portatore di valori, senza contraddittorio e contraddittori. Contro l'aborto, contro la scienza, contro le unioni civili, contro l'eutanasia, contro la ricerca, una sola ed unica voce. Un mantra che si ripete, come nei regimi teocratici. Salvo che qui ci troviamo in uno Stato, fino a prova contraria, laico. Pubblichiamo in esclusiva i dati del Centro d'Ascolto per l'informazione radiotelevisiva, che per primo Marco Pannella ha potuto letteralmente gridare su Raiuno a "Porta a Porta", falsificando una volta per tutte la vulgata che sta prendendo piede in Italia: che in questo Paese "si toglie la parola al papa". Questi numeri non hanno bisogno di altri commenti.

Lunedì, 4 Febbraio, 2008 - 13:52
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